mercoledรฌ
๐๐ฅ๐จ๐ ๐๐ง, ๐๐ญ๐ญ๐๐๐๐ก๐ข ๐ ๐ฉ๐๐ซ๐ฏ๐๐ง๐ณ๐ ๐๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ ๐ซ๐๐ฆ๐ฆ๐ ๐๐ฅ๐๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐๐ฅ๐: ๐ฅ๐ ๐๐๐ฆ๐ฉ๐๐ ๐ง๐ ๐๐ฅ๐๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐๐ฅ๐ ๐ง๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐๐ฅ๐ ๐ฉ๐๐ซ ๐ข๐ฅ ๐๐๐๐ ๐̀ ๐ ๐ข๐̀ ๐๐จ๐ฆ๐ข๐ง๐๐ข๐๐ญ๐
martedรฌ
Girifalco, ordinanza di demolizione e possibile incompatibilitร : la minoranza chiede nuove verifiche
GIRIFALCO – La vicenda nasce da un’ordinanza di demolizione, la numero 8 del 2025, emessa dal Comune di Girifalco nei confronti di un abuso edilizio. Secondo i consiglieri comunali di minoranza, perรฒ, non sarebbe ancora stata chiarita definitivamente la questione relativa alla sua esecuzione e agli eventuali adempimenti successivi.
Su questa vicenda la minoranza aveva giร presentato una segnalazione nel giugno scorso, chiedendo di verificare anche la possibile presenza di profili di incompatibilitร o conflitto di interessi legati alla posizione di Teresa Signorello, allora consigliera comunale e successivamente nominata assessore.
La questione era giร stata sollevata dalla minoranza nel giugno scorso, con una richiesta di accertamento sull’eventuale mancata esecuzione dell’ordinanza di demolizione e sulla possibile sussistenza di profili di incompatibilitร o conflitto di interessi.
A complicare il quadro, secondo quanto evidenziato dai consiglieri, c’รจ la successiva nomina di Teresa Signorello ad assessore comunale, con deleghe anche a patrimonio, bilancio e finanze.
La minoranza chiede quindi di fare chiarezza sullo stato della procedura relativa all’ordinanza, verificando eventuali ritardi, omissioni o inerzie, ma anche sulla posizione dell’assessore e sulla possibile esistenza di condizioni di incompatibilitร previste dal TUEL.
Nel documento viene inoltre chiesto di accertare se gli uffici comunali coinvolti, in particolare Ufficio Tecnico e Polizia Locale, abbiano potuto operare in condizioni di piena autonomia e imparzialitร .
I consiglieri parlano di una vicenda che, a loro giudizio, non avrebbe ancora ricevuto una definizione conclusiva e chiedono alle autoritร competenti un riscontro formale e documentato, riservandosi ulteriori iniziative a tutela della legalitร , della trasparenza e del corretto funzionamento dell’amministrazione comunale.
venerdรฌ
Guardia ecologica, corsisti in attesa da mesi: «Manca solo l’esame, ma nessuno ci dร risposte»
COSENZA - «Da mesi siamo in attesa di istruzioni». Si puรฒ riassumere cosรฌ la condizione di disagio vissuta da un gruppo di corsisti che hanno partecipato al corso GOL per Guardia ecologica, avviato attraverso l’Ufficio del lavoro presso la struttura A.D.A.P. di Cosenza, in via Reggio Calabria.
Sono complessivamente sei-sette persone, tra giovani e padri di famiglia, che hanno deciso di investire tempo e impegno in un percorso formativo iniziato nel gennaio 2025. Prima la parte teorica, durata circa quattro-cinque mesi, poi il tirocinio svolto presso un Comune. Un percorso portato avanti secondo le tempistiche previste e arrivato ormai all’ultimo passaggio: l’esame finale.
«Abbiamo fatto tutto quello che ci veniva richiesto»
Il problema, spiegano i corsisti, รจ che proprio quando sembrava ormai vicino il traguardo, รจ iniziata un’attesa che dura da mesi.
«Siamo davvero confusi per questa situazione – racconta uno dei corsisti, facendosi portavoce dell’istanza del gruppo – perchรฉ questa attesa genera domande, ma nessuno riesce a darci risposte».
