mercoledรฌ

๐’๐ฅ๐จ๐ ๐š๐ง, ๐š๐ญ๐ญ๐š๐œ๐œ๐ก๐ข ๐ž ๐ฉ๐š๐ซ๐ฏ๐ž๐ง๐ณ๐ž ๐๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ ๐ซ๐š๐ฆ๐ฆ๐š ๐ž๐ฅ๐ž๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐š๐ฅ๐ž: ๐ฅ๐š ๐œ๐š๐ฆ๐ฉ๐š๐ ๐ง๐š ๐ž๐ฅ๐ž๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐š๐ฅ๐ž ๐ง๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ข๐ฅ ๐Ÿ๐ŸŽ๐Ÿ๐Ÿ• ๐ž̀ ๐ ๐ข๐š̀ ๐œ๐จ๐ฆ๐ข๐ง๐œ๐ข๐š๐ญ๐š


Quando la partita decisiva si avvicina, รจ chiaro che cambiano i termini, cambiano le condizioni e cambiano anche i metodi con cui si affronta la partita in palio.

Lo sa bene Giorgia Meloni, che nelle ultime settimane ha probabilmente compreso uno degli spauracchi piรน delicati all’interno del proprio stesso ambito politico: la necessitร  di non perdere il contatto con quella parte del proprio elettorato che chiede alla destra di tornare a parlare, senza troppi giri di parole, di identitร , sicurezza, immigrazione e appartenenza.

E qui entra in gioco anche Vannacci, che oggi sembra viaggiare su una linea politica sempre piรน autonoma, ma che inevitabilmente intercetta una parte di quel malcontento che puรฒ attraversare anche l’elettorato di Fratelli d’Italia.

๐Œ๐ž๐ฅ๐จ๐ง๐ข ๐ฅ๐จ ๐ก๐š ๐œ๐š๐ฉ๐ข๐ญ๐จ ๐›๐ž๐ง๐ž.

E per tenere alta la guardia ha iniziato a rispolverare slogan, proposte e dichiarazioni che riportano la destra sui suoi temi storici.

Il divieto di burqa e niqab a scuola, insieme all’ipotesi di un numero massimo di studenti stranieri per classe e all’obbligo per i genitori di alcuni studenti stranieri con gravi difficoltร  di inserimento di imparare l’italiano, va esattamente in questa direzione. Sono misure annunciate dalla premier e sulle quali il governo sta lavorando in vista del Consiglio dei ministri. 

รˆ un modo per riallacciare il rapporto con i fedelissimi, riprendendo concetti che negli ultimi anni erano rimasti, almeno in parte, sullo sfondo.

E poi c’รจ quella frase, pronunciata da Meloni e rilanciata anche nell’intervista a Porta a Porta con Bruno Vespa, sul paradosso di una classe italiana nella quale possa essere proprio l’alunno italiano a sentirsi minoranza per la presenza di un numero elevato di studenti stranieri.

๐ˆ๐ฅ ๐ฉ๐ฎ๐ง๐ญ๐จ ๐ฉ๐จ๐ฅ๐ข๐ญ๐ข๐œ๐จ ๐ž̀ ๐ญ๐ฎ๐ญ๐ญ๐จ ๐ฅ๐ข̀.

Non serve neppure andare troppo oltre per capire che a una parte dell’elettorato questo linguaggio arriva direttamente. Ma, contemporaneamente, sarebbe interessante chiedersi perchรฉ in alcune scuole italiane la presenza di studenti stranieri sia diventata cosรฌ elevata.

Perchรฉ il problema, eventualmente, non nasce soltanto dentro la scuola. 
Nasce prima.

Nasce nella distribuzione della popolazione, nella concentrazione abitativa, nelle politiche sociali, nella composizione di alcuni quartieri italiani. E allora la domanda diventa inevitabile: siamo davanti a un problema scolastico oppure alla conseguenza di un problema sociale piรน grande?

Ma va bene cosรฌ. Si va avanti.

Si riprendono alcuni concetti che sembravano essersi smarriti negli anni, si prova a rimettere ordine su temi che una parte dell’elettorato considera identitari e si torna, con decisione, sui sentieri politicamente piรน conosciuti.

๐€๐ง๐œ๐ก๐ž ๐ข๐ฅ ๐›๐จ๐ฅ๐ฅ๐จ ๐š๐ฎ๐ญ๐จ ๐ฌ๐ž๐ ๐ฎ๐ž ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ฌ๐œ๐ข๐š.

Una battaglia che appartiene alla memoria politica del centrodestra e che negli anni berlusconiani aveva fatto breccia in una parte importante dell’opinione pubblica viene ripresa proprio nel momento decisivo e trasformata in una misura concreta: dal 2027 l’esenzione riguarderร  le auto fino a 80 kW e i motocicli, con un solo veicolo agevolato per cittadino. 

Un tocco di fioretto mentre il costo della vita continua a pesare sulle famiglie, tra carburanti, energia e spese quotidiane.

Ma politicamente poco importa. Perchรฉ la grandezza di un leader, in questa fase, si misura anche nella capacitร  di tenere insieme il proprio campo. E Meloni, oggi, ha vento in poppa.

Anche perchรฉ dall’altra parte il centrosinistra continua a fare i conti con l’assenza di una leadership capace di occupare stabilmente tutto lo spazio dell’alternativa.

๐๐ž๐ซ ๐†๐ข๐จ๐ซ๐ ๐ข๐š ๐Œ๐ž๐ฅ๐จ๐ง๐ข ๐ฅ’๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฅ๐จ๐œ๐ฎ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐ฉ๐ซ๐ข๐ง๐œ๐ข๐ฉ๐š๐ฅ๐ž ๐ž̀ ๐„๐ฅ๐ฅ๐ฒ ๐’๐œ๐ก๐ฅ๐ž๐ข๐ง.

E, paradossalmente, puรฒ essere proprio questo il terreno piรน conveniente per la premier: uno scontro diretto che consente di portare il dibattito su quei sentieri identitari e culturali sui quali il centrodestra si muove da tempo e sui quali il Partito Democratico deve ancora trovare una sintesi politica pienamente riconoscibile.

Sul fondo, perรฒ, i Cinque Stelle continuano a rivendicare la propria autonomia. E sarร  interessante capire se e quanto il percorso delle primarie nel centrosinistra riuscirร , alla fine, a definire una leadership e una direzione politica realmente condivise.

๐ˆ๐ง๐ฌ๐จ๐ฆ๐ฆ๐š, ๐ฅ๐š ๐ฆ๐š๐ซ๐œ๐ข๐š ๐๐ข ๐†๐ข๐จ๐ซ๐ ๐ข๐š ๐Œ๐ž๐ฅ๐จ๐ง๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฌ๐ž๐ ๐ฎ๐ž.

Prosegue con forza, con una maggioranza che mantiene una propria soliditร  e con un consenso che, almeno secondo i sondaggi, continua a premiare ampiamente la premier e il suo partito.

