mercoledรฌ

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Quando la partita decisiva si avvicina, รจ chiaro che cambiano i termini, cambiano le condizioni e cambiano anche i metodi con cui si affronta la partita in palio.

Lo sa bene Giorgia Meloni, che nelle ultime settimane ha probabilmente compreso uno degli spauracchi piรน delicati all’interno del proprio stesso ambito politico: la necessitร  di non perdere il contatto con quella parte del proprio elettorato che chiede alla destra di tornare a parlare, senza troppi giri di parole, di identitร , sicurezza, immigrazione e appartenenza.

E qui entra in gioco anche Vannacci, che oggi sembra viaggiare su una linea politica sempre piรน autonoma, ma che inevitabilmente intercetta una parte di quel malcontento che puรฒ attraversare anche l’elettorato di Fratelli d’Italia.

๐Œ๐ž๐ฅ๐จ๐ง๐ข ๐ฅ๐จ ๐ก๐š ๐œ๐š๐ฉ๐ข๐ญ๐จ ๐›๐ž๐ง๐ž.

E per tenere alta la guardia ha iniziato a rispolverare slogan, proposte e dichiarazioni che riportano la destra sui suoi temi storici.

Il divieto di burqa e niqab a scuola, insieme all’ipotesi di un numero massimo di studenti stranieri per classe e all’obbligo per i genitori di alcuni studenti stranieri con gravi difficoltร  di inserimento di imparare l’italiano, va esattamente in questa direzione. Sono misure annunciate dalla premier e sulle quali il governo sta lavorando in vista del Consiglio dei ministri. 

รˆ un modo per riallacciare il rapporto con i fedelissimi, riprendendo concetti che negli ultimi anni erano rimasti, almeno in parte, sullo sfondo.

E poi c’รจ quella frase, pronunciata da Meloni e rilanciata anche nell’intervista a Porta a Porta con Bruno Vespa, sul paradosso di una classe italiana nella quale possa essere proprio l’alunno italiano a sentirsi minoranza per la presenza di un numero elevato di studenti stranieri.

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Non serve neppure andare troppo oltre per capire che a una parte dell’elettorato questo linguaggio arriva direttamente. Ma, contemporaneamente, sarebbe interessante chiedersi perchรฉ in alcune scuole italiane la presenza di studenti stranieri sia diventata cosรฌ elevata.

Perchรฉ il problema, eventualmente, non nasce soltanto dentro la scuola. 
Nasce prima.

Nasce nella distribuzione della popolazione, nella concentrazione abitativa, nelle politiche sociali, nella composizione di alcuni quartieri italiani. E allora la domanda diventa inevitabile: siamo davanti a un problema scolastico oppure alla conseguenza di un problema sociale piรน grande?

Ma va bene cosรฌ. Si va avanti.

Si riprendono alcuni concetti che sembravano essersi smarriti negli anni, si prova a rimettere ordine su temi che una parte dell’elettorato considera identitari e si torna, con decisione, sui sentieri politicamente piรน conosciuti.

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Una battaglia che appartiene alla memoria politica del centrodestra e che negli anni berlusconiani aveva fatto breccia in una parte importante dell’opinione pubblica viene ripresa proprio nel momento decisivo e trasformata in una misura concreta: dal 2027 l’esenzione riguarderร  le auto fino a 80 kW e i motocicli, con un solo veicolo agevolato per cittadino. 

Un tocco di fioretto mentre il costo della vita continua a pesare sulle famiglie, tra carburanti, energia e spese quotidiane.

Ma politicamente poco importa. Perchรฉ la grandezza di un leader, in questa fase, si misura anche nella capacitร  di tenere insieme il proprio campo. E Meloni, oggi, ha vento in poppa.

Anche perchรฉ dall’altra parte il centrosinistra continua a fare i conti con l’assenza di una leadership capace di occupare stabilmente tutto lo spazio dell’alternativa.