La scuola, spiegano, avrebbe completato il proprio percorso e sarebbe ora in attesa di indicazioni da parte della Regione Calabria sulle modalitร e sui tempi per poter procedere con l’esame.
«Siamo sicuri che la nostra scuola abbia fatto le dovute sollecitazioni e confidiamo che continui a farle anche da settembre in poi. Il problema รจ che, al momento, nessuno riesce a darci una risposta concreta».
«Ci rivolgiamo direttamente alla Regione»
ร proprio la mancanza di comunicazioni certe a pesare maggiormente sulla situazione. I corsisti non chiedono scorciatoie, ma semplicemente di conoscere i tempi e le modalitร per poter concludere un percorso iniziato ormai oltre un anno fa.
Per questo la loro richiesta รจ rivolta direttamente alla Regione Calabria e al presidente Roberto Occhiuto: «Vorremmo capire quali siano le intenzioni della Regione nei nostri confronti e soprattutto quando potremo finalmente sostenere questo esame».
Una vicenda che sembra nascere, dunque, da una mancata correlazione tra il completamento delle attivitร formative e i successivi passaggi amministrativi. Nel frattempo, chi ha investito tempo e aspettative in questo percorso resta fermo sulla linea del traguardo.
L’ultimo passo verso una possibile opportunitร
«Siamo fiduciosi che settembre possa portarci notizie definitive – conclude il portavoce dei corsisti – perรฒ รจ arrivato davvero il momento che qualcuno ci dia risposte concrete. Vogliamo sapere perchรฉ, dopo aver completato il corso e il tirocinio, non possiamo ancora sostenere l’esame finale».
Un esame considerato particolarmente importante anche in prospettiva futura, perchรฉ l’abilitazione potrebbe rappresentare uno dei requisiti necessari per eventuali concorsi nel settore.
«Abbiamo fatto la nostra parte. Adesso chiediamo soltanto di poter concludere il percorso che abbiamo iniziato».
mercoledรฌ
Jovanotti saluta Trebisacce, ma qualcuno dimentica di ricordare Dino Vitola!
C’รจ qualcosa di curioso, e forse anche di paradossale, nella giornata che oggi ha visto Jovanotti fare tappa a Trebisacce e ad Acri, nel suo viaggio in bicicletta tra Calabria e Basilicata.
La musica che torna nei piccoli centri, il saluto alla comunitร , le immagini insieme al sindaco, l’entusiasmo per un artista che attraversa i territori e li racconta con il suo linguaggio.
Tutto bello.
Ma proprio guardando quelle immagini viene spontanea una domanda: possibile che a Trebisacce, nel giorno in cui arriva Jovanotti, nessuno abbia pensato di ricordare uno dei manager ancora attualmente piรน famoso d’Italia, Dino Vitola?
Non un nome qualunque.
Non un personaggio che si รจ affacciato ieri sul mondo dello spettacolo.
Ma un uomo nato proprio qui, a Trebisacce, che nella musica italiana ha costruito una storia lunga decenni e che, tra i tanti artisti con cui ha lavorato, ha incrociato anche il percorso professionale di Jovanotti. E allora la coincidenza diventa quasi troppo evidente per essere ignorata.
Perchรฉ Dino Vitola non รจ soltanto uno storico manager e produttore discografico. ร uno di quei personaggi che hanno attraversato la storia della musica italiana quando ancora il successo si costruiva nei teatri, nei palazzetti, negli studi, dietro le quinte, attraverso intuizioni e rapporti umani.
E Trebisacce รจ la sua cittร .
Anzi, c’รจ un particolare che rende tutto ancora piรน curioso. Oggi si parla di “Trebisacce Cittร dell’Amore”. Una definizione ormai entrata nel racconto pubblico della cittร , ma che ha una storia precisa e soprattutto ha un autore preciso: Dino Vitola.
Era il 2012 quando, durante la sua esperienza amministrativa, quella definizione venne lanciata e utilizzata per promuovere Trebisacce, anche attraverso gli eventi e i cartelloni estivi sul lungomare.
Insomma, mentre oggi si celebra la “Cittร dell’Amore”, sarebbe forse opportuno ricordare anche chi quella cittร dell’amore contribuรฌ a immaginarla e a raccontarla.
E non รจ una questione di medaglie.
ร una questione di memoria.