Ma la partita del 2027 non si giocherร  soltanto sulla mole del lavoro prodotto dal governo. Si giocherร  anche sulle figure che Meloni deciderร  di avere al proprio fianco. Riferimento puramente casuale. Non troppo, direi, a Roberto Vannacci.

Perchรฉ mentre la politica italiana si prepara alla prossima grande partita, anche gli equilibri dentro gli stessi schieramenti iniziano a muoversi. E quando gli equilibri iniziano a muoversi, significa che la partita รจ giร  cominciata.

La marcia dell’Italia verso il voto del 2027 รจ giร  iniziata. Ne vedremo delle belle.

Davide Beltrano

martedรฌ

Girifalco, ordinanza di demolizione e possibile incompatibilitร : la minoranza chiede nuove verifiche

GIRIFALCO – La vicenda nasce da un’ordinanza di demolizione, la numero 8 del 2025, emessa dal Comune di Girifalco nei confronti di un abuso edilizio. Secondo i consiglieri comunali di minoranza, perรฒ, non sarebbe ancora stata chiarita definitivamente la questione relativa alla sua esecuzione e agli eventuali adempimenti successivi.

Su questa vicenda la minoranza aveva giร  presentato una segnalazione nel giugno scorso, chiedendo di verificare anche la possibile presenza di profili di incompatibilitร  o conflitto di interessi legati alla posizione di Teresa Signorello, allora consigliera comunale e successivamente nominata assessore.

La questione era giร  stata sollevata dalla minoranza nel giugno scorso, con una richiesta di accertamento sull’eventuale mancata esecuzione dell’ordinanza di demolizione e sulla possibile sussistenza di profili di incompatibilitร  o conflitto di interessi.

A complicare il quadro, secondo quanto evidenziato dai consiglieri, c’รจ la successiva nomina di Teresa Signorello ad assessore comunale, con deleghe anche a patrimonio, bilancio e finanze.

La minoranza chiede quindi di fare chiarezza sullo stato della procedura relativa all’ordinanza, verificando eventuali ritardi, omissioni o inerzie, ma anche sulla posizione dell’assessore e sulla possibile esistenza di condizioni di incompatibilitร  previste dal TUEL.

Nel documento viene inoltre chiesto di accertare se gli uffici comunali coinvolti, in particolare Ufficio Tecnico e Polizia Locale, abbiano potuto operare in condizioni di piena autonomia e imparzialitร .

I consiglieri parlano di una vicenda che, a loro giudizio, non avrebbe ancora ricevuto una definizione conclusiva e chiedono alle autoritร  competenti un riscontro formale e documentato, riservandosi ulteriori iniziative a tutela della legalitร , della trasparenza e del corretto funzionamento dell’amministrazione comunale.

venerdรฌ

Guardia ecologica, corsisti in attesa da mesi: «Manca solo l’esame, ma nessuno ci dร  risposte»


COSENZA - «Da mesi siamo in attesa di istruzioni». Si puรฒ riassumere cosรฌ la condizione di disagio vissuta da un gruppo di corsisti che hanno partecipato al corso GOL per Guardia ecologica, avviato attraverso l’Ufficio del lavoro presso la struttura A.D.A.P. di Cosenza, in via Reggio Calabria.

Sono complessivamente sei-sette persone, tra giovani e padri di famiglia, che hanno deciso di investire tempo e impegno in un percorso formativo iniziato nel gennaio 2025. Prima la parte teorica, durata circa quattro-cinque mesi, poi il tirocinio svolto presso un Comune. Un percorso portato avanti secondo le tempistiche previste e arrivato ormai all’ultimo passaggio: l’esame finale.

«Abbiamo fatto tutto quello che ci veniva richiesto»

Il problema, spiegano i corsisti, รจ che proprio quando sembrava ormai vicino il traguardo, รจ iniziata un’attesa che dura da mesi.

«Siamo davvero confusi per questa situazione – racconta uno dei corsisti, facendosi portavoce dell’istanza del gruppo – perchรฉ questa attesa genera domande, ma nessuno riesce a darci risposte».

La scuola, spiegano, avrebbe completato il proprio percorso e sarebbe ora in attesa di indicazioni da parte della Regione Calabria sulle modalitร  e sui tempi per poter procedere con l’esame.

«Siamo sicuri che la nostra scuola abbia fatto le dovute sollecitazioni e confidiamo che continui a farle anche da settembre in poi. Il problema รจ che, al momento, nessuno riesce a darci una risposta concreta».

«Ci rivolgiamo direttamente alla Regione»

รˆ proprio la mancanza di comunicazioni certe a pesare maggiormente sulla situazione. I corsisti non chiedono scorciatoie, ma semplicemente di conoscere i tempi e le modalitร  per poter concludere un percorso iniziato ormai oltre un anno fa.

Per questo la loro richiesta รจ rivolta direttamente alla Regione Calabria e al presidente Roberto Occhiuto: «Vorremmo capire quali siano le intenzioni della Regione nei nostri confronti e soprattutto quando potremo finalmente sostenere questo esame».

Una vicenda che sembra nascere, dunque, da una mancata correlazione tra il completamento delle attivitร  formative e i successivi passaggi amministrativi. Nel frattempo, chi ha investito tempo e aspettative in questo percorso resta fermo sulla linea del traguardo.

L’ultimo passo verso una possibile opportunitร 

«Siamo fiduciosi che settembre possa portarci notizie definitive – conclude il portavoce dei corsisti – perรฒ รจ arrivato davvero il momento che qualcuno ci dia risposte concrete. Vogliamo sapere perchรฉ, dopo aver completato il corso e il tirocinio, non possiamo ancora sostenere l’esame finale».

Un esame considerato particolarmente importante anche in prospettiva futura, perchรฉ l’abilitazione potrebbe rappresentare uno dei requisiti necessari per eventuali concorsi nel settore.

«Abbiamo fatto la nostra parte. Adesso chiediamo soltanto di poter concludere il percorso che abbiamo iniziato». 

mercoledรฌ

Jovanotti saluta Trebisacce, ma qualcuno dimentica di ricordare Dino Vitola!


C’รจ qualcosa di curioso, e forse anche di paradossale, nella giornata che oggi ha visto Jovanotti fare tappa a Trebisacce e ad Acri, nel suo viaggio in bicicletta tra Calabria e Basilicata.

La musica che torna nei piccoli centri, il saluto alla comunitร , le immagini insieme al sindaco, l’entusiasmo per un artista che attraversa i territori e li racconta con il suo linguaggio.

Tutto bello.

Ma proprio guardando quelle immagini viene spontanea una domanda: possibile che a Trebisacce, nel giorno in cui arriva Jovanotti, nessuno abbia pensato di ricordare uno dei manager ancora attualmente piรน famoso d’Italia, Dino Vitola?

Non un nome qualunque.

