sabato

Nicoletta Perrotti: “Tra impegni presi e parole non mantenute”.



Scrivo queste righe con il senso di responsabilità che deriva non solo dal mio ruolo amministrativo, ma dal percorso umano e politico che ho vissuto negli ultimi mesi, un percorso fatto di scelte, passaggi delicati e, inevitabilmente, anche di interrogativi.

Tutto ha inizio nel settembre 2025, quando Orlandino Greco decide di candidarsi alla Regione Calabria e, nel mese di ottobre, viene eletto. 

A dicembre 2025 si concretizza la naturale decadenza di Orlandino Greco dalla carica di sindaco di Castrolibero. In quella fase, per non modificare l’assetto istituzionale, la scelta ricade su Ciccio Serra vicesindaco facente funzione da sindaco: una decisione dettata quindi dalla continuità amministrativa.

Da quel momento in poi, si apre il dibattito sulla candidatura a sindaco, che si chiude con la riunione del 6 marzo 2026, dove la mia candidatura viene proposta dal gruppo di maggioranza, in primis da Angelo Gangi, presidente del Consiglio comunale, il quale, aveva già dichiarato pubblicamente la propria volontà di non candidarsi alle successive elezioni e vedendo nella mia candidatura, una continuità credibile e una prospettiva solida per il dopo Greco, garantendo piena collaborazione e vicinanza.

Stesso parere positivo fu espresso da Serra, Ricchio e Ilio Perri che sancirono, con la loro firma - come da documento in allegato- , la volontà di partecipare alle future elezioni comunali sostenendo la mia candidatura a sindaca. 

Eppure, è proprio da qui che si apre una fase nuova, fatta di interrogativi e dinamiche che meritano di essere comprese fino in fondo.

Cosa è accaduto tra il 6 marzo e il 9 aprile 2026?
Per quale motivo una posizione inizialmente condivisa ha subito un cambiamento? 
Quali elementi, politici o personali, hanno inciso su questa evoluzione?

Sono domande legittime, che non riguardano solo i protagonisti di questa vicenda, ma un’intera comunità che ha diritto alla chiarezza, alla coerenza e alla trasparenza.

Detto questo, un ringraziamento speciale va a tutte le persone che, in queste ore, mi stanno sostenendo con forza e convinzione, e ai dodici candidati che, con grande senso di responsabilità e autentico spirito di appartenenza, hanno risposto con prontezza alla chiamata.

Desidero inoltre sottolineare, in modo particolare, la disponibilità di coloro che, anche all’ultimo momento, non hanno esitato a mettersi in gioco, accettando con generosità di sostituire i candidati precedenti.


Nicoletta Perrotti

venerdì

Rinascita Civica “Castrolibero non si svende! No alla città unica. Con forza!”


C’è un tema che a Castrolibero non conosce tramonto: quello della cosiddetta “città unica”. Una linea ormai tracciata, in maniera netta, dal referendum del 2024, quando la comunità castroliberese bocciò con decisione la proposta di fusione con Cosenza e Rende.

Negli ultimi giorni, complice anche il clima elettorale, la questione è tornata al centro del dibattito politico. A riaccendere i riflettori sono le dichiarazioni di Rinascita Civica, una delle liste in campo alle prossime amministrative, che candida a sindaca Nicoletta Perrotti.

“ I compagni di viaggio, in politica come nella vita, vanno scelti con attenzione: altrimenti si rischiano imbarazzi e figuracce”, affermano senza giri di parole. Un incipit diretto, che introduce un affondo ancora più netto.

Nel mirino finisce quella che viene definita una contraddizione politica: “Quando la bramosia prende il sopravvento sul progetto, si finisce per sacrificarlo in nome di interessi estranei. Non si spiegherebbe altrimenti la posizione di chi sostiene ‘Insieme per Castrolibero’, legato al progetto della città unica tra Cosenza, Rende e Castrolibero”.

Per Rinascita Civica si tratta di un passaggio cruciale per ribadire coerenza e identità. Il riferimento torna al dicembre 2024, quando il gruppo, insieme a molti cittadini, si oppose con forza a quella che viene definita “una barbarie politico-amministrativa” che avrebbe ridotto Castrolibero a semplice appendice.

“Fu una battaglia entusiasmante, che ci ha visti vincitori e fieri contro chi già pregustava la nostra sconfitta”, ricordano, puntando il dito anche contro chi oggi avrebbe cambiato posizione, stringendo alleanze con protagonisti di quella stagione politica.

Il j’accuse è chiaro e tagliente: cosa è cambiato? L’identità ha perso valore o si è scelto, per convenienza, di rinunciare al protagonismo del territorio?

La risposta è altrettanto netta:

Castrolibero “non è terra di conquista, né storia da assoggettare, né tradizioni da calpestare”. E ancora: “Nessun cavallo di Troia oltrepasserà i nostri confini”.

Tradizione, identità e futuro restano i pilastri della visione politica del movimento, uniti da un obiettivo comune: far crescere Castrolibero senza snaturarne l’essenza.

In vista delle elezioni, la posta in gioco viene descritta senza mezzi termini: “Non sarà una rivincita per chi ha tentato di relegare Castrolibero a un ruolo marginale. Sono gli stessi che oggi vorrebbero completare quel progetto, sostenuti da un’idea politica senza visione”.

La presa di posizione è chiara, priva di ambiguità. Più che una semplice dichiarazione politica, un impegno ribadito: difendere l’identità della città e costruirne il futuro con coerenza e determinazione.