lunedì

Summer Camp 2025 Castrolibero. Mannarino: “Un’estate educativa costruita con passione.”


L’infanzia ha bisogno di attenzioni, divertimenti e spazi creativi per ampliare il proprio bagaglio di emozioni. Il campo estivo 2025, promosso dal Comune di Castrolibero, va proprio in questa direzione agendo nell’ambito delle attività socio-educative rivolte all’infanzia.

E quello ormai alle spalle è stato un mese denso di esperienze, tra gite, laboratori, giochi e momenti formativi che hanno coinvolto oltre 60 bambini in un percorso pensato per unire apprendimento, svago e crescita personale. La formazione come centro nevralgico dello sviluppo del bambino, dicevamo, e la promotrice di tutto questo è Anna Giulia Mannarino, consigliere comunale con delega alle Politiche Sociali e Sociosanitarie, che ha seguito in prima persona tutte le fasi del progetto.

“Anche quest’anno abbiamo voluto costruire un’esperienza significativa, dove il gioco fosse strumento educativo e il tempo estivo occasione di crescita”, afferma Mannarino, “Il campo ha rappresentato un investimento importante sulla comunità, grazie a una rete di collaborazione fatta di educatori, famiglie, cittadini e operatori.”

A rendere possibile l’iniziativa è stato il contributo della cooperativa Vita Sì e il coinvolgimento attivo di numerosi cittadini che hanno messo a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze in forma volontaria. Le attività hanno spaziato dalle uscite in montagna e al mare alle esperienze nei parchi naturali, fino a laboratori tematici e momenti ricreativi organizzati in gruppo.

“Ringrazio sentitamente tutto lo staff educativo per la dedizione dimostrata quotidianamente – prosegue la consigliera – così come le famiglie che ci hanno affidato con fiducia i loro figli, e naturalmente i bambini, che con il loro entusiasmo ci hanno restituito il senso più autentico del nostro impegno.”

La fase conclusiva del campo estivo è stata segnata da una grande festa, a testimonianza del valore inestimabile dell’esperienza vissuta.

Sul progetto è intervenuto anche il sindaco di Castrolibero, Orlandino Greco: “Il Summer Camp è un esempio concreto di come un’amministrazione comunale debba farsi promotrice di spazi inclusivi e opportunità di crescita per i bambini, accompagnando le nuove generazioni in un percorso educativo e sociale capace di lasciare il segno.”

Agosto apre ora il tempo della pausa, ma lo sguardo è già proiettato verso il futuro. “Auguro a tutti un’estate leggera e rigenerante – conclude Mannarino – perché le vacanze non sono solo un momento di riposo, ma un’occasione per dare spazio alle esperienze vissute, farle maturare dentro di noi e ripartire con nuove energie, pronti a costruire insieme ciò che verrà.”




Innovazione e tradizione si sono incontrate al “Pieralisi Day”: una giornata dedicata all’eccellenza olearia


– 𝑨𝒍 𝑷𝒊𝒆𝒓𝒂𝒍𝒊𝒔𝒊 𝒅𝒂𝒚 𝒍𝒂 𝑪𝒂𝒍𝒂𝒃𝒓𝒊𝒂 𝒆̀ 𝒑𝒓𝒐𝒕𝒂𝒈𝒐𝒏𝒊𝒔𝒕𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒈𝒊𝒐𝒓𝒏𝒂𝒕𝒂 𝒊𝒏𝒕𝒆𝒓𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒅𝒊𝒄𝒂𝒕𝒂 𝒂𝒍𝒍’𝒂𝒓𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒆𝒔𝒕𝒓𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆 𝒅𝒆𝒍𝒍’𝒐𝒍𝒊𝒐 𝐞𝐱𝐭𝐫𝐚𝐯𝐞𝐫𝐠𝐢𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐨𝐥𝐢𝐯𝐚 –

L’appuntamento è stato promosso dall’azienda Pieralisi, leader internazionale nelle soluzioni per la lavorazione dell’olio d’oliva. L’evento, ormai punto di riferimento per produttori, tecnici, imprenditori e appassionati dell’“oro verde”, ha rappresentato una preziosa occasione di confronto tra tradizione produttiva e innovazione tecnologica.

Il tutto si è svolto presso la splendida cornice del ristorante agriturismo Feudo delle Querce a Maida, luogo immerso nella natura e perfetto per accogliere un incontro che ha saputo coniugare saperi antichi e visione moderna. L’atmosfera rilassata ma professionale ha reso l’evento ancora più efficace, facilitando il dialogo tra operatori del settore, tecnici, accademici e rappresentanti aziendali.

L’iniziativa ha offerto ai partecipanti l’opportunità di conoscere da vicino gli sviluppi più recenti della ricerca applicata al settore oleario, presentando tecnologie all’avanguardia, soluzioni sempre più sostenibili ed efficienti e strumenti pensati per migliorare l’intero processo estrattivo, dalla qualità del prodotto finale alla riduzione dell’impatto ambientale.