Non un personaggio che si รจ affacciato ieri sul mondo dello spettacolo.

Ma un uomo nato proprio qui, a Trebisacce, che nella musica italiana ha costruito una storia lunga decenni e che, tra i tanti artisti con cui ha lavorato, ha incrociato anche il percorso professionale di Jovanotti. E allora la coincidenza diventa quasi troppo evidente per essere ignorata.

Perchรฉ Dino Vitola non รจ soltanto uno storico manager e produttore discografico. รˆ uno di quei personaggi che hanno attraversato la storia della musica italiana quando ancora il successo si costruiva nei teatri, nei palazzetti, negli studi, dietro le quinte, attraverso intuizioni e rapporti umani.

E Trebisacce รจ la sua cittร .

Anzi, c’รจ un particolare che rende tutto ancora piรน curioso. Oggi si parla di “Trebisacce Cittร  dell’Amore”. Una definizione ormai entrata nel racconto pubblico della cittร , ma che ha una storia precisa e soprattutto ha un autore preciso: Dino Vitola.

Era il 2012 quando, durante la sua esperienza amministrativa, quella definizione venne lanciata e utilizzata per promuovere Trebisacce, anche attraverso gli eventi e i cartelloni estivi sul lungomare.

Insomma, mentre oggi si celebra la “Cittร  dell’Amore”, sarebbe forse opportuno ricordare anche chi quella cittร  dell’amore contribuรฌ a immaginarla e a raccontarla.

E non รจ una questione di medaglie. 

รˆ una questione di memoria.

Perchรฉ il problema non รจ che Jovanotti sia arrivato a Trebisacce e abbia salutato la cittร  senza pronunciare il nome di Vitola, questo non deve assolutamente farlo lui.

Il punto รจ un altro.

รˆ la cittร  che avrebbe potuto ricordarlo.

Soprattutto oggi.

Soprattutto in questa occasione.

Soprattutto davanti a un artista che, nella lunga storia professionale di Vitola, rappresenta uno dei tanti capitoli di una carriera costruita anche attraverso grandi intuizioni e grandi incontri.

E forse รจ proprio questo il paradosso piรน curioso: Trebisacce riscopre oggi la propria vocazione musicale e turistica, mentre sembra dimenticare uno dei suoi figli che quella musica l’ha vissuta dall’interno, contribuendo a scriverne pagine importanti.

Vitola, negli anni, non ha mai reciso il rapporto con la sua terra.

E anche durante la sua esperienza amministrativa ha cercato di lasciare qualcosa alla comunitร . Persino dopo quell’esperienza, il legame รจ rimasto concreto, come dimostra anche la scelta di destinare le proprie indennitร  all’acquisto di tre defibrillatori poi donati alla cittร .

Sono fatti.

E i fatti, soprattutto quando si parla di memoria, dovrebbero avere piรน peso degli slogan.

Per questo oggi, mentre Jovanotti saluta Trebisacce e la cittร  torna a raccontarsi come Cittร  dell’Amore, forse sarebbe bastato poco.

Non una celebrazione.

Non una passerella.

Semplicemente un nome.

Dino Vitola.

Perchรฉ una cittร  puรฒ cambiare, puรฒ rinnovarsi, puรฒ cercare nuove identitร  e nuovi protagonisti.

Ma non dovrebbe mai dimenticare chi, prima degli altri, ha contribuito a costruire il racconto della sua identitร .

E oggi quel nome, proprio a Trebisacce, sarebbe stato difficile non ricordarlo.


martedรฌ

๐ˆ๐ฅ ๐›๐จ๐š๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ’๐จ๐ฉ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ž ๐ช๐ฎ๐ž๐ฅ ๐ฏ๐จ๐ญ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐Ÿ๐š ๐ญ๐ซ๐ž๐ฆ๐š๐ซ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฆ๐š๐ ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐š๐ง๐ณ๐š

C’รจ un’espressione che, nei campi di provincia, si usa quando una partita viene persa sul filo di lana. รˆ quella sensazione di incredulitร  che arriva con il fischio finale, quando capisci che il risultato รจ ormai scritto e non c’รจ piรน tempo per rimediare.

Alla Camera, dopo il conteggio conclusivo sull’emendamento che avrebbe introdotto il voto di preferenza nella prossima legge elettorale, l’atmosfera รจ stata molto simile. Il boato esploso dai banchi dell’opposizione sembrava quello di uno stadio o del Centrale di Wimbledon dopo il punto decisivo di Sinner la scorsa domenica.

Solo che, questa volta, in campo non c’erano Jannik Sinner e Alexander Zverev. C’era una maggioranza di governo che รจ caduta proprio sull’emendamento piรน innovativo e, per certi aspetti, piรน distante dalla tradizione della destra italiana.

Perchรฉ, al di lร  delle appartenenze politiche, รจ difficile negare che l’idea avesse una sua forza: restituire ai cittadini un maggiore potere nella scelta dei propri rappresentanti, superando almeno in parte il sistema delle liste bloccate. Un progetto sul quale Giorgia Meloni aveva investito credibilitร  politica e capitale personale.

Ma in politica le idee, per quanto condivisibili o contestabili possano essere, camminano sulle gambe della fiducia. E quando quella fiducia viene meno, basta un solo voto per trasformare una riforma simbolo in una sconfitta politica.

รˆ ciรฒ che รจ accaduto alla Camera.

Come in quelle cadute dalle quali ci si rialza a fatica, salvo essere colpiti subito dopo da una dolorosa ricaduta, il governo Meloni incassa un nuovo stop su uno dei dossier piรน delicati della legislatura. Dopo la battuta d’arresto sul referendum relativo alla giustizia, arriva ora una sconfitta che riapre interrogativi sulla tenuta della coalizione.

Le ricostruzioni sul numero dei franchi tiratori variano. Secondo una prima lettura sarebbero stati circa cinquanta i voti mancati rispetto alla consistenza teorica della maggioranza. Numeri che portano per forza di cose ad un’analisi accurata. 

La stessa presidente del Consiglio, nelle dichiarazioni successive, non ha nascosto la necessitร  di aprire una riflessione interna sulle ragioni di una sconfitta maturata per un solo voto, ma dal peso politico enorme.

Siamo di fronte a una crisi di governo? Forse รจ eccessivo dirlo. Ma sarebbe altrettanto sbagliato liquidare quanto accaduto come un semplice incidente parlamentare.

La maggioranza mostra crepe proprio quando la posta in gioco si alza. Ed รจ questo il dato che oggi preoccupa Palazzo Chigi piรน della sconfitta in sรฉ.

Allo stesso tempo, parlare di fine della legislatura appare prematuro. A ben vedere, difficilmente converrebbe a qualcuno tornare alle urne giร  a settembre. Il centrodestra dovrebbe affrontare il voto dopo aver mostrato le proprie divisioni interne segnato anche dall’avanzata del partito di Vannacci, mentre il centrosinistra continua a presentarsi, nelle ipotesi, con un campo largo ancora incompiuto, privo di una leadership condivisa e attraversato da profonde differenze strategiche.