๐๐ž๐ซ ๐†๐ข๐จ๐ซ๐ ๐ข๐š ๐Œ๐ž๐ฅ๐จ๐ง๐ข ๐ฅ’๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฅ๐จ๐œ๐ฎ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐ฉ๐ซ๐ข๐ง๐œ๐ข๐ฉ๐š๐ฅ๐ž ๐ž̀ ๐„๐ฅ๐ฅ๐ฒ ๐’๐œ๐ก๐ฅ๐ž๐ข๐ง.

E, paradossalmente, puรฒ essere proprio questo il terreno piรน conveniente per la premier: uno scontro diretto che consente di portare il dibattito su quei sentieri identitari e culturali sui quali il centrodestra si muove da tempo e sui quali il Partito Democratico deve ancora trovare una sintesi politica pienamente riconoscibile.

Sul fondo, perรฒ, i Cinque Stelle continuano a rivendicare la propria autonomia. E sarร  interessante capire se e quanto il percorso delle primarie nel centrosinistra riuscirร , alla fine, a definire una leadership e una direzione politica realmente condivise.

๐ˆ๐ง๐ฌ๐จ๐ฆ๐ฆ๐š, ๐ฅ๐š ๐ฆ๐š๐ซ๐œ๐ข๐š ๐๐ข ๐†๐ข๐จ๐ซ๐ ๐ข๐š ๐Œ๐ž๐ฅ๐จ๐ง๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฌ๐ž๐ ๐ฎ๐ž.

Prosegue con forza, con una maggioranza che mantiene una propria soliditร  e con un consenso che, almeno secondo i sondaggi, continua a premiare ampiamente la premier e il suo partito.

Ma la partita del 2027 non si giocherร  soltanto sulla mole del lavoro prodotto dal governo. Si giocherร  anche sulle figure che Meloni deciderร  di avere al proprio fianco. Riferimento puramente casuale. Non troppo, direi, a Roberto Vannacci.

Perchรฉ mentre la politica italiana si prepara alla prossima grande partita, anche gli equilibri dentro gli stessi schieramenti iniziano a muoversi. E quando gli equilibri iniziano a muoversi, significa che la partita รจ giร  cominciata.

La marcia dell’Italia verso il voto del 2027 รจ giร  iniziata. Ne vedremo delle belle.

Davide Beltrano

martedรฌ

Girifalco, ordinanza di demolizione e possibile incompatibilitร : la minoranza chiede nuove verifiche

GIRIFALCO – La vicenda nasce da un’ordinanza di demolizione, la numero 8 del 2025, emessa dal Comune di Girifalco nei confronti di un abuso edilizio. Secondo i consiglieri comunali di minoranza, perรฒ, non sarebbe ancora stata chiarita definitivamente la questione relativa alla sua esecuzione e agli eventuali adempimenti successivi.

Su questa vicenda la minoranza aveva giร  presentato una segnalazione nel giugno scorso, chiedendo di verificare anche la possibile presenza di profili di incompatibilitร  o conflitto di interessi legati alla posizione di Teresa Signorello, allora consigliera comunale e successivamente nominata assessore.

La questione era giร  stata sollevata dalla minoranza nel giugno scorso, con una richiesta di accertamento sull’eventuale mancata esecuzione dell’ordinanza di demolizione e sulla possibile sussistenza di profili di incompatibilitร  o conflitto di interessi.

A complicare il quadro, secondo quanto evidenziato dai consiglieri, c’รจ la successiva nomina di Teresa Signorello ad assessore comunale, con deleghe anche a patrimonio, bilancio e finanze.

La minoranza chiede quindi di fare chiarezza sullo stato della procedura relativa all’ordinanza, verificando eventuali ritardi, omissioni o inerzie, ma anche sulla posizione dell’assessore e sulla possibile esistenza di condizioni di incompatibilitร  previste dal TUEL.

Nel documento viene inoltre chiesto di accertare se gli uffici comunali coinvolti, in particolare Ufficio Tecnico e Polizia Locale, abbiano potuto operare in condizioni di piena autonomia e imparzialitร .

