venerdì

ANTONIO ESPOSITO: UNA LEZIONE DI VITA!

Intervista - Prima parte


E' stata un susseguirsi di sorprese e di stupore l'intervista ad Antonio Esposito, cantautore materano di soli 24 anni (compiuti ieri), con la facoltà straordinaria, innata, di tradurre in musica e in parole la sua anima, il suo essere, le sue esperienze, le sue emozioni e la sua interiorità. Lui definisce questa attitudine: "un composto speciale che mi scorre nelle vene da sempre e alimenta il mio cuore".

Durante le esecuzioni mostra tutta la sua grinta, la sua forza, la sua energia, il suo trasporto, sia nella veste di interprete che in quella di cantautore e compositore. I suoi brani? Non potrei trovare parole più azzeccate delle sue per definirli: "sono delle fotografie di vita, di me e del mondo, ma matrici iniziali, non prodotti finiti. Sono macerie, pezzi di puzzle ancora confusi, dai quali forse un giorno vedremo maestose città e…”quadri finiti” e in ogni caso mi sono ripromesso di non mentire… Una fotografia vera in fondo, non mente mai…". E ancora: "La musica non è "prestazione" ma espressione".

Antonio ha dovuto giocare d'azzardo, sin dalla nascita, con la sua sorte senza ricorrere a bluff né tantomeno a stategie. E' sempre riuscito a "sbancare" il destino con il solo ausilio del suo coraggio e della sua determinazione.

Nell'intervista ho solo esposto le mie semplici e banali domande... Antonio Esposito è riuscito, con le sue risposte, a trasformarla in poesia, in una lezione di vita che, personalmente, "ho imparato bene!"...

Quando sei nato, puoi dirci qualcosa della tua terra e delle tue origini?

Sarà un caso che tu me lo chieda!...ma ieri è stato il mio compleanno! Sono "ben" 24 anni e 1 giorno (di sopportazione da parte degli altri 😜!).

Sono nato e vivo in una terra bellissima e in una delle città più belle del mondo: Matera. Il suo fascino e la sua storia sono ormai noti in tutto il mondo e oltre ad essere già città patrimonio Unesco, fra qualche mese si appresta a diventare la Città Capitale Europea della Cultura, un riconoscimento importante non solo per il suo patrimonio ma anche per la capacità di proiettarsi verso il futuro in modo innovativo e responsabile e che oggi celebra il suo riscatto grazie all’impegno di tutta la cittadinanza.

Chi o cosa ti ha fatto avvicinare alla musica o meglio, innamorare della musica?

Nulla penso. Semplicemente perché credo che, sin dal primo istante di vita, la mia anima fosse già "musicante" o "musicata". Credo di esserci nato con la musica, come se fosse una gemella siamese invisibile o un composto speciale che mi scorre nelle vene da sempre e alimenta il mio cuore. Questa particolare simbiosi la noto sempre e in ogni situazione della mia vita. Ogni volta che cado c'è sempre la musica a salvarmi.

Quali sono i tuoi artisti preferiti nel panorama nazionale? 

Ascolto da sempre artisti come De Andrè, De Gregori, Battisti, Battiato, Vasco, Rino Gaetano, Guccini, Gaber, Dalla e tanti altri noti cantautori italiani che oggi, probabilmente, di questi tempi difficili per la musica (quella vera) non sarebbero mai esistiti.

Quali sono i tuoi artisti preferiti nel panorama internazionale?

Sicuramente colossi e monumenti internazionali come: Queen, Rolling Stones, Led Zeppelin, ACDC, Metallica, Beatles, U2, Gunse's Roses...

Cosa pensi della musica contemporanea?

È difficile pensare che rimanga qualcosa di ciò che si ascolta di questa "musica spazzatura" che ci viene proposta oggi. Le radio, i media, le case discografiche, stanno educando in modo terribile le nuove generazioni, le stanno abituando alla basicità, all’assenza totale di ogni forma artistica. Non si da voce e non si valorizzano più artisti che hanno bisogno di tempo per sfondare, per essere compresi, ma che magari hanno davvero talento, hanno qualcosa da dire ed emozioni da donare. Ormai si da spazio a questi squallidi talent show che divertono solo qualche teeneger esaltata/o. Siamo rovinati!!!

Perché hai scelto il pianoforte come strumento muscicale? Suoni anche altri strumenti?