A fare gli onori di casa sono stati i vertici aziendali: l’Amministratore Delegato Aldino Zeppelli, il Chief Commercial Officer Davide Cattaneo e il South Europe Region Manager Emanuele Pascucci, che hanno accolto il pubblico e sottolineato l’impegno dell’azienda Pieralisi nel mantenere vivo un legame diretto con il mondo produttivo e con i territori. Un dialogo continuo che, come dimostrato dall’evento, ha l’obiettivo di valorizzare la tradizione olearia italiana rafforzandola con le migliori tecnologie disponibili sul mercato.

Grande spazio è stato dedicato al settore ricerca e sviluppo, cuore pulsante della strategia industriale dell’azienda. Le tecnologie presentate hanno messo in evidenza la capacità di coniugare elevate prestazioni, risparmio energetico e sostenibilità ambientale. Un percorso di crescita coerente con le sfide dell’agricoltura moderna e con le esigenze di un mercato sempre più attento alla qualità e alla tracciabilità dei prodotti.

Uno dei momenti più attesi della giornata è stato l’intervento del Prof. Maurizio Servili, Ordinario di Scienze e Tecnologie Alimentari presso l’Università di Perugia, che ha affrontato il tema dell’innovazione tecnologica in frantoio, soffermandosi in particolare sul controllo delle temperature nei processi di lavorazione e sull’impatto che tali accorgimenti hanno sulla qualità organolettica e nutrizionale dell’olio extravergine d’oliva. La sua analisi ha fornito spunti concreti a frantoiani e operatori del settore, dimostrando quanto la ricerca scientifica possa tradursi in vantaggi pratici per tutta la filiera.

Di grande rilievo anche l’intervento del Prof. Alessandro Leone, Ordinario di Macchine ed Impianti per la Trasformazione all’Università di Bari “Aldo Moro”, che ha illustrato le più recenti innovazioni nel controllo di processo, finalizzate a migliorare l’estraibilità dell’olio e a incrementare la sostenibilità complessiva degli impianti. L’intervento ha evidenziato come sia possibile ottimizzare le rese e ridurre gli sprechi, senza compromettere la qualità del prodotto.

Mentre i due professori hanno offerto una panoramica generale sulle nuove innovazioni, Sofia Luchetti (Marketing & Communication Manager) e Roberto Bilò (Senior Technical Manager) sono entrati nello specifico delle tecnologie Pieralisi, illustrando come queste siano state sviluppate, testate sul campo in collaborazione con l’Università e calibrate in funzione delle esigenze reali del mercato. Un’analisi approfondita dei prodotti, con particolare attenzione alle soluzioni più innovative e ai risultati concreti raggiunti.

Infine, Domenico Occhiogrosso, Bari Site Service Supervisor, e Stefano Ponzetti, Global Service Manager, hanno posto l’attenzione su un tema cruciale: la manutenzione preventiva come leva strategica per salvaguardare gli impianti, garantirne affidabilità e continuità produttiva, e mantenere nel tempo la qualità dell’olio. Una manutenzione ben pianificata non è solo un obbligo tecnico, ma un vero investimento sul valore e sull’efficienza dell’intero ciclo produttivo.

Il “Pieralisi Day” si è così confermato un appuntamento di riferimento per l’intero comparto oleario, capace di unire contenuti scientifici, aggiornamento tecnico e visione industriale. Un evento che ha saputo mettere al centro le esigenze dei produttori, offrendo loro risposte concrete e strumenti per affrontare con fiducia le sfide del futuro, senza mai dimenticare le radici profonde di un mestiere antico quanto prezioso.

giovedì

Il peso di un’idea: oltre il “Che” icona.

 

Che Guevara non era un santo, altroché.


Era un guerrigliero, e come tale era amato e odiato.

Perché le rivoluzioni non sono mai giuste, se non quelle fatte per “la fame”. E a Cuba ce n’era, di fame.


Certo, ce n’è stata anche dopo, ma questo è un altro discorso. Ecco perché Che era oltre anche al comunismo stesso.


Come puoi chiamare, se non positivamente, uno che ha lasciato una comoda carriera da dottore per aiutare i soppressi e coloro che vivevano in dittature?


Ci si ricorda – sbagliando – solo di Cuba, eppure tanti sono i Paesi in cui l’eco della rivoluzione ha portato il Che ad essere presente.


A prescindere da ogni colore politico… come lo chiami tutto questo?


Che Guevara era scomodo anche per i comunisti stessi.

Basti pensare che tante volte, dall’Unione Sovietica, lo chiamavano “amico scomodo”.

Quella scomodità era diventata un problema perfino per il nuovo governo di Cuba.


Molti hanno un’idea semplicistica di Che Guevara: – il rivoluzionario comunista,

oppure – colui che uccideva.


Due modi sbagliati di raccontarlo.