I consiglieri parlano di una vicenda che, a loro giudizio, non avrebbe ancora ricevuto una definizione conclusiva e chiedono alle autoritร  competenti un riscontro formale e documentato, riservandosi ulteriori iniziative a tutela della legalitร , della trasparenza e del corretto funzionamento dell’amministrazione comunale.

venerdรฌ

Guardia ecologica, corsisti in attesa da mesi: «Manca solo l’esame, ma nessuno ci dร  risposte»


COSENZA - «Da mesi siamo in attesa di istruzioni». Si puรฒ riassumere cosรฌ la condizione di disagio vissuta da un gruppo di corsisti che hanno partecipato al corso GOL per Guardia ecologica, avviato attraverso l’Ufficio del lavoro presso la struttura A.D.A.P. di Cosenza, in via Reggio Calabria.

Sono complessivamente sei-sette persone, tra giovani e padri di famiglia, che hanno deciso di investire tempo e impegno in un percorso formativo iniziato nel gennaio 2025. Prima la parte teorica, durata circa quattro-cinque mesi, poi il tirocinio svolto presso un Comune. Un percorso portato avanti secondo le tempistiche previste e arrivato ormai all’ultimo passaggio: l’esame finale.

«Abbiamo fatto tutto quello che ci veniva richiesto»

Il problema, spiegano i corsisti, รจ che proprio quando sembrava ormai vicino il traguardo, รจ iniziata un’attesa che dura da mesi.

«Siamo davvero confusi per questa situazione – racconta uno dei corsisti, facendosi portavoce dell’istanza del gruppo – perchรฉ questa attesa genera domande, ma nessuno riesce a darci risposte».

La scuola, spiegano, avrebbe completato il proprio percorso e sarebbe ora in attesa di indicazioni da parte della Regione Calabria sulle modalitร  e sui tempi per poter procedere con l’esame.

«Siamo sicuri che la nostra scuola abbia fatto le dovute sollecitazioni e confidiamo che continui a farle anche da settembre in poi. Il problema รจ che, al momento, nessuno riesce a darci una risposta concreta».

«Ci rivolgiamo direttamente alla Regione»

รˆ proprio la mancanza di comunicazioni certe a pesare maggiormente sulla situazione. I corsisti non chiedono scorciatoie, ma semplicemente di conoscere i tempi e le modalitร  per poter concludere un percorso iniziato ormai oltre un anno fa.

Per questo la loro richiesta รจ rivolta direttamente alla Regione Calabria e al presidente Roberto Occhiuto: «Vorremmo capire quali siano le intenzioni della Regione nei nostri confronti e soprattutto quando potremo finalmente sostenere questo esame».

Una vicenda che sembra nascere, dunque, da una mancata correlazione tra il completamento delle attivitร  formative e i successivi passaggi amministrativi. Nel frattempo, chi ha investito tempo e aspettative in questo percorso resta fermo sulla linea del traguardo.

L’ultimo passo verso una possibile opportunitร 

«Siamo fiduciosi che settembre possa portarci notizie definitive – conclude il portavoce dei corsisti – perรฒ รจ arrivato davvero il momento che qualcuno ci dia risposte concrete. Vogliamo sapere perchรฉ, dopo aver completato il corso e il tirocinio, non possiamo ancora sostenere l’esame finale».

Un esame considerato particolarmente importante anche in prospettiva futura, perchรฉ l’abilitazione potrebbe rappresentare uno dei requisiti necessari per eventuali concorsi nel settore.

«Abbiamo fatto la nostra parte. Adesso chiediamo soltanto di poter concludere il percorso che abbiamo iniziato». 

mercoledรฌ

Jovanotti saluta Trebisacce, ma qualcuno dimentica di ricordare Dino Vitola!


C’รจ qualcosa di curioso, e forse anche di paradossale, nella giornata che oggi ha visto Jovanotti fare tappa a Trebisacce e ad Acri, nel suo viaggio in bicicletta tra Calabria e Basilicata.

La musica che torna nei piccoli centri, il saluto alla comunitร , le immagini insieme al sindaco, l’entusiasmo per un artista che attraversa i territori e li racconta con il suo linguaggio.

Tutto bello.

