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mercoledì

Rei: l'ennesima “manovra” all'italiana?





È il Rei, Reddito di Inclusione Sociale, la nuova “arma” contro la povertà in Italia.

Si parla di contributi, di agevolazioni a chi, con difficoltà, riesce a far fronte ai bisogni di ogni giorno. 
Eppure, in questa breve analisi, lo scopo non è tanto quello di analizzare in cosa consiste il provvedimento approvato da poco più di una settimana.

No! Sarebbe inutile appesantire il lettore schematizzando e mappando la nuova manovra della politica italiana.
Andando al “nocciolo” della questione, il Rei potrebbe costituire l'ennesima farsa attuata in un contesto politico sempre più precario.

Perchè arrivare a tale conclusione? Per favorire l'ingresso di questo beneficio, sono stati soppressi il Sia (Sostegno all'Inclusione Attiva) e la carta Asdi (Assegno sociale di disoccupazione), entrambi entrati in vigore nell'anno corrente.

Sembra, dunque, che non sia possibile tenere in vita insieme delle prestazioni sociali e cercare con esse di combattere la povertà, la disoccupazione ecc.



Ciò che non ci deve stupire, ancora una volta, sono i criteri con i quali verrebbe elargito tale contributo economico.

Non potendo perdurare più di 18 mesi, così come stabilisce proprio il provvedimento, ne potrebbe beneficiare quella piccola percentuale di italiani che si trovano in una condizione di povertà quasi assoluta. 

Sono richiesti, alle fasce più deboli, dei livelli di reddito Isee troppo bassi per coprire tutti coloro avrebbero diritto di beneficiarne. In minima parte, minori, disabili, over 50 ecc., idonei nel ricevere il contributo, dovrebbero contrastare nel breve tempo possibile (appunto meno di due anni) la loro condizione di povertà e cercare di uscirne con l'aiuto del contributo erogato.

Ancora una volta, quindi, ci ritroviamo a osservare un Welfare State che più che universalistico, sta diventando molto categoriale.

Ci dovremmo chiedere, perciò, se si tratta dell'ennesimo bluff italiano o se il governo stia tentando nuove strade per rimettere “in carreggiata” le finanze del Paese stesso e raggirare così la crisi economica.

A voi i commenti!


Giorgia Tagarelli

giovedì

"Aziende sul lavoro che cercano lavoro! L'ultima moda sempre più diffusa in Calabria".


Nascono ogni minuto, sempre più spesso, aziende che cercano di trovare lavoro per tanti disoccupati calabresi. Sono aziende che il più delle volte partono da fb e sempre con la dicitura 'jobs'. 

Quindi aumenta il lavoro delle aziende che devono cercare lavoro!!! 

Soprattutto in Calabria, queste aziende, si avvolgono spesso di contributi pubblici per portare avanti la loro politica occupazionale. Bene, nonostante questo nella nostra Regione aumenta la disoccupazione, a evidenza del fatto che molto spesso queste aziende non sono altro che un tramite fragile e di poca importanza.

In molti cercano l'aggancio al disoccupato proponendo una partnership che possa arrivare a cercare un lavoro adeguato al profilo della persona candidata, il tutto attraverso il pagamento di una tassa d'iscrizione che andrà avanti per un numero di mesi già stabiliti. In questo modo l'azienda non fa altro che braccare annunci, soprattutto dal web, e sottoporli ai vari candidati.

Molto spesso i call center la fanno da padrone, altre volte sono invece i bandi regionali ad esser protagonisti. Infatti si è creato un sotto lavoro che ha quasi del vergognoso. Molte aziende, alcune volte anche piccole imprese, decidono di non pubblicare annunci e affidarsi a questi procacciatrici di occupazione, così a specularci sono questa volta in due, e si fa largo nell'orizzonte calabrese, un nuovo modo di fare lavoro basandosi proprio sull'assenza di lavoro! 

Che si sono inventati eh: geni!!

E' un gioco al massacro che va ad inserirsi proprio dove la legge non ha ancora legge. Nessuno può altresì prendere provvedimenti legali in quanto proprio la legge italiana non ha voce in questo capitolo che fino a pochi anni fa, era sconosciuto. 

"Le Iene" fecero un servizio tempo fa sulla questione che suscitò sdegno, ma invece di fermare questo fenomeno, quel servizio non ha fatto altro che alimentarlo, è ora che qualcuno si occupi seriamente della situazione, ma forse i nostri cari politici sono troppo indaffarati ai loro interessi che chissà... a volte vanno a braccetto... con lo sdegno!!