Perchรฉ il problema non รจ che Jovanotti sia arrivato a Trebisacce e abbia salutato la cittร senza pronunciare il nome di Vitola, questo non deve assolutamente farlo lui.
Il punto รจ un altro.
ร la cittร che avrebbe potuto ricordarlo.
Soprattutto oggi.
Soprattutto in questa occasione.
Soprattutto davanti a un artista che, nella lunga storia professionale di Vitola, rappresenta uno dei tanti capitoli di una carriera costruita anche attraverso grandi intuizioni e grandi incontri.
E forse รจ proprio questo il paradosso piรน curioso: Trebisacce riscopre oggi la propria vocazione musicale e turistica, mentre sembra dimenticare uno dei suoi figli che quella musica l’ha vissuta dall’interno, contribuendo a scriverne pagine importanti.
Vitola, negli anni, non ha mai reciso il rapporto con la sua terra.
E anche durante la sua esperienza amministrativa ha cercato di lasciare qualcosa alla comunitร . Persino dopo quell’esperienza, il legame รจ rimasto concreto, come dimostra anche la scelta di destinare le proprie indennitร all’acquisto di tre defibrillatori poi donati alla cittร .
Sono fatti.
E i fatti, soprattutto quando si parla di memoria, dovrebbero avere piรน peso degli slogan.
Per questo oggi, mentre Jovanotti saluta Trebisacce e la cittร torna a raccontarsi come Cittร dell’Amore, forse sarebbe bastato poco.
Non una celebrazione.
Non una passerella.
Semplicemente un nome.
Dino Vitola.
Perchรฉ una cittร puรฒ cambiare, puรฒ rinnovarsi, puรฒ cercare nuove identitร e nuovi protagonisti.
Ma non dovrebbe mai dimenticare chi, prima degli altri, ha contribuito a costruire il racconto della sua identitร .
E oggi quel nome, proprio a Trebisacce, sarebbe stato difficile non ricordarlo.
martedรฌ
๐๐ฅ ๐๐จ๐๐ญ๐จ ๐๐๐ฅ๐ฅ’๐จ๐ฉ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ ๐ช๐ฎ๐๐ฅ ๐ฏ๐จ๐ญ๐จ ๐๐ก๐ ๐๐ ๐ญ๐ซ๐๐ฆ๐๐ซ๐ ๐ฅ๐ ๐ฆ๐๐ ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐๐ง๐ณ๐
C’รจ un’espressione che, nei campi di provincia, si usa quando una partita viene persa sul filo di lana. ร quella sensazione di incredulitร che arriva con il fischio finale, quando capisci che il risultato รจ ormai scritto e non c’รจ piรน tempo per rimediare.
Alla Camera, dopo il conteggio conclusivo sull’emendamento che avrebbe introdotto il voto di preferenza nella prossima legge elettorale, l’atmosfera รจ stata molto simile. Il boato esploso dai banchi dell’opposizione sembrava quello di uno stadio o del Centrale di Wimbledon dopo il punto decisivo di Sinner la scorsa domenica.
Solo che, questa volta, in campo non c’erano Jannik Sinner e Alexander Zverev. C’era una maggioranza di governo che รจ caduta proprio sull’emendamento piรน innovativo e, per certi aspetti, piรน distante dalla tradizione della destra italiana.
Perchรฉ, al di lร delle appartenenze politiche, รจ difficile negare che l’idea avesse una sua forza: restituire ai cittadini un maggiore potere nella scelta dei propri rappresentanti, superando almeno in parte il sistema delle liste bloccate. Un progetto sul quale Giorgia Meloni aveva investito credibilitร politica e capitale personale.
Ma in politica le idee, per quanto condivisibili o contestabili possano essere, camminano sulle gambe della fiducia. E quando quella fiducia viene meno, basta un solo voto per trasformare una riforma simbolo in una sconfitta politica.
ร ciรฒ che รจ accaduto alla Camera.
Come in quelle cadute dalle quali ci si rialza a fatica, salvo essere colpiti subito dopo da una dolorosa ricaduta, il governo Meloni incassa un nuovo stop su uno dei dossier piรน delicati della legislatura. Dopo la battuta d’arresto sul referendum relativo alla giustizia, arriva ora una sconfitta che riapre interrogativi sulla tenuta della coalizione.