Perché non tengono conto di tanti elementi, come la storicizzazione delle sue gesta e una sua matrice comunista che, paradossalmente, aveva davvero poco a che vedere con il comunismo cresciuto nell’Unione Sovietica. 


Per me, lui è la vera figura del comunismo.

Come Berlinguer.

Due che hanno trasformato quell’ideologia, prendendone solo la radice più pura e altruista.


Sarò per sempre dalla tua parte, Che.

In ogni luogo.

In ogni ufficio.

In ogni mio passo,

il tuo esempio sarà sempre presente.


– IlFolle


martedì

Referendum, crisi esistenziale: chi ha ucciso la partecipazione?


Il fallimento dei cinque quesiti referendari non è un semplice fatto politico. È una ferita aperta alla democrazia partecipativa. E se a premere con forza su quella ferita sono le massime cariche dello Stato, allora non possiamo più girarci dall’altra parte. Non possiamo più fingere che tutto vada bene. Non possiamo più derubricare l’astensionismo a un semplice dato statistico.

Il Presidente del Consiglio che annuncia pubblicamente che andrà al seggio ma non ritirerà le schede. Il Presidente del Senato che dichiara da settimane di non voler votare. È lecito? Sì. È legittimo? Sì. Ma è giusto? No. Perché la giustizia non è solo legalità, è anche esempio. E l’esempio pesa. Soprattutto quando arriva da chi rappresenta l’unità del Paese o guida una delle più alte istituzioni della Repubblica.

Dall’altro lato, una Sinistra che ha appoggiato il referendum per regolare i conti col proprio passato, come se fosse un’appendice del Jobs Act renziano, un modo per redimersi davanti a se stessa. Ma le intenzioni non bastano. Perché se non c’è chiarezza, se non c’è coinvolgimento reale del popolo, se non si educa al voto e alla complessità dei quesiti, allora tutto si sgonfia. Come è successo.

E allora il problema è il quorum? Sì, anche. Quella soglia della metà più uno degli aventi diritto è ormai una montagna invalicabile. Un meccanismo pensato in un’altra Italia, dove il senso civico si trasmetteva come un’eredità. Oggi invece serve un ripensamento: perché non calcolare il quorum in base ai votanti delle ultime elezioni politiche? Sarebbe un sistema più equo, più aderente alla realtà, che renderebbe la partita contendibile. E magari restituirebbe dignità a uno strumento che oggi muore sotto l’indifferenza generale.

Ma non è solo il quorum a soffocare il referendum. Anche il numero delle firme necessarie per presentarlo – oggi 500.000 – rischia di essere un ostacolo troppo basso o troppo alto, a seconda dell’uso che se ne fa. Troppo basso se diventa solo un’arma nelle mani dei partiti per fare battaglie mediatiche. Troppo alto se si vuole davvero rappresentare la volontà di un popolo.

E poi, diciamocelo, in un’Italia che legge sempre meno, dove la complessità spaventa, dove i temi vengono manipolati a colpi di slogan, i referendum sono diventati un labirinto incomprensibile. Un esercizio civico che richiede studio, pazienza, attenzione. Tutte cose che oggi sembrano in via d’estinzione.

Allora forse è il caso di chiederci davvero: vogliamo salvare il referendum o vogliamo continuare a farlo morire in silenzio? Perché se la democrazia è partecipazione, oggi siamo al minimo storico. E non serve più solo una riforma. Serve una rivoluzione culturale.

Una rivoluzione dove il voto torni a essere non solo un diritto, ma un dovere sentito. Dove andare al seggio non sia un fastidio da schivare, ma un gesto che racconta chi siamo.

Davide Beltrano

giovedì

"Desetacasa: uno showroom per immaginare, progettare e abitare con stile".


Ha aperto Desetacasa: a Luzzi un nuovo showroom per immaginare, progettare e abitare con stile.

La volontà di creare un punto di riferimento sul territorio. Uno spazio non solo espositivo ma anche di ascolto, consulenza e ispirazione. Un luogo dove sentirsi a casa e seguiti in ogni fase del progetto.

È questo lo spirito con cui nasce Desetacasa, il nuovo showroom che aprirà oggi, 3 giugno 2025, a Luzzi (CS), in Contrada Gidora – Zona Industriale, presso il centro produttivo Costruire Srl.

L’apertura si inserisce in un contesto più ampio di rilancio del territorio calabrese e dell’area industriale circostante, sempre più orientata ad accogliere nuove attività produttive e commerciali, segnando un importante segnale di fiducia nella ripresa economica locale.

Uno showroom esperienziale con soluzioni su misura: pavimenti, rivestimenti, arredo bagno, sanitari, rubinetteria, sistemi per la sicurezza domestica. Con Desetacasa, infatti, il concetto di showroom si evolve: non più solo uno spazio dove guardare, ma un luogo dove immaginare, creare e realizzare la casa che si desidera, con uno sguardo attento alla qualità e alla bellezza del vivere quotidiano.