Ma proprio guardando quelle immagini viene spontanea una domanda: possibile che a Trebisacce, nel giorno in cui arriva Jovanotti, nessuno abbia pensato di ricordare uno dei manager ancora attualmente piรน famoso d’Italia, Dino Vitola?

Non un nome qualunque.

Non un personaggio che si รจ affacciato ieri sul mondo dello spettacolo.

Ma un uomo nato proprio qui, a Trebisacce, che nella musica italiana ha costruito una storia lunga decenni e che, tra i tanti artisti con cui ha lavorato, ha incrociato anche il percorso professionale di Jovanotti. E allora la coincidenza diventa quasi troppo evidente per essere ignorata.

Perchรฉ Dino Vitola non รจ soltanto uno storico manager e produttore discografico. รˆ uno di quei personaggi che hanno attraversato la storia della musica italiana quando ancora il successo si costruiva nei teatri, nei palazzetti, negli studi, dietro le quinte, attraverso intuizioni e rapporti umani.

E Trebisacce รจ la sua cittร .

Anzi, c’รจ un particolare che rende tutto ancora piรน curioso. Oggi si parla di “Trebisacce Cittร  dell’Amore”Una definizione ormai entrata nel racconto pubblico della cittร , ma che ha una storia precisa e soprattutto ha un autore preciso: Dino Vitola.

Era il 2012 quando, durante la sua esperienza amministrativa, quella definizione venne lanciata e utilizzata per promuovere Trebisacce, anche attraverso gli eventi e i cartelloni estivi sul lungomare.

Insomma, mentre oggi si celebra la “Cittร  dell’Amore”, sarebbe forse opportuno ricordare anche chi quella cittร  dell’amore contribuรฌ a immaginarla e a raccontarla.

E non รจ una questione di medaglie. 

รˆ una questione di memoria.

Perchรฉ il problema non รจ che Jovanotti sia arrivato a Trebisacce e abbia salutato la cittร  senza pronunciare il nome di Vitola, questo non deve assolutamente farlo lui.

Il punto รจ un altro.

รˆ la cittร  che avrebbe potuto ricordarlo.

Soprattutto oggi.

Soprattutto in questa occasione.

Soprattutto davanti a un artista che, nella lunga storia professionale di Vitola, rappresenta uno dei tanti capitoli di una carriera costruita anche attraverso grandi intuizioni e grandi incontri.

E forse รจ proprio questo il paradosso piรน curioso: Trebisacce riscopre oggi la propria vocazione musicale e turistica, mentre sembra dimenticare uno dei suoi figli che quella musica l’ha vissuta dall’interno, contribuendo a scriverne pagine importanti.

Vitola, negli anni, non ha mai reciso il rapporto con la sua terra.

E anche durante la sua esperienza amministrativa ha cercato di lasciare qualcosa alla comunitร . Persino dopo quell’esperienza, il legame รจ rimasto concreto, come dimostra anche la scelta di destinare le proprie indennitร  all’acquisto di tre defibrillatori poi donati alla cittร .

Sono fatti.

E i fatti, soprattutto quando si parla di memoria, dovrebbero avere piรน peso degli slogan.

Per questo oggi, mentre Jovanotti saluta Trebisacce e la cittร  torna a raccontarsi come Cittร  dell’Amore, forse sarebbe bastato poco.

Non una celebrazione.

Non una passerella.

Semplicemente un nome.

Dino Vitola.

Perchรฉ una cittร  puรฒ cambiare, puรฒ rinnovarsi, puรฒ cercare nuove identitร  e nuovi protagonisti.

Ma non dovrebbe mai dimenticare chi, prima degli altri, ha contribuito a costruire il racconto della sua identitร .

E oggi quel nome, proprio a Trebisacce, sarebbe stato difficile non ricordarlo.


martedรฌ

๐ˆ๐ฅ ๐›๐จ๐š๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ’๐จ๐ฉ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ž ๐ช๐ฎ๐ž๐ฅ ๐ฏ๐จ๐ญ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐Ÿ๐š ๐ญ๐ซ๐ž๐ฆ๐š๐ซ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฆ๐š๐ ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐š๐ง๐ณ๐š

C’รจ un’espressione che, nei campi di provincia, si usa quando una partita viene persa sul filo di lana. รˆ quella sensazione di incredulitร  che arriva con il fischio finale, quando capisci che il risultato รจ ormai scritto e non c’รจ piรน tempo per rimediare.