Le ricostruzioni sul numero dei franchi tiratori variano. Secondo una prima lettura sarebbero stati circa cinquanta i voti mancati rispetto alla consistenza teorica della maggioranza. Numeri che portano per forza di cose ad un’analisi accurata.
La stessa presidente del Consiglio, nelle dichiarazioni successive, non ha nascosto la necessitร di aprire una riflessione interna sulle ragioni di una sconfitta maturata per un solo voto, ma dal peso politico enorme.
Siamo di fronte a una crisi di governo? Forse รจ eccessivo dirlo. Ma sarebbe altrettanto sbagliato liquidare quanto accaduto come un semplice incidente parlamentare.
La maggioranza mostra crepe proprio quando la posta in gioco si alza. Ed รจ questo il dato che oggi preoccupa Palazzo Chigi piรน della sconfitta in sรฉ.
Allo stesso tempo, parlare di fine della legislatura appare prematuro. A ben vedere, difficilmente converrebbe a qualcuno tornare alle urne giร a settembre. Il centrodestra dovrebbe affrontare il voto dopo aver mostrato le proprie divisioni interne segnato anche dall’avanzata del partito di Vannacci, mentre il centrosinistra continua a presentarsi, nelle ipotesi, con un campo largo ancora incompiuto, privo di una leadership condivisa e attraversato da profonde differenze strategiche.
Resta perรฒ il significato politico della giornata di ieri.
Perchรฉ i governi non si misurano soltanto dal numero dei parlamentari che li sostengono, ma dalla compattezza con cui affrontano le votazioni decisive. E quando proprio nel momento piรน importante vengono meno i numeri, inevitabilmente cresce il dubbio che qualcosa si sia incrinato.
Il boato dell’opposizione non rappresenta la fine del governo Meloni. Ma รจ il rumore di un campanello d’allarme che nessuno, nella maggioranza, puรฒ permettersi di ignorare. A volte basta un soffio di vento per annunciare il cambiamento del tempo. E quel soffio, nell’Aula di Montecitorio, per un giorno, รจ sembrato trasformarsi in un vero uragano.
Davide Beltrano
domenica
Villapiana, Carmela Cesarini: «I dipendenti comunali sono una risorsa, basta con i luoghi comuni»
«Non toccatemi i dipendenti comunali». ร un messaggio chiaro quello lanciato da Carmela Cesarini, delegata esterna del sindaco di Villapiana con delega alla Gestione delle Risorse Umane e Politiche dello Sviluppo Economico e del Lavoro, che interviene per difendere il lavoro quotidiano del personale comunale e rilanciare la necessitร di valorizzarne competenze e professionalitร .
Secondo Cesarini, per troppo tempo sui dipendenti comunali si sono concentrati stereotipi e giudizi superficiali, senza conoscere realmente il lavoro svolto ogni giorno negli uffici pubblici.
«Da quando ho ricevuto questa delega – afferma – ho avuto l’opportunitร di conoscere ancora piรน da vicino donne e uomini che ogni giorno garantiscono servizi essenziali alla nostra comunitร . Persone che operano con professionalitร e senso del dovere, affrontando responsabilitร sempre maggiori, normative sempre piรน complesse e carichi di lavoro crescenti».
Per la delegata esterna il vero problema non รจ il valore del personale, ma la necessitร di investire maggiormente nelle risorse umane. «Abbiamo dipendenti preparati, competenti e motivati, che troppo spesso non dispongono degli strumenti necessari per esprimere al meglio le proprie capacitร . Per questo crediamo sia fondamentale puntare su formazione, aggiornamento professionale e valorizzazione del merito».
Cesarini sottolinea inoltre come l’Amministrazione comunale voglia inaugurare un percorso fondato sul rispetto e sulla valorizzazione del personale. «Chi lavora per il Comune non rappresenta il problema, ma una parte fondamentale della soluzione. Dietro ogni pratica conclusa, ogni servizio garantito e ogni problema risolto ci sono persone che meritano rispetto e riconoscimento. Solo investendo nelle competenze e creando migliori condizioni di lavoro sarร possibile costruire un’amministrazione sempre piรน efficiente e vicina ai cittadini».
venerdรฌ
Mario Bilotto (Giovani IDM): «La flat tax al 5% per i neoassunti รจ un segnale importante, soprattutto per il Sud»
«La proposta della flat tax al 5 per cento per i giovani neoassunti รจ una misura che considero interessante, perchรฉ interviene su un problema concreto: quello dell’autonomia economica dei giovani al primo impiego».