Resta perรฒ il significato politico della giornata di ieri.

Perchรฉ i governi non si misurano soltanto dal numero dei parlamentari che li sostengono, ma dalla compattezza con cui affrontano le votazioni decisive. E quando proprio nel momento piรน importante vengono meno i numeri, inevitabilmente cresce il dubbio che qualcosa si sia incrinato.

Il boato dell’opposizione non rappresenta la fine del governo Meloni. Ma รจ il rumore di un campanello d’allarme che nessuno, nella maggioranza, puรฒ permettersi di ignorare. A volte basta un soffio di vento per annunciare il cambiamento del tempo. E quel soffio, nell’Aula di Montecitorio, per un giorno, รจ sembrato trasformarsi in un vero uragano.

Davide Beltrano 

domenica

Villapiana, Carmela Cesarini: «I dipendenti comunali sono una risorsa, basta con i luoghi comuni»

 «Non toccatemi i dipendenti comunali». รˆ un messaggio chiaro quello lanciato da Carmela Cesarini, delegata esterna del sindaco di Villapiana con delega alla Gestione delle Risorse Umane e Politiche dello Sviluppo Economico e del Lavoro, che interviene per difendere il lavoro quotidiano del personale comunale e rilanciare la necessitร  di valorizzarne competenze e professionalitร .

Secondo Cesarini, per troppo tempo sui dipendenti comunali si sono concentrati stereotipi e giudizi superficiali, senza conoscere realmente il lavoro svolto ogni giorno negli uffici pubblici.

«Da quando ho ricevuto questa delega – afferma – ho avuto l’opportunitร  di conoscere ancora piรน da vicino donne e uomini che ogni giorno garantiscono servizi essenziali alla nostra comunitร . Persone che operano con professionalitร  e senso del dovere, affrontando responsabilitร  sempre maggiori, normative sempre piรน complesse e carichi di lavoro crescenti».

Per la delegata esterna il vero problema non รจ il valore del personale, ma la necessitร  di investire maggiormente nelle risorse umane. «Abbiamo dipendenti preparati, competenti e motivati, che troppo spesso non dispongono degli strumenti necessari per esprimere al meglio le proprie capacitร . Per questo crediamo sia fondamentale puntare su formazione, aggiornamento professionale e valorizzazione del merito».

Cesarini sottolinea inoltre come l’Amministrazione comunale voglia inaugurare un percorso fondato sul rispetto e sulla valorizzazione del personale. «Chi lavora per il Comune non rappresenta il problema, ma una parte fondamentale della soluzione. Dietro ogni pratica conclusa, ogni servizio garantito e ogni problema risolto ci sono persone che meritano rispetto e riconoscimento. Solo investendo nelle competenze e creando migliori condizioni di lavoro sarร  possibile costruire un’amministrazione sempre piรน efficiente e vicina ai cittadini».

venerdรฌ

Mario Bilotto (Giovani IDM): «La flat tax al 5% per i neoassunti รจ un segnale importante, soprattutto per il Sud»

 «La proposta della flat tax al 5 per cento per i giovani neoassunti รจ una misura che considero interessante, perchรฉ interviene su un problema concreto: quello dell’autonomia economica dei giovani al primo impiego».

รˆ questa la posizione di Mario Bilotto, segretario dei Giovani di Italia del Meridione, che interviene nel dibattito sulla proposta di introdurre una tassazione agevolata per i giovani che si affacciano per la prima volta al mercato del lavoro.

Secondo Bilotto, la misura rappresenterebbe un sostegno concreto in una fase particolarmente delicata della vita lavorativa. «Oggi molti ragazzi iniziano a lavorare con stipendi che non permettono di costruirsi una vera indipendenza economica. Una condizione che nel Mezzogiorno รจ ancora piรน evidente, dove le opportunitร  occupazionali sono piรน limitate e, troppo spesso, la scelta per tanti giovani diventa quella di lasciare la propria terra».

Per il segretario dei Giovani IDM, una riduzione della pressione fiscale nei primi anni di lavoro potrebbe incidere concretamente sulle prospettive delle nuove generazioni. «Una differenza netta in busta paga puรฒ influenzare le scelte di vita di un giovane, offrendo maggiori possibilitร  di costruire il proprio futuro e di restare nel territorio in cui รจ nato».

Bilotto sottolinea come la proposta non rappresenti una soluzione definitiva, ma un tassello importante di una strategia piรน ampia. «Come Giovani Italia del Meridione riteniamo che misure di questo tipo vadano nella direzione giusta, perchรฉ riconoscono una difficoltร  reale vissuta dalle nuove generazioni. Naturalmente non sono sufficienti da sole».

«Resta fondamentale – conclude – continuare a lavorare per salari piรน adeguati, maggiore stabilitร  occupazionale e un sistema di formazione capace di accompagnare i giovani verso un lavoro qualificato. Senza questi elementi nessuna misura fiscale puรฒ produrre effetti duraturi. Tuttavia partire da una riduzione della pressione fiscale per chi entra nel mondo del lavoro rappresenta un segnale positivo, che condividiamo e che dimostra una maggiore attenzione verso i giovani, soprattutto quelli del Sud del Paese».

domenica

La politica calabrese e il peso della leadership





Sempre la stessa storia. C’รจ una canzone di Vasco Rossi che, in poche parole, sembra descrivere alla perfezione la fase che sta vivendo la politica calabrese. รˆ Domani sรฌ, adesso no. E c’รจ una strofa che piรน di ogni altra sembra fare da colonna sonora agli ultimi avvenimenti: “Sempre la stessa storia…”.

Perchรฉ, osservando ciรฒ che รจ accaduto nelle ultime settimane, viene spontaneo pensare che sotto il sole non ci sia davvero nulla di nuovo.

Eppure, dopo l’ultima uscita social del presidente Roberto Occhiuto, con quel riferimento agli “sfogati dell’opposizione”, sembra quasi che la cartina di tornasole dell’intero quadro politico regionale passi proprio da lรฌ. Da quel post prendono forma le reazioni, gli attacchi e le prese di posizione di una minoranza che, pur rivendicando rispetto e dignitร  politica, continua a dare l’impressione di essere prigioniera soprattutto di sรฉ stessa.

Ed รจ proprio qui che il ragionamento cambia prospettiva.

Una sinistra calabrese schiava delle proprie dinamiche interne. Un copione che, dal dopo Oliverio in poi, si ripresenta con una regolaritร  quasi disarmante. L’impressione รจ quella di una forza politica che troppo spesso finisce per sentirsi vittima del sistema, reagendo piรน per istinto che per metodo, piรน attraverso slogan che mediante una reale costruzione politica, inseguendo un’idea di giustizia che raramente riesce a trasformarsi in proposta di governo.

