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Quando la partita decisiva si avvicina, รจ chiaro che cambiano i termini, cambiano le condizioni e cambiano anche i metodi con cui si affronta la partita in palio.

Lo sa bene Giorgia Meloni, che nelle ultime settimane ha probabilmente compreso uno degli spauracchi piรน delicati all’interno del proprio stesso ambito politico: la necessitร  di non perdere il contatto con quella parte del proprio elettorato che chiede alla destra di tornare a parlare, senza troppi giri di parole, di identitร , sicurezza, immigrazione e appartenenza.

E qui entra in gioco anche Vannacci, che oggi sembra viaggiare su una linea politica sempre piรน autonoma, ma che inevitabilmente intercetta una parte di quel malcontento che puรฒ attraversare anche l’elettorato di Fratelli d’Italia.

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E per tenere alta la guardia ha iniziato a rispolverare slogan, proposte e dichiarazioni che riportano la destra sui suoi temi storici.

Il divieto di burqa e niqab a scuola, insieme all’ipotesi di un numero massimo di studenti stranieri per classe e all’obbligo per i genitori di alcuni studenti stranieri con gravi difficoltร  di inserimento di imparare l’italiano, va esattamente in questa direzione. Sono misure annunciate dalla premier e sulle quali il governo sta lavorando in vista del Consiglio dei ministri. 

รˆ un modo per riallacciare il rapporto con i fedelissimi, riprendendo concetti che negli ultimi anni erano rimasti, almeno in parte, sullo sfondo.

E poi c’รจ quella frase, pronunciata da Meloni e rilanciata anche nell’intervista a Porta a Porta con Bruno Vespa, sul paradosso di una classe italiana nella quale possa essere proprio l’alunno italiano a sentirsi minoranza per la presenza di un numero elevato di studenti stranieri.

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Non serve neppure andare troppo oltre per capire che a una parte dell’elettorato questo linguaggio arriva direttamente. Ma, contemporaneamente, sarebbe interessante chiedersi perchรฉ in alcune scuole italiane la presenza di studenti stranieri sia diventata cosรฌ elevata.

Perchรฉ il problema, eventualmente, non nasce soltanto dentro la scuola. 
Nasce prima.

Nasce nella distribuzione della popolazione, nella concentrazione abitativa, nelle politiche sociali, nella composizione di alcuni quartieri italiani. E allora la domanda diventa inevitabile: siamo davanti a un problema scolastico oppure alla conseguenza di un problema sociale piรน grande?

Ma va bene cosรฌ. Si va avanti.

Si riprendono alcuni concetti che sembravano essersi smarriti negli anni, si prova a rimettere ordine su temi che una parte dell’elettorato considera identitari e si torna, con decisione, sui sentieri politicamente piรน conosciuti.

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Una battaglia che appartiene alla memoria politica del centrodestra e che negli anni berlusconiani aveva fatto breccia in una parte importante dell’opinione pubblica viene ripresa proprio nel momento decisivo e trasformata in una misura concreta: dal 2027 l’esenzione riguarderร  le auto fino a 80 kW e i motocicli, con un solo veicolo agevolato per cittadino. 

Un tocco di fioretto mentre il costo della vita continua a pesare sulle famiglie, tra carburanti, energia e spese quotidiane.

Ma politicamente poco importa. Perchรฉ la grandezza di un leader, in questa fase, si misura anche nella capacitร  di tenere insieme il proprio campo. E Meloni, oggi, ha vento in poppa.

Anche perchรฉ dall’altra parte il centrosinistra continua a fare i conti con l’assenza di una leadership capace di occupare stabilmente tutto lo spazio dell’alternativa.

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E, paradossalmente, puรฒ essere proprio questo il terreno piรน conveniente per la premier: uno scontro diretto che consente di portare il dibattito su quei sentieri identitari e culturali sui quali il centrodestra si muove da tempo e sui quali il Partito Democratico deve ancora trovare una sintesi politica pienamente riconoscibile.

Sul fondo, perรฒ, i Cinque Stelle continuano a rivendicare la propria autonomia. E sarร  interessante capire se e quanto il percorso delle primarie nel centrosinistra riuscirร , alla fine, a definire una leadership e una direzione politica realmente condivise.

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Prosegue con forza, con una maggioranza che mantiene una propria soliditร  e con un consenso che, almeno secondo i sondaggi, continua a premiare ampiamente la premier e il suo partito.

Ma la partita del 2027 non si giocherร  soltanto sulla mole del lavoro prodotto dal governo. Si giocherร  anche sulle figure che Meloni deciderร  di avere al proprio fianco. Riferimento puramente casuale. Non troppo, direi, a Roberto Vannacci.

Perchรฉ mentre la politica italiana si prepara alla prossima grande partita, anche gli equilibri dentro gli stessi schieramenti iniziano a muoversi. E quando gli equilibri iniziano a muoversi, significa che la partita รจ giร  cominciata.

La marcia dell’Italia verso il voto del 2027 รจ giร  iniziata. Ne vedremo delle belle.

Davide Beltrano

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