Alla Camera, dopo il conteggio conclusivo sull’emendamento che avrebbe introdotto il voto di preferenza nella prossima legge elettorale, l’atmosfera รจ stata molto simile. Il boato esploso dai banchi dell’opposizione sembrava quello di uno stadio o del Centrale di Wimbledon dopo il punto decisivo di Sinner la scorsa domenica.

Solo che, questa volta, in campo non c’erano Jannik Sinner e Alexander Zverev. C’era una maggioranza di governo che รจ caduta proprio sull’emendamento piรน innovativo e, per certi aspetti, piรน distante dalla tradizione della destra italiana.

Perchรฉ, al di lร  delle appartenenze politiche, รจ difficile negare che l’idea avesse una sua forza: restituire ai cittadini un maggiore potere nella scelta dei propri rappresentanti, superando almeno in parte il sistema delle liste bloccate. Un progetto sul quale Giorgia Meloni aveva investito credibilitร  politica e capitale personale.

Ma in politica le idee, per quanto condivisibili o contestabili possano essere, camminano sulle gambe della fiducia. E quando quella fiducia viene meno, basta un solo voto per trasformare una riforma simbolo in una sconfitta politica.

รˆ ciรฒ che รจ accaduto alla Camera.

Come in quelle cadute dalle quali ci si rialza a fatica, salvo essere colpiti subito dopo da una dolorosa ricaduta, il governo Meloni incassa un nuovo stop su uno dei dossier piรน delicati della legislatura. Dopo la battuta d’arresto sul referendum relativo alla giustizia, arriva ora una sconfitta che riapre interrogativi sulla tenuta della coalizione.

Le ricostruzioni sul numero dei franchi tiratori variano. Secondo una prima lettura sarebbero stati circa cinquanta i voti mancati rispetto alla consistenza teorica della maggioranza. Numeri che portano per forza di cose ad un’analisi accurata. 

La stessa presidente del Consiglio, nelle dichiarazioni successive, non ha nascosto la necessitร  di aprire una riflessione interna sulle ragioni di una sconfitta maturata per un solo voto, ma dal peso politico enorme.

Siamo di fronte a una crisi di governo? Forse รจ eccessivo dirlo. Ma sarebbe altrettanto sbagliato liquidare quanto accaduto come un semplice incidente parlamentare.

La maggioranza mostra crepe proprio quando la posta in gioco si alza. Ed รจ questo il dato che oggi preoccupa Palazzo Chigi piรน della sconfitta in sรฉ.

Allo stesso tempo, parlare di fine della legislatura appare prematuro. A ben vedere, difficilmente converrebbe a qualcuno tornare alle urne giร  a settembre. Il centrodestra dovrebbe affrontare il voto dopo aver mostrato le proprie divisioni interne segnato anche dall’avanzata del partito di Vannacci, mentre il centrosinistra continua a presentarsi, nelle ipotesi, con un campo largo ancora incompiuto, privo di una leadership condivisa e attraversato da profonde differenze strategiche.

Resta perรฒ il significato politico della giornata di ieri.

Perchรฉ i governi non si misurano soltanto dal numero dei parlamentari che li sostengono, ma dalla compattezza con cui affrontano le votazioni decisive. E quando proprio nel momento piรน importante vengono meno i numeri, inevitabilmente cresce il dubbio che qualcosa si sia incrinato.

Il boato dell’opposizione non rappresenta la fine del governo Meloni. Ma รจ il rumore di un campanello d’allarme che nessuno, nella maggioranza, puรฒ permettersi di ignorare. A volte basta un soffio di vento per annunciare il cambiamento del tempo. E quel soffio, nell’Aula di Montecitorio, per un giorno, รจ sembrato trasformarsi in un vero uragano.

Davide Beltrano