ร questa la posizione di Mario Bilotto, segretario dei Giovani di Italia del Meridione, che interviene nel dibattito sulla proposta di introdurre una tassazione agevolata per i giovani che si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro.
Secondo Bilotto, la misura rappresenterebbe un sostegno concreto in una fase particolarmente delicata della vita lavorativa. «Oggi molti ragazzi iniziano a lavorare con stipendi che non permettono di costruirsi una vera indipendenza economica. Una condizione che nel Mezzogiorno รจ ancora piรน evidente, dove le opportunitร occupazionali sono piรน limitate e, troppo spesso, la scelta per tanti giovani diventa quella di lasciare la propria terra».
Per il segretario dei Giovani IDM, una riduzione della pressione fiscale nei primi anni di lavoro potrebbe incidere concretamente sulle prospettive delle nuove generazioni. «Una differenza netta in busta paga puรฒ influenzare le scelte di vita di un giovane, offrendo maggiori possibilitร di costruire il proprio futuro e di restare nel territorio in cui รจ nato».
Bilotto sottolinea come la proposta non rappresenti una soluzione definitiva, ma un tassello importante di una strategia piรน ampia. «Come Giovani Italia del Meridione riteniamo che misure di questo tipo vadano nella direzione giusta, perchรฉ riconoscono una difficoltร reale vissuta dalle nuove generazioni. Naturalmente non sono sufficienti da sole».
«Resta fondamentale – conclude – continuare a lavorare per salari piรน adeguati, maggiore stabilitร occupazionale e un sistema di formazione capace di accompagnare i giovani verso un lavoro qualificato. Senza questi elementi nessuna misura fiscale puรฒ produrre effetti duraturi. Tuttavia partire da una riduzione della pressione fiscale per chi entra nel mondo del lavoro rappresenta un segnale positivo, che condividiamo e che dimostra una maggiore attenzione verso i giovani, soprattutto quelli del Sud del Paese».
domenica
La politica calabrese e il peso della leadership
giovedรฌ
Castrolibero, un tecnico “prestato” alla politica: Eduardo Amerise e la sua visione di futuro.
Nicoletta Perrotti: “Castrolibero tra difesa dell’identitร e nuove opportunitร di sviluppo”.
sabato
L’intervista di De Simone. “Quando il calcio diventa vulnerabile: l’allarme di Mons. Savino”.
A lanciare un deciso e documentato allarme รจ Mons. Francesco Savino, Arcivescovo di Cassano allo Jonio e Vice Presidente della Cei, in un dialogo a cuore aperto con Nuccio De Simone, giornalista e appassionato di scrittura.
Monsignor Savino รจ pacato ma deciso sul ruolo del calcio calabrese: "Lo Sport, soprattutto in Calabria, deve essere una palestra di legalitร e rapporti di fiducia con cittร e tifosi. A Cosenza, particolarmente, si vive una fase complessa. Contestazione, rapporti tesi , bassa densitร emotiva. Ritengo sia importante riprendere il dialogo, confrontarsi con trasparenza e progetti che non umilino la Societร e la Cittร . Da soli non si intraprendono percorsi, vale tanto per i calciatori quanto per chi gestisce e amministra. ร importante la trasparenza e l'assenza di ogni veleno".
Ha individuato le cause dello spazio sempre piรน ridotto per i giovani e i vivai?
"A proposito dei vivai, mi piacerebbe che fossero piรน spazio di riscatto che di ricatto ma vedo operazioni opache che portano a corruzione e addirittura a manipolazioni di risultati .
Parlare di mafia sarebbe poco prudente ma รจ realistico vigilare su un sistema di pressione e ricatto."
Esistono ancora campetti di calcio come inclusione di chi รจ vittima di droga e spaccio?
"Si, esistono e restano una delle forme piรน sincere di inclusione quando la strada diventa la scorciatoia per piazze di spaccio o di droga. Parrocchie e campi comunali sono il luogo di cura. La Chiesa da sola non puรฒ perรฒ risolvere il disagio giovanile, soprattutto se mancano i fondi."
Ci sono forme di infiltrazioni criminali nel calcio?
