giovedì

Castrolibero, un tecnico “prestato” alla politica: Eduardo Amerise e la sua visione di futuro.

 


Un tecnico prestato alla politica, con alle spalle anni di esperienza negli enti locali e una profonda conoscenza del territorio. Eduardo Amerise è uno dei volti nuovi della lista “Rinascita Civica” e ha scelto di candidarsi al Consiglio comunale di Castrolibero a sostegno della candidata a sindaco Nicoletta Perrotti.

Ingegnere civile, Amerise porta nella competizione elettorale un bagaglio di competenze maturate nel settore dei lavori pubblici, dove ha ricoperto il ruolo di responsabile unico del progetto in numerose opere, oltre ad aver operato come progettista e direttore dei lavori. Esperienze che si affiancano a una consolidata preparazione nella pianificazione urbanistica, territoriale e ambientale, nonché nella programmazione strategica.

«Castrolibero merita di essere valorizzata – afferma Amerise –. Bisogna partire dalle cose che funzionano e impegnarsi, con umiltà e spirito di servizio, a migliorare le criticità ancora presenti sul territorio». Una visione che punta a superare, secondo il candidato, «la politica dell’intervento a chiamata o del favore personale», ritenuta «non più accettabile in un paese civile».

Per Amerise, il futuro amministrativo della città deve poggiare su una programmazione seria e condivisa: «È fondamentale progettare iniziative valide e vantaggiose per l’intera comunità, con l’obiettivo di costruire una città capace di rispondere ai bisogni di tutti».

La scelta di candidarsi, racconta, nasce dal desiderio di mettere le proprie competenze al servizio della collettività. «Scendere in campo è stata una decisione impegnativa, che affronterò con passione, dedizione ed esperienza, per contribuire concretamente al miglioramento della comunità di Castrolibero».

Nel suo intervento, Amerise esprime anche pieno sostegno alla candidatura di Nicoletta Perrotti: «Credo nel progetto politico di Nicoletta Perrotti, una persona autentica e preparata, che ha maturato la giusta esperienza per diventare la prima donna sindaco nella storia di Castrolibero».

Infine, un appello agli elettori in vista del voto del 24 e 25 maggio: «La politica deve tornare a essere lo strumento per perseguire il bene possibile e concreto. È importante scegliere candidati che abbiano competenza, coerenza etica e appartenenza al territorio, valutando con attenzione il programma elettorale di Rinascita Civica e i punti cardine dell’azione amministrativa proposta nell’interesse pubblico».

Nicoletta Perrotti: “Castrolibero tra difesa dell’identità e nuove opportunità di sviluppo”.


Assessora …una campagna elettorale più difficile e complicata del previsto a quanto pare. Se l’aspettava?

“Ad esser sincera no, nel senso che non era nelle previsioni una campagna elettorale con un profilo etico e culturale così basso. Castrolibero non lo merita. La nostra Comunità si è sempre distinta per un livello alto della politica, da Scipione Valentini ai giorni nostri. Improvvisamente siamo ricaduti nel Medioevo delle bande di potere.”

A cosa si riferisce?

“Castrolibero sia pure nella diversità delle appartenenze ha sempre espresso politicamente un confronto civile, basato sui problemi e sulle questioni da affrontare. Tutto è improvvisamente degenerato in una lotta politica torbida e complottista che non sappiamo dove può portare”.

Come lo spiega?

“Sto riflettendo…anche perché mi trovo a fronteggiare avversari, visibili o meno, con i quali ho condiviso battaglie e responsabilità. Non ci sono posizioni politiche -o almeno non le vedo- in chi avversa la mia candidatura ma una ostilità preconcetta che attraverso me vuole colpire qualcun altro che per Castrolibero ha fatto molto”.

Qual è la posta in gioco?

“Guardi… c’è una anomalia sulla quale i cittadini di Castrolibero debbono riflettere. In questa campagna elettorale registriamo interventi “esterni” alla nostra Comunità che hanno trovato complicità e compiacenze nella parte più disinvolta e manovrabile della rappresentanza politica. Evidentemente Castrolibero è negli interessi di forze esterne che in qualche modo vogliono infiltrarsi nell’amministrazione del Comune”.

Parlare di forze esterne è un po’ generico. Può essere più precisa?