Forse, perรฒ, per la prima volta dopo l’affondo social di Occhiuto, il centrosinistra si ritrova compatto. Si guarda dentro, si riconosce squadra. Una squadra che continua a faticare nel trovare una leadership autorevole, una guida capace di coniugare visione, organizzazione e metodo.

Naturalmente non sarร  una difesa compatta del presidente della Regione a cambiare, da sola, il destino dell’opposizione. Potrebbe perรฒ rappresentare una scintilla, il punto di partenza per comprendere che soltanto attraverso un autentico processo di ricostruzione interna e una ritrovata unitร  la sinistra potrร  tornare realmente competitiva.

Per il momento, tuttavia, restiamo nel campo delle ipotesi.

La realtร  racconta altro.

Perchรฉ il centrodestra si prepara all’ennesima prova del nove. E se all’uscita della sanitร  calabrese dal commissariamento dovesse affiancarsi anche la conclusione del piano di rientro dal disavanzo sanitario, il risultato politico sarebbe difficilmente contestabile: sarebbe un successo pieno per la maggioranza guidata da Occhiuto.

Alla fine, al netto di ogni lettura politica, la partita si gioca tutta sulla sanitร . Ed รจ qui che emerge il vero nodo. Perchรฉ quando si parla di sanitร , alla fine, c’รจ una sola parte destinata a fare davvero i conti con i risultati: i cittadini.

Poco importerร  se questo rafforzerร  la leadership nazionale di Occhiuto in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Poco importerร  se l’azione di governo continuerร  a procedere senza particolari scossoni fino alle sfide politiche del 2027.

Resta un dato difficilmente contestabile: dove esiste una leadership forte, normalmente esistono anche una direzione politica chiara, strutture solide e una programmazione capace di reggere nel tempo. E, fino a prova contraria, pur con tutti i limiti che gli si possono attribuire, oggi quella compattezza d’intenti sembra appartenere soprattutto al centrodestra calabrese.

C’รจ una frase che Luciano Spalletti (allenatore della Juventus) ripete spesso: “Uomini forti, destini forti. Uomini deboli, destini deboli.”

Forse รจ proprio questa la sintesi piรน efficace dello scenario politico calabrese. Perchรฉ, osservando gli equilibri attuali, qualche assonanza emerge. Anzi, forse piรน di una. E, forse, perfino troppa.

Davide Beltrano

giovedรฌ

Castrolibero, un tecnico “prestato” alla politica: Eduardo Amerise e la sua visione di futuro.

 


Un tecnico prestato alla politica, con alle spalle anni di esperienza negli enti locali e una profonda conoscenza del territorio. Eduardo Amerise รจ uno dei volti nuovi della lista “Rinascita Civica” e ha scelto di candidarsi al Consiglio comunale di Castrolibero a sostegno della candidata a sindaco Nicoletta Perrotti.

Ingegnere civile, Amerise porta nella competizione elettorale un bagaglio di competenze maturate nel settore dei lavori pubblici, dove ha ricoperto il ruolo di responsabile unico del progetto in numerose opere, oltre ad aver operato come progettista e direttore dei lavori. Esperienze che si affiancano a una consolidata preparazione nella pianificazione urbanistica, territoriale e ambientale, nonchรฉ nella programmazione strategica.

«Castrolibero merita di essere valorizzata – afferma Amerise –. Bisogna partire dalle cose che funzionano e impegnarsi, con umiltร  e spirito di servizio, a migliorare le criticitร  ancora presenti sul territorio». Una visione che punta a superare, secondo il candidato, «la politica dell’intervento a chiamata o del favore personale», ritenuta «non piรน accettabile in un paese civile».

Per Amerise, il futuro amministrativo della cittร  deve poggiare su una programmazione seria e condivisa: «รˆ fondamentale progettare iniziative valide e vantaggiose per l’intera comunitร , con l’obiettivo di costruire una cittร  capace di rispondere ai bisogni di tutti».

La scelta di candidarsi, racconta, nasce dal desiderio di mettere le proprie competenze al servizio della collettivitร . «Scendere in campo รจ stata una decisione impegnativa, che affronterรฒ con passione, dedizione ed esperienza, per contribuire concretamente al miglioramento della comunitร  di Castrolibero».

Nel suo intervento, Amerise esprime anche pieno sostegno alla candidatura di Nicoletta Perrotti: «Credo nel progetto politico di Nicoletta Perrotti, una persona autentica e preparata, che ha maturato la giusta esperienza per diventare la prima donna sindaco nella storia di Castrolibero».

Infine, un appello agli elettori in vista del voto del 24 e 25 maggio: «La politica deve tornare a essere lo strumento per perseguire il bene possibile e concreto. รˆ importante scegliere candidati che abbiano competenza, coerenza etica e appartenenza al territorio, valutando con attenzione il programma elettorale di Rinascita Civica e i punti cardine dell’azione amministrativa proposta nell’interesse pubblico».

Nicoletta Perrotti: “Castrolibero tra difesa dell’identitร  e nuove opportunitร  di sviluppo”.


Assessora …una campagna elettorale piรน difficile e complicata del previsto a quanto pare. Se l’aspettava?

“Ad esser sincera no, nel senso che non era nelle previsioni una campagna elettorale con un profilo etico e culturale cosรฌ basso. Castrolibero non lo merita. La nostra Comunitร  si รจ sempre distinta per un livello alto della politica, da Scipione Valentini ai giorni nostri. Improvvisamente siamo ricaduti nel Medioevo delle bande di potere.”

A cosa si riferisce?

“Castrolibero sia pure nella diversitร  delle appartenenze ha sempre espresso politicamente un confronto civile, basato sui problemi e sulle questioni da affrontare. Tutto รจ improvvisamente degenerato in una lotta politica torbida e complottista che non sappiamo dove puรฒ portare”.

Come lo spiega?

“Sto riflettendo…anche perchรฉ mi trovo a fronteggiare avversari, visibili o meno, con i quali ho condiviso battaglie e responsabilitร . Non ci sono posizioni politiche -o almeno non le vedo- in chi avversa la mia candidatura ma una ostilitร  preconcetta che attraverso me vuole colpire qualcun altro che per Castrolibero ha fatto molto”.

Qual รจ la posta in gioco?

“Guardi… c’รจ una anomalia sulla quale i cittadini di Castrolibero debbono riflettere. In questa campagna elettorale registriamo interventi “esterni” alla nostra Comunitร  che hanno trovato complicitร  e compiacenze nella parte piรน disinvolta e manovrabile della rappresentanza politica. Evidentemente Castrolibero รจ negli interessi di forze esterne che in qualche modo vogliono infiltrarsi nell’amministrazione del Comune”.

Parlare di forze esterne รจ un po’ generico. Puรฒ essere piรน precisa?