"Le reti illegali cercano varchi, controllo e riciclaggio. Il primo grande varco รจ quello delle scommesse come strumento di penetrazione. Dove i flussi di denaro sono difficili da seguire e dove si possono creare legami societari, lรฌ i clan provano ad entrare. L'azienda del pallone non รจ libera. Il calcio da' visibilitร , legittimazione sociale per accrescere prestigio e capacitร di pressione."
Crede sia possibile che delinquenti di curva, come emerso dall'inchiesta di Milano, non abbiano mai stretto una mano a calciatori e dirigenti?
"Quando entrano in gioco interessi come biglietti, sicurezza,accessi, gestione dell'ordine attorno allo stadio, possono crearsi zone grigie. Anche in questo caso servono regole e maggiore sorveglianza".
Nuccio De Simone
Nicoletta Perrotti: “Tra impegni presi e parole non mantenute”.
venerdรฌ
Rinascita Civica “Castrolibero non si svende! No alla cittร unica. Con forza!”
C’รจ un tema che a Castrolibero non conosce tramonto: quello della cosiddetta “cittร unica”. Una linea ormai tracciata, in maniera netta, dal referendum del 2024, quando la comunitร castroliberese bocciรฒ con decisione la proposta di fusione con Cosenza e Rende.
Negli ultimi giorni, complice anche il clima elettorale, la questione รจ tornata al centro del dibattito politico. A riaccendere i riflettori sono le dichiarazioni di Rinascita Civica, una delle liste in campo alle prossime amministrative, che candida a sindaca Nicoletta Perrotti.
“ I compagni di viaggio, in politica come nella vita, vanno scelti con attenzione: altrimenti si rischiano imbarazzi e figuracce”, affermano senza giri di parole. Un incipit diretto, che introduce un affondo ancora piรน netto.
Nel mirino finisce quella che viene definita una contraddizione politica: “Quando la bramosia prende il sopravvento sul progetto, si finisce per sacrificarlo in nome di interessi estranei. Non si spiegherebbe altrimenti la posizione di chi sostiene ‘Insieme per Castrolibero’, legato al progetto della cittร unica tra Cosenza, Rende e Castrolibero”.
Per Rinascita Civica si tratta di un passaggio cruciale per ribadire coerenza e identitร . Il riferimento torna al dicembre 2024, quando il gruppo, insieme a molti cittadini, si oppose con forza a quella che viene definita “una barbarie politico-amministrativa” che avrebbe ridotto Castrolibero a semplice appendice.
“Fu una battaglia entusiasmante, che ci ha visti vincitori e fieri contro chi giร pregustava la nostra sconfitta”, ricordano, puntando il dito anche contro chi oggi avrebbe cambiato posizione, stringendo alleanze con protagonisti di quella stagione politica.
Il j’accuse รจ chiaro e tagliente: cosa รจ cambiato? L’identitร ha perso valore o si รจ scelto, per convenienza, di rinunciare al protagonismo del territorio?
La risposta รจ altrettanto netta:
Castrolibero “non รจ terra di conquista, nรฉ storia da assoggettare, nรฉ tradizioni da calpestare”. E ancora: “Nessun cavallo di Troia oltrepasserร i nostri confini”.
Tradizione, identitร e futuro restano i pilastri della visione politica del movimento, uniti da un obiettivo comune: far crescere Castrolibero senza snaturarne l’essenza.
In vista delle elezioni, la posta in gioco viene descritta senza mezzi termini: “Non sarร una rivincita per chi ha tentato di relegare Castrolibero a un ruolo marginale. Sono gli stessi che oggi vorrebbero completare quel progetto, sostenuti da un’idea politica senza visione”.
La presa di posizione รจ chiara, priva di ambiguitร . Piรน che una semplice dichiarazione politica, un impegno ribadito: difendere l’identitร della cittร e costruirne il futuro con coerenza e determinazione.
sabato
Ponte sullo Stretto, una giornata storica per il Sud: l’inizio di una nuova visione di futuro per Italia del Meridione.
martedรฌ
Calabria, il “No” vince ma la partecipazione resta fragile!
L'EMARGINATO
รจ gestito e creato dal Dottor Davide Beltrano (IlFolle)
|
Cerca nel blog |