“Castrolibero ha una sua specificità che non è mai stata contestata ed ha portato qualcuno a considerare, con qualche enfasi, Castrolibero i “parioli” dell’area urbana. A parte l’enfasi, Castrolibero è oggettivamente l’area residenziale dell’area urbana ma per parametri oggettivi non per autocompiacimento campanilistico. A Castrolibero non esistono periferie da bonificare, semmai un centro storico da valorizzare. A Castrolibero non c’è inquinamento atmosferico perché la circolazione veicolare è contenuta e compatibile con i flussi “da” e “per” l’area urbana. Per dirla tutta: a Castrolibero l’indice di “qualità della vita” è il più alto dell’area urbana. E noi abbiamo il dovere di preservare e difendere questa specificità”.

E chi avrebbe interesse a mettere le mani su Castrolibero ?

“Nomi non ne faccio, non è nel mio stile ma dietro gli attacchi sui social ci sono personaggi che ancora non hanno mandato giù il referendum sulla “città unica”. Viene allo scoperto anche qualche personaggio delle istituzioni elettive, espressione autentica del folklore politico, che esalta i consensi elettorali di cui gode unitamente ai suoi vuoti culturali per i quali non avverte alcun imbarazzo a riconoscerli. Come se amministrare un comune può prescindere dalla conoscenza e dalla competenza. Ma vorrei parlare, se mi consente, del futuro di Castrolibero a partire da lunedì”.

Lei nelle passate amministrazioni ha ricoperto ruoli importanti e delicati. Gliene ha dato atto l’ex-sindaco Orlandino Greco nella manifestazione di domenica all’anfiteatro. Da sindaca aumentano le responsabilità ma una sindaca è anche portatrice di una sua “visione” del futuro della città e della sua comunità.Qual è la sua “visione”?

“Nessuna rivoluzione perché non c’è nulla da rivoluzionare. Migliorare si, a cominciare dalla “macchina comunale”, cioè l’apparato dei servizi, ma in una linea di continuità col passato recente, portando a compimento progetti e programmi elaborati negli anni e per varie ragioni, non ultime le complessità burocratiche, ancora non realizzati”.

Può fare qualche esempio?

“Le do una risposta di “visione”.

Il ruolo di Castrolibero nell’area urbana non può che essere incardinato alla “qualità della vita” che offre per gli elementi prima citati. Castrolibero, per il suo rapporto verde-cemento, per gli spazi di cui dispone, per il lungofiume ad oggi sottoutilizzato, per il centro storico con le sue atmosfere, non può che diventare l’habitat del tempo libero dell’area urbana. All’area urbana siamo già vincolati da un piano del trasporto pubblico che impegna i tre comuni e li intreccia per tutta una serie di servizi che Castrolibero può offrire. Ho in mente parchi giochi attrezzati oggi inesistenti nell’area urbana, luoghi di incontri culturali e di relazioni sociali, impianti sportivi (tennis e padol) di più largo e meno selettivo accesso, una offerta eno-gastronomica di tradizione in competizione con i migliori ristoranti dell’area urbana ma soprattutto un lungofiume teatro di iniziative mirate, appuntamenti all’aria aperta, occasioni di svago per bambini e famiglie. Qualcosa c’è già, bisogna razionalizzare l’esistente e integrarlo con nuovi investimenti, pubblico-privato, per il tempo libero. Il teatro all’aperto o anfiteatro, unico nell’area urbana, deve diventare un punto di riferimento per gli spettacoli in ogni declinazione, dal teatro alla musica, al ballo, allo show in generale, interpretando così anche le aspettative dei nostri giovani. Valorizzeremo al meglio il nostro patrimonio storico e la nostra ascendenza con l’antica Pandosia”.

Per quanto riguarda invece la Comunità di Castrolibero, nelle sue esigenze primarie e nella quotidianità?

“Farò qualcosa che fino ad oggi ho fatto poco. E’ vero, ho frequentato molto gli uffici e poco le piazze ma, da sindaca, privilegerò l’ascolto perché da soli non si governa. Ascolterò periodicamente imprenditori, commercianti, esercenti di pubblici servizi per sviluppare le nostre potenzialità. Con la macchina amministrativa ho un ottimo rapporto, costruito negli anni, e sarà un punto di forza nell’affrontare i problemi. Ma è soprattutto con le famiglie che voglio incrementare un rapporto di ascolto, per affrontare insieme i problemi, dagli asili nido alla scuola, al diritto alla salute, ai diritti dell’infanzia e dei giovani, soprattutto dei più svantaggiati. Trarrò indicazioni direttamente dalle famiglie, dalle donne soprattutto, che sono il vero pilastro su cui regge una famiglia. Dai servizi all’infanzia alla sacralità dell’area cimiteriale non trascureremo nulla. Il programma c’è, la squadra pure e la volontà certo non manca. Ho soltanto bisogno della fiducia e del mandato da parte degli elettori”.

