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Ponte sullo Stretto, una giornata storica per il Sud: l’inizio di una nuova visione di futuro per Italia del Meridione.


Quella di oggi è stata una giornata destinata a lasciare il segno, uno di quegli eventi che si percepiscono subito come epocali, perché capaci di entrare nella storia e, soprattutto, di contribuire a scriverla. Il ponte rappresenta molto più di un’opera infrastrutturale: è il simbolo di una nuova visione di sviluppo, di una sfida proiettata verso il futuro e di un Sud che vuole finalmente rialzare lo sguardo.

Una sfida ingegneristica, così come l’ha definita Orlandino Greco, leader e e top player indiscusso del Movimento. Una partita - quella del ponte - fondamentale che si gioca interamente sugli orizzonti meridionali, dove la voglia di restare e costruire il proprio domani si scontra troppo spesso con la desolazione delle opportunità negate e delle occasioni perdute. E questo ponte, oggi più che mai, rappresenta la sfida più importante, quasi come quella che tra tre giorni vedrà l’Italia impegnata in Bosnia per l’accesso diretto al Mondiale americano.

“Finalmente con il ponte si potranno unire le due anime del Sud: Calabria e Sicilia”, ha affermato Santo Gagliardi, una delle colonne portanti di Italia del Meridione (Provincia di Cosenza). Il partito ha marciato compatto a Messina, trascinato da una delegazione di giovani animati da un unico slogan: “Vogliamo ponti tra le comunità, non muri insormontabili”.

Presente anche il segretario regionale di IdM, Emilio De Bartolo, sempre più convinto che un’infrastruttura di tale portata possa fungere da vero volano per l’economia del territorio, attirando nuovi investitori e aprendo prospettive concrete di crescita. Un pensiero ricorrente che trova sempre più spazio tra gli iscritti del movimento, i quali riconoscono nella sezione provinciale di Cosenza un tessuto sociale dal forte impatto comunicativo e dalla grande capacità di coinvolgimento.

“Quella di ieri è stata una giornata davvero storica, il segno tangibile che il Sud può veramente cambiare attraverso scelte compiute per il bene del territorio”, ha concluso la segretaria provinciale di Cosenza, Annalisa Alfano.

Come cantava Francesco De Gregori in uno dei suoi brani più iconici, “la storia siamo noi”. E osservando, a fine giornata, i volti dei giovani di Italia del Meridione, era proprio questa la sensazione dominante: quella di essere parte di qualcosa di grande, di un cambiamento reale, di una storia che inizia adesso.

Vivere per sognare. 
Vivere per diventare, diceva qualcuno.
E questo Sud oggi mostra davvero tutta la sua voglia di diventare protagonista.

Davide Beltrano 

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