“Castrolibero ha una sua specificitร  che non รจ mai stata contestata ed ha portato qualcuno a considerare, con qualche enfasi, Castrolibero i “parioli” dell’area urbana. A parte l’enfasi, Castrolibero รจ oggettivamente l’area residenziale dell’area urbana ma per parametri oggettivi non per autocompiacimento campanilistico. A Castrolibero non esistono periferie da bonificare, semmai un centro storico da valorizzare. A Castrolibero non c’รจ inquinamento atmosferico perchรฉ la circolazione veicolare รจ contenuta e compatibile con i flussi “da” e “per” l’area urbana. Per dirla tutta: a Castrolibero l’indice di “qualitร  della vita” รจ il piรน alto dell’area urbana. E noi abbiamo il dovere di preservare e difendere questa specificitร ”.

E chi avrebbe interesse a mettere le mani su Castrolibero ?

“Nomi non ne faccio, non รจ nel mio stile ma dietro gli attacchi sui social ci sono personaggi che ancora non hanno mandato giรน il referendum sulla “cittร  unica”. Viene allo scoperto anche qualche personaggio delle istituzioni elettive, espressione autentica del folklore politico, che esalta i consensi elettorali di cui gode unitamente ai suoi vuoti culturali per i quali non avverte alcun imbarazzo a riconoscerli. Come se amministrare un comune puรฒ prescindere dalla conoscenza e dalla competenza. Ma vorrei parlare, se mi consente, del futuro di Castrolibero a partire da lunedรฌ”.

Lei nelle passate amministrazioni ha ricoperto ruoli importanti e delicati. Gliene ha dato atto l’ex-sindaco Orlandino Greco nella manifestazione di domenica all’anfiteatro. Da sindaca aumentano le responsabilitร  ma una sindaca รจ anche portatrice di una sua “visione” del futuro della cittร  e della sua comunitร .Qual รจ la sua “visione”?

“Nessuna rivoluzione perchรฉ non c’รจ nulla da rivoluzionare. Migliorare si, a cominciare dalla “macchina comunale”, cioรจ l’apparato dei servizi, ma in una linea di continuitร  col passato recente, portando a compimento progetti e programmi elaborati negli anni e per varie ragioni, non ultime le complessitร  burocratiche, ancora non realizzati”.

Puรฒ fare qualche esempio?

“Le do una risposta di “visione”.

Il ruolo di Castrolibero nell’area urbana non puรฒ che essere incardinato alla “qualitร  della vita” che offre per gli elementi prima citati. Castrolibero, per il suo rapporto verde-cemento, per gli spazi di cui dispone, per il lungofiume ad oggi sottoutilizzato, per il centro storico con le sue atmosfere, non puรฒ che diventare l’habitat del tempo libero dell’area urbana. All’area urbana siamo giร  vincolati da un piano del trasporto pubblico che impegna i tre comuni e li intreccia per tutta una serie di servizi che Castrolibero puรฒ offrire. Ho in mente parchi giochi attrezzati oggi inesistenti nell’area urbana, luoghi di incontri culturali e di relazioni sociali, impianti sportivi (tennis e padol) di piรน largo e meno selettivo accesso, una offerta eno-gastronomica di tradizione in competizione con i migliori ristoranti dell’area urbana ma soprattutto un lungofiume teatro di iniziative mirate, appuntamenti all’aria aperta, occasioni di svago per bambini e famiglie. Qualcosa c’รจ giร , bisogna razionalizzare l’esistente e integrarlo con nuovi investimenti, pubblico-privato, per il tempo libero. Il teatro all’aperto o anfiteatro, unico nell’area urbana, deve diventare un punto di riferimento per gli spettacoli in ogni declinazione, dal teatro alla musica, al ballo, allo show in generale, interpretando cosรฌ anche le aspettative dei nostri giovani. Valorizzeremo al meglio il nostro patrimonio storico e la nostra ascendenza con l’antica Pandosia”.

Per quanto riguarda invece la Comunitร  di Castrolibero, nelle sue esigenze primarie e nella quotidianitร ?

“Farรฒ qualcosa che fino ad oggi ho fatto poco. E’ vero, ho frequentato molto gli uffici e poco le piazze ma, da sindaca, privilegerรฒ l’ascolto perchรฉ da soli non si governa. Ascolterรฒ periodicamente imprenditori, commercianti, esercenti di pubblici servizi per sviluppare le nostre potenzialitร . Con la macchina amministrativa ho un ottimo rapporto, costruito negli anni, e sarร  un punto di forza nell’affrontare i problemi. Ma รจ soprattutto con le famiglie che voglio incrementare un rapporto di ascolto, per affrontare insieme i problemi, dagli asili nido alla scuola, al diritto alla salute, ai diritti dell’infanzia e dei giovani, soprattutto dei piรน svantaggiati. Trarrรฒ indicazioni direttamente dalle famiglie, dalle donne soprattutto, che sono il vero pilastro su cui regge una famiglia. Dai servizi all’infanzia alla sacralitร  dell’area cimiteriale non trascureremo nulla. Il programma c’รจ, la squadra pure e la volontร  certo non manca. Ho soltanto bisogno della fiducia e del mandato da parte degli elettori”.

- A cura della Redazione -

sabato

L’intervista di De Simone. “Quando il calcio diventa vulnerabile: l’allarme di Mons. Savino”.

Il calcio, le sue fragilitร , la ricattabilitร , il terreno fertile per corruzione e infiltrazioni criminali.

A lanciare un deciso e documentato allarme รจ Mons. Francesco Savino, Arcivescovo di Cassano allo Jonio e Vice Presidente della Cei, in un dialogo a cuore aperto con Nuccio De Simone, giornalista e appassionato di scrittura.

Monsignor Savino รจ pacato ma deciso sul ruolo del calcio calabrese: "Lo Sport, soprattutto in Calabria, deve essere una palestra di legalitร  e rapporti di fiducia con cittร  e tifosi. A Cosenza, particolarmente, si vive una fase complessa. Contestazione, rapporti tesi , bassa densitร  emotiva. Ritengo sia importante riprendere il dialogo, confrontarsi con trasparenza e progetti che non umilino la Societร  e la Cittร . Da soli non si intraprendono percorsi, vale tanto per i calciatori quanto per chi gestisce e amministra. รˆ importante la trasparenza e l'assenza di ogni veleno".

Ha individuato le cause dello spazio sempre piรน ridotto per i giovani e i vivai?

"A proposito dei vivai, mi piacerebbe che fossero piรน spazio di riscatto che di ricatto ma vedo operazioni opache che portano a corruzione e addirittura a manipolazioni di risultati .

Parlare di mafia sarebbe poco prudente ma รจ realistico vigilare su un sistema di pressione e ricatto."

Esistono ancora campetti di calcio come inclusione di chi รจ vittima di droga e spaccio?

