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venerdì

"Justice League: come snaturare in due ore il mondo DC".


Un giochino cinematografico per un pubblico di novellini pronto a divertirsi e a ritrovare la stessa ricetta in stile The Avengers. Non c'è altro in questo film che ha completamente stravolto le carte in tavola. 

Avevo così tanto amato Batman V Superman, nonostante evidenti buchi nella trama; sembrava proprio che nel mondo il peggio dovesse arrivare, ci si stava immergendo nella serietà di un universo che stava assistendo allo scontro totale e finale fra Dio e l'Uomo. Insomma, l'universo DC sembrava avere una sua identità, ma già con Suicide Squad tutto venne messo in discussione. 
Battute ironiche, più velocità, meno serietà, più spazio all'azione e meno ai dialoghi. E Justice League ha preso tutto ciò spazzando ogni sacralità agli elementi storici della DC.

È un mondo marvelliano quello che ci viene presentato, arrivando addirittura a snaturare uno dei personaggi più iconici del panorama classico della DC:  Flash, che nel film viene caricaturato alla sorta di un Spiderman 3.0 dell'altra sponda. E che dire di Aquaman, i suoi ingressi in acqua in stile pubblicità Dolce e Gabbana. Seguono alcune scene imbarazzanti, come quando Flash scappa dallo sguardo minaccioso di un Superman indistruttibile.

Gal Gadot e Ben Affleck tengono su il film per i capelli, infatti, anche le interpretazioni degli altri personaggi sembrano ingabbiate in una trama standard che non vede la minima originalità.

E per concludere, arriva forse uno dei villain peggiori di sempre, inutile come un gol in rovesciata sul 4 a 0.

Da un fan estremista della DC, scrivere tutto questo fa male, molto male, ma è stato quasi insopportabile rimanere lì per due ore e vedere una sorta di caricatura di un mondo fumettistico che è andato perso, snaturandosi in ogni sua storica caratteristica.

Cara DC, seguire una linea precisa è segno di idee chiare anche quando queste non portano subito a risultati commerciali, cambiare in corso ed emulare il nemico, invece, dimostra tutta l'inadattabilità in questo mondo cinematografico supereroistico.


Io amo la DC, forse siamo ancora in tempo per ritornare al nostro stile... o forse è troppo tardi??

Voto 4.5

lunedì

Batman Rebirth: buona la prima ma...


E' un Batman nuovo, lineare, quasi più "umano". E' un personaggio meno "cazzuto" quello che Tom King ci dona nel primo numero del Rebirth. Non a caso il totale restyling del fumetto, ha portato delle nuove peculiarità che potrebbero da un lato far apprezzare questa scelta, dall'altro far storcere il naso agli ormai affezionati fans di Snyder e Capullo.

Già, anche i disegni cambiano, ora meno appuntiti e con un costume nuovo che ci sembra veramente ben fatto. Ed è bello vedere in azione il nuovo Batman, soprattutto nella scena dell'aereo dove il nostro eroe fa i conti con il momento finale della sua vita. Da una parte c'è il guerriero disposto a morire per salvare i cittadini, dall'altra parte Alfred che anche nel momento più fragile, rimane freddo per portare a casa la missione. E' una sorta di realtà-finzione che regge bene il gioco pericoloso del supereroe. E poi alla fine non succede nulla perché arriva Superman, anzi no, arriva Gotham?!?!

Ma come abbiamo detto ci troviamo davanti ad un Batman meno solitario, e quasi come nel "Ritorno del Cavaliere Oscuro" di Miller, qui Wayne si trova a fare i conti con giovani guerrieri da addestrare, sì, perché all'orizzonte c'è un pericolo che da solo non riuscirebbe mai a sconfiggere. 

Il fumetto arriva così nel punto cruciale: scene che si susseguono che somigliano tanto al film "Suicide Squad", quando in pochi minuti, e con ritmo calzante, Amanda Waller ci presenta la squadra di criminali. Qui, invece, non siamo davanti ad una squadra di teppisti, ma giovani guerrieri che devono essere addestrati per difendere Gotham, e poi arriva l'incognita che sa per l'appunto tanto di Sucide Squad: Clayface come new entry della squadra formata da Batman e Batwoman, alla quale finalmente viene dato un ruolo di prim'ordine.

Insomma, il ritmo c'è, la trama inizia a svilupparsi, ma speriamo fortemente che questo Batman non sia troppo gentile o che non faccia trasparire il suo lato umano. In fondo il nostro Cavaliere della notte deve rimanere sempre il fottutissimo Batman, quello arrogante e quasi senza sentimento, queste sono e saranno sempre le sue caratteristiche. 

Il Rebirth quindi mostra forse il suo lato più commerciale in questo primo numero ma ci sono tanti margini che ci fanno ben sperare per il futuro. 
Buona la prima in fin dei conti!

PS:
questo e altri fumetti potete trovarli alla "Comix Store 2.0", in via XXIV Maggio, a Cosenza,