Sin da piccolino mi affascinava qualsiasi cosa emettesse un suono…un campanellino, una posata su un bicchiere, un elastico, persino un pacco di legumi! Fino a quando nella vetrina di un negozio scorsi un piccolo pianino a giocattolo! Ricordo di averlo desiderato con tutto me stesso. Da li in poi nessuno ha potuto più staccarmi da quel giochino, e presto, nonostante le sue minuscole dimensioni, riuscii a tirare fuori delle piccole melodie, che magari avevo ascoltato poco prima in TV.
Da li a poco con il pianoforte, quello vero, è stato un grande amore, di quelli indistruttibili, che non spengono mai il fuoco della passione e delle emozioni. Con il piano sono sempre riuscito a comunicare e tirar fuori emozioni e sensazioni che a parole non riuscivo a esternare, neanche a me stesso.

Hai cominciato subito anche a cantare oppure hai scoperto questa uleriore dote comunicativa in un secondo momento?

È arrivato in un secondo momento, ma in maniera così imprevista quanto fisiologica e naturale. Per me la musica è linguaggio, confronto, è scambio di emozioni, amore ed energia. Un mezzo per arrivare all’anima e al cuore dell’ascoltatore attraverso l’empatia che va ad instaurarsi. Vedo la musica (e la mia vita) come un percorso di conoscenza personale e del mondo, una strada che possa portare alla conquista della pace e della serenità interiore, la ricchezza e la virtù più grande a cui ogni uomo può aspirare. La mia non è mai stata una vita facile, sicuramente è stata diversa dalle altre. Col tempo ho conosciuto le fragilità che sono nascoste nella mia anima e che credevo di non avere, non per presunzione, ma perché il ritenermi “forte e invincibile” (e trasformare ciò in consapevolezza) era l’unico modo per chiudere gli occhi, prender un bel respiro e riuscire a scalare la montagna che mi toccava da scalare. Non che non sia stato un ragazzo forte, anzi, ma forse ero più coraggioso che forte, ed essere coraggiosi non vuol dire necessariamente essere forti. Essere forti è avere piena conoscenza e padronanza di sé, delle proprie emozioni, sensazioni e azioni. Poi quando cresci tante consapevolezze costruite forse su castelli di sabbia iniziano a crollare e ti accorgi che eroi non si è, ma lo si può diventare. E, per diventarlo, dovevo necessariamente fare qualche passo indietro, guardare negli occhi quelle paure e quelle insicurezze che avevo nascosto sotto il tappeto. Sicuramente oggi sono una persona che ha bisogno di una pacca sulla spalla in più e sentire costantemente dimostrazioni di affetto della gente. Ho chi mi vuole bene e mi sta vicino. Ho conosciuto spesso le cadute, quelle intime, personali. Volevo e dovevo capirne il motivo, da dove esse nascessero. Ho ripreso la vecchia abitudine che avevo sin da bambino: scrivere interi fogli, mettermi a nudo, confessarmi davanti a me stesso, leggermi dentro con la sincerità e il coraggio di guardarmi negli occhi senza paura, controllando l’istinto di “nascondere” ciò che non volevo vedere. Trovare delle risposte veritiere. E’ da questo piccolo passo che una fragilità può trasformarsi in punto di forza. La musica come ho detto prima c’è sempre stata, con le sue braccia forti, a prendermi, sempre prima che cadessi a terra. Così capisci da solo che lo "scrivere", non poteva essere una cosa a sé stante dalla musica. Scrivere e allo stesso tempo suonare, lasciarmi andare fra testi e note, come uno spirito libero e coinvolto dalle mie stesse emozioni, mi ha aiutato molto. Non a caso da qui sono nate le prime canzoni, dove ci ho messo tutte le emozioni incomunicabili con sole note o con sole parole. Proprio perché forse, a un certo punto della mia vita, mi ero accorto che da sola la musica non bastava, non riuscivo ad arrivare a tutti in maniera diretta e disinvolta.

Continua...

Laura Caccia (Elle)

Dove trovare altre informazioni su Antonio Esposito:
https://www.facebook.com/antonio.esposito.11111
http://www.dinovitola.net/category/il-folle-team/antonio-esposito/
https://www.facebook.com/groups/ilfolleteam/
https://www.facebook.com/davidebeltranoilfolle/

domenica

Nicoletta Perrotti: "Chi è di Scena nel dna di Castrolibero".


È fresca di nomina ad Assessore allo Spettacolo, Teatro, Cultura, e non ha tradito certo le attese. 

Nicoletta Perrotti ha lavorato caparbiamente in poco tempo insieme al resto dell'Amministrazione per un calendario di livello e che rappresenta appieno le peculiarità musicali e teatrali della kermesse "Chi è di Scena".

"Abbiamo creato tutto in poco tempo visto le elezioni. Ero un po' preoccupata ma sapevo bene che le idee erano già chiare ai nastri di partenza".

Si esprime così l'Assessore riferendosi alla kermesse iniziata con il concerto di Anna Tatangelo a Santa Lucia.

"Ci sono nomi importanti come la Tatangelo e Frassica, ma anche tanto teatro locale di qualità che i cittadini potranno godersi gratuitamente".

