C’è un tema che a Castrolibero non conosce tramonto: quello della cosiddetta “città unica”. Una linea ormai tracciata, in maniera netta, dal referendum del 2024, quando la comunità castroliberese bocciò con decisione la proposta di fusione con Cosenza e Rende.
Negli ultimi giorni, complice anche il clima elettorale, la questione è tornata al centro del dibattito politico. A riaccendere i riflettori sono le dichiarazioni di Rinascita Civica, una delle liste in campo alle prossime amministrative, che candida a sindaca Nicoletta Perrotti.
“ I compagni di viaggio, in politica come nella vita, vanno scelti con attenzione: altrimenti si rischiano imbarazzi e figuracce”, affermano senza giri di parole. Un incipit diretto, che introduce un affondo ancora più netto.
Nel mirino finisce quella che viene definita una contraddizione politica: “Quando la bramosia prende il sopravvento sul progetto, si finisce per sacrificarlo in nome di interessi estranei. Non si spiegherebbe altrimenti la posizione di chi sostiene ‘Insieme per Castrolibero’, legato al progetto della città unica tra Cosenza, Rende e Castrolibero”.
Per Rinascita Civica si tratta di un passaggio cruciale per ribadire coerenza e identità. Il riferimento torna al dicembre 2024, quando il gruppo, insieme a molti cittadini, si oppose con forza a quella che viene definita “una barbarie politico-amministrativa” che avrebbe ridotto Castrolibero a semplice appendice.
“Fu una battaglia entusiasmante, che ci ha visti vincitori e fieri contro chi già pregustava la nostra sconfitta”, ricordano, puntando il dito anche contro chi oggi avrebbe cambiato posizione, stringendo alleanze con protagonisti di quella stagione politica.
Il j’accuse è chiaro e tagliente: cosa è cambiato? L’identità ha perso valore o si è scelto, per convenienza, di rinunciare al protagonismo del territorio?
La risposta è altrettanto netta:
Castrolibero “non è terra di conquista, né storia da assoggettare, né tradizioni da calpestare”. E ancora: “Nessun cavallo di Troia oltrepasserà i nostri confini”.
Tradizione, identità e futuro restano i pilastri della visione politica del movimento, uniti da un obiettivo comune: far crescere Castrolibero senza snaturarne l’essenza.
In vista delle elezioni, la posta in gioco viene descritta senza mezzi termini: “Non sarà una rivincita per chi ha tentato di relegare Castrolibero a un ruolo marginale. Sono gli stessi che oggi vorrebbero completare quel progetto, sostenuti da un’idea politica senza visione”.
La presa di posizione è chiara, priva di ambiguità. Più che una semplice dichiarazione politica, un impegno ribadito: difendere l’identità della città e costruirne il futuro con coerenza e determinazione.