"Si, esistono e restano una delle forme piรน sincere di inclusione quando la strada diventa la scorciatoia per piazze di spaccio o di droga. Parrocchie e campi comunali sono il luogo di cura. La Chiesa da sola non puรฒ perรฒ risolvere il disagio giovanile, soprattutto se mancano i fondi."

Ci sono forme di infiltrazioni criminali nel calcio?

"Le reti illegali cercano varchi, controllo e riciclaggio. Il primo grande varco รจ quello delle scommesse come strumento di penetrazione. Dove i flussi di denaro sono difficili da seguire e dove si possono creare legami societari, lรฌ i clan provano ad entrare. L'azienda del pallone non รจ libera. Il calcio da' visibilitร , legittimazione sociale per accrescere prestigio e capacitร  di pressione."

Crede sia possibile che delinquenti di curva, come emerso dall'inchiesta di Milano, non abbiano mai stretto una mano a calciatori e dirigenti?

"Quando entrano in gioco interessi come biglietti, sicurezza,accessi, gestione dell'ordine attorno allo stadio, possono crearsi zone grigie. Anche in questo caso servono regole e maggiore sorveglianza".

Nuccio De Simone



Nicoletta Perrotti: “Tra impegni presi e parole non mantenute”.



Scrivo queste righe con il senso di responsabilitร  che deriva non solo dal mio ruolo amministrativo, ma dal percorso umano e politico che ho vissuto negli ultimi mesi, un percorso fatto di scelte, passaggi delicati e, inevitabilmente, anche di interrogativi.

Tutto ha inizio nel settembre 2025, quando Orlandino Greco decide di candidarsi alla Regione Calabria e, nel mese di ottobre, viene eletto. 

A dicembre 2025 si concretizza la naturale decadenza di Orlandino Greco dalla carica di sindaco di Castrolibero. In quella fase, per non modificare l’assetto istituzionale, la scelta ricade su Ciccio Serra vicesindaco facente funzione da sindaco: una decisione dettata quindi dalla continuitร  amministrativa.

Da quel momento in poi, si apre il dibattito sulla candidatura a sindaco, che si chiude con la riunione del 6 marzo 2026, dove la mia candidatura viene proposta dal gruppo di maggioranza, in primis da Angelo Gangi, presidente del Consiglio comunale, il quale, aveva giร  dichiarato pubblicamente la propria volontร  di non candidarsi alle successive elezioni e vedendo nella mia candidatura, una continuitร  credibile e una prospettiva solida per il dopo Greco, garantendo piena collaborazione e vicinanza.

Stesso parere positivo fu espresso da Serra, Ricchio e Ilio Perri che sancirono, con la loro firma - come da documento in allegato- , la volontร  di partecipare alle future elezioni comunali sostenendo la mia candidatura a sindaca. 

Eppure, รจ proprio da qui che si apre una fase nuova, fatta di interrogativi e dinamiche che meritano di essere comprese fino in fondo.

Cosa รจ accaduto tra il 6 marzo e il 9 aprile 2026?
Per quale motivo una posizione inizialmente condivisa ha subito un cambiamento? 
Quali elementi, politici o personali, hanno inciso su questa evoluzione?

Sono domande legittime, che non riguardano solo i protagonisti di questa vicenda, ma un’intera comunitร  che ha diritto alla chiarezza, alla coerenza e alla trasparenza.

Detto questo, un ringraziamento speciale va a tutte le persone che, in queste ore, mi stanno sostenendo con forza e convinzione, e ai dodici candidati che, con grande senso di responsabilitร  e autentico spirito di appartenenza, hanno risposto con prontezza alla chiamata.

Desidero inoltre sottolineare, in modo particolare, la disponibilitร  di coloro che, anche all’ultimo momento, non hanno esitato a mettersi in gioco, accettando con generositร  di sostituire i candidati precedenti.


Nicoletta Perrotti

venerdรฌ

Rinascita Civica “Castrolibero non si svende! No alla cittร  unica. Con forza!”


C’รจ un tema che a Castrolibero non conosce tramonto: quello della cosiddetta “cittร  unica”. Una linea ormai tracciata, in maniera netta, dal referendum del 2024, quando la comunitร  castroliberese bocciรฒ con decisione la proposta di fusione con Cosenza e Rende.

Negli ultimi giorni, complice anche il clima elettorale, la questione รจ tornata al centro del dibattito politico. A riaccendere i riflettori sono le dichiarazioni di Rinascita Civica, una delle liste in campo alle prossime amministrative, che candida a sindaca Nicoletta Perrotti.

“ I compagni di viaggio, in politica come nella vita, vanno scelti con attenzione: altrimenti si rischiano imbarazzi e figuracce”, affermano senza giri di parole. Un incipit diretto, che introduce un affondo ancora piรน netto.

Nel mirino finisce quella che viene definita una contraddizione politica: “Quando la bramosia prende il sopravvento sul progetto, si finisce per sacrificarlo in nome di interessi estranei. Non si spiegherebbe altrimenti la posizione di chi sostiene ‘Insieme per Castrolibero’, legato al progetto della cittร  unica tra Cosenza, Rende e Castrolibero”.

Per Rinascita Civica si tratta di un passaggio cruciale per ribadire coerenza e identitร . Il riferimento torna al dicembre 2024, quando il gruppo, insieme a molti cittadini, si oppose con forza a quella che viene definita “una barbarie politico-amministrativa” che avrebbe ridotto Castrolibero a semplice appendice.

“Fu una battaglia entusiasmante, che ci ha visti vincitori e fieri contro chi giร  pregustava la nostra sconfitta”, ricordano, puntando il dito anche contro chi oggi avrebbe cambiato posizione, stringendo alleanze con protagonisti di quella stagione politica.

Il j’accuse รจ chiaro e tagliente: cosa รจ cambiato? L’identitร  ha perso valore o si รจ scelto, per convenienza, di rinunciare al protagonismo del territorio?

La risposta รจ altrettanto netta:

Castrolibero “non รจ terra di conquista, nรฉ storia da assoggettare, nรฉ tradizioni da calpestare”. E ancora: “Nessun cavallo di Troia oltrepasserร  i nostri confini”.

Tradizione, identitร  e futuro restano i pilastri della visione politica del movimento, uniti da un obiettivo comune: far crescere Castrolibero senza snaturarne l’essenza.

In vista delle elezioni, la posta in gioco viene descritta senza mezzi termini: “Non sarร  una rivincita per chi ha tentato di relegare Castrolibero a un ruolo marginale. Sono gli stessi che oggi vorrebbero completare quel progetto, sostenuti da un’idea politica senza visione”.

La presa di posizione รจ chiara, priva di ambiguitร . Piรน che una semplice dichiarazione politica, un impegno ribadito: difendere l’identitร  della cittร  e costruirne il futuro con coerenza e determinazione.


sabato

Ponte sullo Stretto, una giornata storica per il Sud: l’inizio di una nuova visione di futuro per Italia del Meridione.