Ed è proprio questo il grande regalo ai cittadini: una kermesse completamente gratuita che sta già facendo parlare di sè.

"Credo che abbiamo allestito un calendario di qualità abbinando ai grandi nomi spettacoli interessanti e coinvolgenti. Ora non ci tocca che vivere insieme questi grandi eventi".

Dopo l'apertura con il concerto della Tatangelo, appuntamento il 13 luglio all'Anfiteatro di Andreotta con lo spettacolo di Nino Frassica. 

giovedì

SI PARTE CON IL "NON ABBIAMO ARMI TOUR": MA COSA SAPPIAMO DELLE CANZONI?










#METARUBRICA di Kami  N°2

SI PARTE CON IL "NON ABBIAMO ARMI TOUR": MA COSA SAPPIAMO DELLE CANZONI?


Il 28 giugno è ripartito (se consideriamo la data zero al Forum di Assago) il "Non abbiamo armi Tour" di Ermal Meta.
"Non abbiamo armi" è il titolo del suo ultimo album, uscito il 9 febbraio 2018 e divenuto già disco d'oro, contenente ben 12 tracce inedite (tra queste il singolo "Non mi avete fatto niente" in duetto con Fabrizio Moro, canzone vincitrice del 68° Festival di Sanremo).
La copertina ritrae Meta in primo piano su uno sfondo giallo, colore che, secondo il cantautore,«rappresenta la vita».
Ma di queste canzoni contenute nell' album sappiamo tutto o ci è sfuggito qualcosa?!?
Ripercorriamo insieme la tracklist e vediamo un po' cosa ha raccontato l'autore per ogni canzone.

Tracce:

1)"NON MI AVETE FATTO NIENTE" ft. Fabrizio Moro (Ermal Meta, Fabrizio Moro, Andrea Febo)➡Di questa canzone si sa molto, sono state dette molte cose a riguardo. Ovviamente, come hanno già detto, non era pensato per Sanremo. Dopo l' Eurovision si sono resi conto, in maniera più decisa, della potenza della canzone stessa e come il messaggio arrivi al cuore della gente (italiana e non).

2)"DALL'ALBA AL TRAMONTO" (Ermal Meta, Dario Faini, Vanni Casagrande)➡Ermal ha detto che parla di una storia che si consuma nell'arco di una giornata o meglio, ha utilizzato una giornata come metafora di una storia intera. È una canzone fondamentalmente leggere, bisogna saltare piuttosto che ascoltarla.


3)"9 PRIMAVERE" (Ermal Meta)➡Canzone molto intensa. Anche se ricorda un momento triste Ermal afferma che lui non vuole dimenticare nulla. Sono le emozioni forti che ti spingono a scrivere una canzone e una canzone quando è fatta di Verona merita di essere cantata perché dentro ogni momento, anche se meno felice, c'è sempre qualcosa di positivo.


4)"NON ABBIAMO ARMI" (Ermal Meta, Angelica Schiatti, Stefano Verderi)➡Ermal afferma che prima o poi tutto passa ma l'importante è prenderne il meglio perché anche il sorriso più bello ha delle cicatrici, non si vedono ma ci sono.


5)"IO MI INNAMORO ANCORA" (Matteo Buzzanca, Domenico Calabrò, Ermal Meta)➡Ha scelto di omaggiare Totti perché "Totti è Totti!".
La canzone d'amore per eccellenza secondo Ermal è "Wicked Game" di Chris Isaak.


6)"LE LUCI DI ROMA" (Ermal Meta, Gianni Pollex, Roberto William Guglielmi)➡Questa canzone è una fotografia, le luci di Roma ci sono negli occhi di chi Roma l'ha vista almeno una volta nella sua vita. Lui per ragioni sentimentali ha passato molto tempo a Roma. La canzone si descrive molto bene da sola, forse rappresenta il momento dell'addio.


7)"CARO ANTONELLO" (Ermal Meta)➡Racconta di una telefonata ad Antonello Venditti. Venditti, dopo aver parlato con lui al telefono e avendolo sentita un po' strano, gli ha chiesto di scrivergli una lettera e così lui ha fatto. Alcuni mesi dopo, mentre Ermal era in studio per registrare l'album ha deciso di musicare la lettera.


8)"IL VENTO DELLA VITA" (Gianni Pollex, Ermal Meta, Francesco Cianciola)➡"Il vento della vita" è quello che soffia sempre, è quello che ti aiuta a rialzarti, è quello che ti fa prendere una rincorsa. Ermal ha avuto dei momenti in cui il vento non ha soffiato benissimo e per questo ha comprato dei "ventilatori" perché anche se il vento non c'è basta immaginarlo.