- A cura della Redazione -

sabato

L’intervista di De Simone. “Quando il calcio diventa vulnerabile: l’allarme di Mons. Savino”.

Il calcio, le sue fragilità, la ricattabilità, il terreno fertile per corruzione e infiltrazioni criminali.

A lanciare un deciso e documentato allarme è Mons. Francesco Savino, Arcivescovo di Cassano allo Jonio e Vice Presidente della Cei, in un dialogo a cuore aperto con Nuccio De Simone, giornalista e appassionato di scrittura.

Monsignor Savino è pacato ma deciso sul ruolo del calcio calabrese: "Lo Sport, soprattutto in Calabria, deve essere una palestra di legalità e rapporti di fiducia con città e tifosi. A Cosenza, particolarmente, si vive una fase complessa. Contestazione, rapporti tesi , bassa densità emotiva. Ritengo sia importante riprendere il dialogo, confrontarsi con trasparenza e progetti che non umilino la Società e la Città. Da soli non si intraprendono percorsi, vale tanto per i calciatori quanto per chi gestisce e amministra. È importante la trasparenza e l'assenza di ogni veleno".

Ha individuato le cause dello spazio sempre più ridotto per i giovani e i vivai?

"A proposito dei vivai, mi piacerebbe che fossero più spazio di riscatto che di ricatto ma vedo operazioni opache che portano a corruzione e addirittura a manipolazioni di risultati .

Parlare di mafia sarebbe poco prudente ma è realistico vigilare su un sistema di pressione e ricatto."

Esistono ancora campetti di calcio come inclusione di chi è vittima di droga e spaccio?

"Si, esistono e restano una delle forme più sincere di inclusione quando la strada diventa la scorciatoia per piazze di spaccio o di droga. Parrocchie e campi comunali sono il luogo di cura. La Chiesa da sola non può però risolvere il disagio giovanile, soprattutto se mancano i fondi."

Ci sono forme di infiltrazioni criminali nel calcio?

"Le reti illegali cercano varchi, controllo e riciclaggio. Il primo grande varco è quello delle scommesse come strumento di penetrazione. Dove i flussi di denaro sono difficili da seguire e dove si possono creare legami societari, lì i clan provano ad entrare. L'azienda del pallone non è libera. Il calcio da' visibilità, legittimazione sociale per accrescere prestigio e capacità di pressione."

Crede sia possibile che delinquenti di curva, come emerso dall'inchiesta di Milano, non abbiano mai stretto una mano a calciatori e dirigenti?

"Quando entrano in gioco interessi come biglietti, sicurezza,accessi, gestione dell'ordine attorno allo stadio, possono crearsi zone grigie. Anche in questo caso servono regole e maggiore sorveglianza".

Nuccio De Simone



Nicoletta Perrotti: “Tra impegni presi e parole non mantenute”.



Scrivo queste righe con il senso di responsabilità che deriva non solo dal mio ruolo amministrativo, ma dal percorso umano e politico che ho vissuto negli ultimi mesi, un percorso fatto di scelte, passaggi delicati e, inevitabilmente, anche di interrogativi.

Tutto ha inizio nel settembre 2025, quando Orlandino Greco decide di candidarsi alla Regione Calabria e, nel mese di ottobre, viene eletto. 

A dicembre 2025 si concretizza la naturale decadenza di Orlandino Greco dalla carica di sindaco di Castrolibero. In quella fase, per non modificare l’assetto istituzionale, la scelta ricade su Ciccio Serra vicesindaco facente funzione da sindaco: una decisione dettata quindi dalla continuità amministrativa.

Da quel momento in poi, si apre il dibattito sulla candidatura a sindaco, che si chiude con la riunione del 6 marzo 2026, dove la mia candidatura viene proposta dal gruppo di maggioranza, in primis da Angelo Gangi, presidente del Consiglio comunale, il quale, aveva già dichiarato pubblicamente la propria volontà di non candidarsi alle successive elezioni e vedendo nella mia candidatura, una continuità credibile e una prospettiva solida per il dopo Greco, garantendo piena collaborazione e vicinanza.