Quella di oggi รจ stata una giornata destinata a lasciare il segno, uno di quegli eventi che si percepiscono subito come epocali, perchรฉ capaci di entrare nella storia e, soprattutto, di contribuire a scriverla. Il ponte rappresenta molto piรน di un’opera infrastrutturale: รจ il simbolo di una nuova visione di sviluppo, di una sfida proiettata verso il futuro e di un Sud che vuole finalmente rialzare lo sguardo.

Una sfida ingegneristica, cosรฌ come l’ha definita Orlandino Greco, leader e e top player indiscusso del Movimento. Una partita - quella del ponte - fondamentale che si gioca interamente sugli orizzonti meridionali, dove la voglia di restare e costruire il proprio domani si scontra troppo spesso con la desolazione delle opportunitร  negate e delle occasioni perdute. E questo ponte, oggi piรน che mai, rappresenta la sfida piรน importante, quasi come quella che tra tre giorni vedrร  l’Italia impegnata in Bosnia per l’accesso diretto al Mondiale americano.

“Finalmente con il ponte si potranno unire le due anime del Sud: Calabria e Sicilia”, ha affermato Santo Gagliardi, una delle colonne portanti di Italia del Meridione (Provincia di Cosenza). Il partito ha marciato compatto a Messina, trascinato da una delegazione di giovani animati da un unico slogan: “Vogliamo ponti tra le comunitร , non muri insormontabili”.

Presente anche il segretario regionale di IdM, Emilio De Bartolo, sempre piรน convinto che un’infrastruttura di tale portata possa fungere da vero volano per l’economia del territorio, attirando nuovi investitori e aprendo prospettive concrete di crescita. Un pensiero ricorrente che trova sempre piรน spazio tra gli iscritti del movimento, i quali riconoscono nella sezione provinciale di Cosenza un tessuto sociale dal forte impatto comunicativo e dalla grande capacitร  di coinvolgimento.

“Quella di ieri รจ stata una giornata davvero storica, il segno tangibile che il Sud puรฒ veramente cambiare attraverso scelte compiute per il bene del territorio”, ha concluso la segretaria provinciale di Cosenza, Annalisa Alfano.

Come cantava Francesco De Gregori in uno dei suoi brani piรน iconici, “la storia siamo noi”. E osservando, a fine giornata, i volti dei giovani di Italia del Meridione, era proprio questa la sensazione dominante: quella di essere parte di qualcosa di grande, di un cambiamento reale, di una storia che inizia adesso.

Vivere per sognare. 
Vivere per diventare, diceva qualcuno.
E questo Sud oggi mostra davvero tutta la sua voglia di diventare protagonista.

Davide Beltrano 

martedรฌ

Calabria, il “No” vince ma la partecipazione resta fragile!

 


La vittoria del “No” consegna al Paese un messaggio tanto semplice quanto potente: alle urne sono tornati, in larga parte, proprio coloro che nelle ultime elezioni politiche avevano scelto di restare a casa. Un voto che conserva il sapore della protesta, ma che puรฒ essere letto, in maniera ancora piรน significativa, come un’espressione libera e consapevole di difesa della Costituzione, priva di impedimenti e condizionamenti.

Dentro questo risultato si intravede un elemento nuovo — o forse ritrovato: la partecipazione. Per la prima volta dopo molto tempo, infatti, si รจ registrata una presenza significativa dei giovani e di quel vasto “popolo silente” che da anni aveva smesso di riconoscersi nei linguaggi e nei riti della politica. รˆ un segnale che va oltre il merito del quesito referendario e che racconta qualcosa di piรน profondo: quando gli italiani vengono chiamati su temi percepiti come fondamentali, la risposta arriva. E arriva in modo netto, deciso, quasi identitario.

Ma proprio questa forza partecipativa, letta in controluce, diventa anche un atto d’accusa. Perchรฉ se il popolo si mobilita solo in presenza di passaggi straordinari, significa che la politica ordinaria fatica — e non poco — a costruire un legame stabile con i cittadini. รˆ qui che il voto assume una doppia natura: partecipazione e, allo stesso tempo, risentimento.

Questa dinamica emerge con ancora maggiore evidenza osservando la geografia del voto. Il quadro nazionale, infatti, si spezza lungo una linea ormai storica: quella tra Nord e Sud. Se in molte aree del Paese l’affluenza ha raggiunto livelli significativi, nel Mezzogiorno il richiamo alle urne รจ stato percepito con minore intensitร . Calabria e Sicilia si collocano tra le ultime regioni per partecipazione, nonostante il “No” si sia affermato in maniera compatta.

รˆ un dato che impone una riflessione piรน profonda. Non si tratta soltanto di disaffezione, ma di una diversa scala di prioritร : nel Sud, piรน che altrove, il quotidiano — fatto di lavoro, servizi, prospettive — sembra prevalere sull’orizzonte istituzionale. Il referendum, in questo senso, non รจ stato avvertito ovunque con la stessa urgenza.

Eppure, anche in questo contesto, il segnale politico resta chiaro. In Calabria, ad esempio, il “No” si impone in maniera diffusa, confermando un orientamento netto dell’elettorato. Fa eccezione Reggio Calabria, unico capoluogo di provincia in cui il “Sรฌ” riesce a prevalere, seppur di misura. Un’anomalia che non altera il quadro generale, ma che contribuisce a restituire l’immagine di un territorio complesso, attraversato da dinamiche interne tutt’altro che uniformi.

Si rafforza cosรฌ quella dicotomia che da tempo caratterizza il Paese: da un lato un’Italia che partecipa in modo ampio e strutturato, dall’altro un Sud piรน distante, piรน trattenuto, meno coinvolto. Non รจ solo una questione elettorale, ma un indicatore sociale, quasi culturale, della qualitร  del rapporto tra cittadini e istituzioni.

In questo contesto, colpisce anche ciรฒ che รจ avvenuto dopo il voto. O, meglio, ciรฒ che non รจ avvenuto. Il silenzio politico immediatamente successivo alla vittoria del “No”, l’assenza di una risposta chiara, raccontano una difficoltร  ad assumere fino in fondo il significato di questo risultato. Come se si trattasse di una sconfitta lontana, non propria, nonostante per mesi abbia trovato proprio nei territori — Calabria inclusa — una forte amplificazione.

Ed รจ proprio qui che si apre il passaggio piรน delicato. Perchรฉ il voto non chiude una fase: ne apre un’altra. All’orizzonte si profilano le elezioni politiche del 2027, ma la vera sfida รจ piรน profonda e riguarda la capacitร  di ricostruire un rapporto autentico tra politica e cittadini. In Calabria, in particolare, questo significa trasformare un segnale — forte ma isolato — in un percorso concreto di partecipazione e fiducia.

Perchรฉ il messaggio delle urne รจ arrivato, chiaro. Ma senza risposte, rischia di restare solo un’eco. E la speranza, quella, non puรฒ permettersi di aspettare ancora troppo.



Davide Beltrano