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lunedì

L'Italia è ancora fondata sul lavoro?




È risaputo ormai che, con il crescere della crisi economica, diventa sempre più difficile il sostentamento per i cittadini italiani nella vita di tutti i giorni. Ma chi continua ancora a farne le “spese” sono i giovani che, a dispetto della vecchia generazione, fanno sempre più fatica ad autodeterminarsi. 

È più complesso, per i giovani italiani, trovare stabilità e accedere a quelle sicurezze lavorative e abitative che hanno sostenuto le generazioni precedenti. 

I dati continuano ad essere allarmanti e sembrerebbe che ai “piani alti” della politica italiana non si riesca a trovare giuste soluzioni per contrastare il fenomeno della disoccupazione giovanile e far diminuire i livelli vertiginosi delle statistiche.

Ciò che preoccupa, inoltre, è il divario che diventa sempre più netto tra Nord e Sud. Sebbene in tutta Italia il fenomeno è in continua crescita, risulta, dagli ultimi dati Eurostat, che proprio la Calabria sia la regione italiana ed europea a registrare il maggior tasso di disoccupazione giovanile (58,7%). Si pensi anche alle recenti notizie riguardanti la provincia e la città di Reggio Calabria che registra il livello più alto d'Italia.




Ma allora la domanda nasce spontanea. Le cause sono solo da ricercare e da attribuire alla crisi economica, che ormai sconvolge le famiglie italiane da quasi 10 anni? O le politiche giovanili non sono poi cosi incisive ed elaborate ad hoc per cercare di combattere e contrastare tale fenomeno?

Intanto, si sente parlare sempre più spesso di “fuga dei cervelli”. Tale fantomatica fuga è solo uno degli aspetti che sta rimettendo in discussione tutto il sistema attuale delle politiche del lavoro. Pertanto, a rafforzare il concetto vi è anche il problema legato alla necessità di individuare nuovi strumenti contrattuali, capaci di rispondere con efficacia ai veloci cambiamenti della società e del mercato del lavoro. 

Soluzioni idonee e legali in grado di dare la possibilità ai giovani ragazzi di costruire le basi per il loro futuro, lasciare il nido familiare e mettersi in discussione verso la propria autonomia.


Giorgia Tagarelli

giovedì

"Aziende sul lavoro che cercano lavoro! L'ultima moda sempre più diffusa in Calabria".


Nascono ogni minuto, sempre più spesso, aziende che cercano di trovare lavoro per tanti disoccupati calabresi. Sono aziende che il più delle volte partono da fb e sempre con la dicitura 'jobs'. 

Quindi aumenta il lavoro delle aziende che devono cercare lavoro!!! 

Soprattutto in Calabria, queste aziende, si avvolgono spesso di contributi pubblici per portare avanti la loro politica occupazionale. Bene, nonostante questo nella nostra Regione aumenta la disoccupazione, a evidenza del fatto che molto spesso queste aziende non sono altro che un tramite fragile e di poca importanza.

In molti cercano l'aggancio al disoccupato proponendo una partnership che possa arrivare a cercare un lavoro adeguato al profilo della persona candidata, il tutto attraverso il pagamento di una tassa d'iscrizione che andrà avanti per un numero di mesi già stabiliti. In questo modo l'azienda non fa altro che braccare annunci, soprattutto dal web, e sottoporli ai vari candidati.

Molto spesso i call center la fanno da padrone, altre volte sono invece i bandi regionali ad esser protagonisti. Infatti si è creato un sotto lavoro che ha quasi del vergognoso. Molte aziende, alcune volte anche piccole imprese, decidono di non pubblicare annunci e affidarsi a questi procacciatrici di occupazione, così a specularci sono questa volta in due, e si fa largo nell'orizzonte calabrese, un nuovo modo di fare lavoro basandosi proprio sull'assenza di lavoro! 

Che si sono inventati eh: geni!!

E' un gioco al massacro che va ad inserirsi proprio dove la legge non ha ancora legge. Nessuno può altresì prendere provvedimenti legali in quanto proprio la legge italiana non ha voce in questo capitolo che fino a pochi anni fa, era sconosciuto. 

"Le Iene" fecero un servizio tempo fa sulla questione che suscitò sdegno, ma invece di fermare questo fenomeno, quel servizio non ha fatto altro che alimentarlo, è ora che qualcuno si occupi seriamente della situazione, ma forse i nostri cari politici sono troppo indaffarati ai loro interessi che chissà... a volte vanno a braccetto... con lo sdegno!!