Stesso parere positivo fu espresso da Serra, Ricchio e Ilio Perri che sancirono, con la loro firma - come da documento in allegato- , la volontà di partecipare alle future elezioni comunali sostenendo la mia candidatura a sindaca. 

Eppure, è proprio da qui che si apre una fase nuova, fatta di interrogativi e dinamiche che meritano di essere comprese fino in fondo.

Cosa è accaduto tra il 6 marzo e il 9 aprile 2026?
Per quale motivo una posizione inizialmente condivisa ha subito un cambiamento? 
Quali elementi, politici o personali, hanno inciso su questa evoluzione?

Sono domande legittime, che non riguardano solo i protagonisti di questa vicenda, ma un’intera comunità che ha diritto alla chiarezza, alla coerenza e alla trasparenza.

Detto questo, un ringraziamento speciale va a tutte le persone che, in queste ore, mi stanno sostenendo con forza e convinzione, e ai dodici candidati che, con grande senso di responsabilità e autentico spirito di appartenenza, hanno risposto con prontezza alla chiamata.

Desidero inoltre sottolineare, in modo particolare, la disponibilità di coloro che, anche all’ultimo momento, non hanno esitato a mettersi in gioco, accettando con generosità di sostituire i candidati precedenti.


Nicoletta Perrotti

venerdì

Rinascita Civica “Castrolibero non si svende! No alla città unica. Con forza!”


C’è un tema che a Castrolibero non conosce tramonto: quello della cosiddetta “città unica”. Una linea ormai tracciata, in maniera netta, dal referendum del 2024, quando la comunità castroliberese bocciò con decisione la proposta di fusione con Cosenza e Rende.

Negli ultimi giorni, complice anche il clima elettorale, la questione è tornata al centro del dibattito politico. A riaccendere i riflettori sono le dichiarazioni di Rinascita Civica, una delle liste in campo alle prossime amministrative, che candida a sindaca Nicoletta Perrotti.

“ I compagni di viaggio, in politica come nella vita, vanno scelti con attenzione: altrimenti si rischiano imbarazzi e figuracce”, affermano senza giri di parole. Un incipit diretto, che introduce un affondo ancora più netto.

Nel mirino finisce quella che viene definita una contraddizione politica: “Quando la bramosia prende il sopravvento sul progetto, si finisce per sacrificarlo in nome di interessi estranei. Non si spiegherebbe altrimenti la posizione di chi sostiene ‘Insieme per Castrolibero’, legato al progetto della città unica tra Cosenza, Rende e Castrolibero”.

Per Rinascita Civica si tratta di un passaggio cruciale per ribadire coerenza e identità. Il riferimento torna al dicembre 2024, quando il gruppo, insieme a molti cittadini, si oppose con forza a quella che viene definita “una barbarie politico-amministrativa” che avrebbe ridotto Castrolibero a semplice appendice.

“Fu una battaglia entusiasmante, che ci ha visti vincitori e fieri contro chi già pregustava la nostra sconfitta”, ricordano, puntando il dito anche contro chi oggi avrebbe cambiato posizione, stringendo alleanze con protagonisti di quella stagione politica.

Il j’accuse è chiaro e tagliente: cosa è cambiato? L’identità ha perso valore o si è scelto, per convenienza, di rinunciare al protagonismo del territorio?

La risposta è altrettanto netta:

Castrolibero “non è terra di conquista, né storia da assoggettare, né tradizioni da calpestare”. E ancora: “Nessun cavallo di Troia oltrepasserà i nostri confini”.

Tradizione, identità e futuro restano i pilastri della visione politica del movimento, uniti da un obiettivo comune: far crescere Castrolibero senza snaturarne l’essenza.

In vista delle elezioni, la posta in gioco viene descritta senza mezzi termini: “Non sarà una rivincita per chi ha tentato di relegare Castrolibero a un ruolo marginale. Sono gli stessi che oggi vorrebbero completare quel progetto, sostenuti da un’idea politica senza visione”.

La presa di posizione è chiara, priva di ambiguità. Più che una semplice dichiarazione politica, un impegno ribadito: difendere l’identità della città e costruirne il futuro con coerenza e determinazione.