Ci sono storie che si intrecciano come fili indissolubili dell’anima in questa Olimpiade: volti e percorsi che si innalzano a esempi supremi di come i limiti possano essere superati solo attraverso il sacrificio, la fatica e il coraggio di gettare sempre il cuore oltre l’ostacolo.
E quello di Federica Brignone, di ostacoli, ne ha superati tanti.
Tutto Γ¨ partito dallo scorso aprile, quando un infortunio le aveva frantumato in anticipo il sogno di vivere da protagonista l’Olimpiade nel suo Paese. Un infortunio che avrebbe potuto segnare una carriera, un periodo della propria vita capace di lasciare conseguenze anche nella quotidianitΓ . Γ come se testa e mente andassero da una parte, mentre il cuore gira l’angolo e cambia strada.
E Federica, da quell’infortunio, ha sempre pensato solo a recuperare il piΓΉ in fretta possibile. Un passo alla volta. Una speranza dietro l’altra.
E mentre il corpo iniziava a dare i primi segnali confortanti, forse c’era poco tempo per prepararsi davvero a dovere: colpa degli allenamenti, delle paure post infortunio, di quelle certezze che nella mente venivano sgretolate da dubbi e da montagne interiori troppo alte per poter essere scalate in fretta.
Eppure Federica lo ha fatto, arrivando a Milano Cortina pronta a vivere la sua discesa.
E non importava quale potesse essere, alla fine, il risultato. Era lì. Sui suoi sci. Davanti a quella discesa ripida. Aveva già vinto.
Ma quel cuore, quel cuore che ha sempre girato dalla parte opposta del pessimismo, ha dato la carica giusta a Federica per andare oltre ogni limite.
Oro. Oro. Oro olimpico.
Una storia che rimarrΓ scritta nella leggenda.
Una storia che si tramanderΓ di generazione in generazione.
Ripartiamo dall’inizio: ci sono storie che si intrecciano come fili indissolubili dell’anima in questa Olimpiade.
E poi c’Γ¨ un volto, un nome, un esempio che per sempre rimarrΓ incastonato nel firmamento dello sport mondiale.
Federica Brignone ha vinto la sua partita.
Quella discesa Γ¨ la misura esatta, seppur opposta, della salita che ha dovuto scalare.
IlFolle