9)"AMORE ALCOLICO" (Ermal Meta)➡ È una canzone che nasce in un modo un po'scherzoso. È quando nasce una storia carica però di aspettative da parte delle persone, poi all'aspettativa subentra un ruolo da riempire / una sagoma ma le persone non sono delle sagome. La canzone è stata scritta molto tempo fa in un momento in cui c'era bisogno solo di leggerezza.


10)"QUELLO CHE CI RESTA" (Ermal Meta, Roberto Cardelli)➡ Quando si descrive l'amore si tende a mettere troppe cose in mezzo. L'amore diventa vero e bello quando non hai più bisogno di riempire il vuoto con "qualcosa" perchè lo riempi con “qualcuno”.


11)"MOLTO BENE, MOLTO MALE" (Ermal Meta, Emiliano Bassi)➡ Tutti ti dicono un sacco di cose, ti impongono delle regole ma la cosa più importante è fare quello che ci si sente, fregandosene di ciò che pensa e dice la gente.


12)"MI SALVI CHI PUÒ" (Ermal Meta, Roberto Cardelli)➡ Generalmente, secondo Ermal, nell'ultima traccia l'artista si lascia andare a qualcosa che prima aveva timore a raccontare.
L'ha scritta il 25 dicembre 2017. È una canzone divisa in due parti: la prima, sognante; la seconda, una vera e propria richiesta di aiuto che però non viene accolta perché ognuno deve bastarsi a volte da solo.


mercoledì

DUEMILACINQUECENTO RIFLESSI DI NOI… RIFLESSI PER VASCO

"LA PIÙ GRANDE ROCKSTAR MONDIALE. Fra live ed emozioni” sta assumendo i connotati di un “ATLANTE STORICO”.

2.500 fotografie!!! Ecco lo stupefacente risultato del contest fotografico organizzato per la raccolta di scatti da pubblicare sul nuovo libro di Davide Beltrano IlFolle dedicato al Tour 2018 di Vasco Rossi.

Forse parlare di semplice libro risulta riduttivo e, per meglio spiegare questo concetto, ricapitolo qui di seguito il contenuto del “VOLUME” (in ordine sparso perché ogni singolo punto è egualmente importante):
  • 2.500 fotografie che ritraggono i fans
  • Prefazione redatta dal grande Andrea Braido
  • Racconti degli inviati che descrivono ogni singola data del tour 2018
  • Articoli e componimenti redatti da Davide Beltrano IlFolle e da IFolletti (collaboratori de IlFolle)
  • Allegato un DVD, ideato in partnership dal Vasco Fans Club ZPF (Presidente Sandro Furlan), che mostrerà le esibizioni di Andrea Braido, della ROCK STAR - Vasco Tribute Band; sarà arricchito con videoclip di Pia Tuccitto e video musicali (anche inediti) di alcuni dei talenti lanciati da Beltrano (Antonio Esposito e I Senza Tempo).


Il libro uscirà in prelazione a settembre, con spedizione ad ottobre, su un solo canale autorizzato www.dinovitola.net (Dino Vitola Editore), in edizione limitata e con cartolina da collezione (come avvenuto con il grande successo "E poi Modena fans").

Si anticipa già che lo stesso incredibile progetto verrà replicato anche per i prossimi tour, vista la grande domanda di partecipazione dei fans.

Laura Caccia (Elle) – Ufficio Stampa

lunedì

Fabrizio Moro e Davide Beltrano IlFolle: due mondi a confronto.




La diversità è ciò che più caratterizza questo mondo che abitiamo. Ognuno è unico e solo. Tutti portiamo con noi un particolare che ci dipinge come elemento irripetibile e non clonabile. La diversità però, in alcuni casi, può essere accomunata da analogie inspiegabilmente sorprendenti. Ed è proprio nella diversità che si possono celare affinità e tratti comuni. 

Davide Beltrano IlFolle e Fabrizio Moro sono opposti ma non contrari. Non si respingono ma si attraggono come una calamita che richiama a se quei mille spilli sparsi sul tavolo che non sai come raccogliere. Hanno una loro storia singolare, entrambi navigano nel mare dei dubbi che attanagliano la loro mente dopo aver proposto un lavoro importante. Hanno una innata propensione alla scrittura che dà vita a capolavori differenti. Le parole di Fabrizio si trasformano in canzoni mentre quelle di Davide si trasformano in libri. E’ proprio la penna ad essere il loro comune strumento. Una penna che sembra non terminare mai il suo inchiostro nero e marcante che imprimendosi sui fogli bianchi racconta una storia. 

A volte le parole vengono sminuite, si dà importanza ad un gesto quasi come se portasse con se una verità inequivocabile ed assoluta. Le parole, spesso, vengon giudicale male ed in maniera approssimata. Un “ti amo” scritto sul muro davanti casa sembra aver meno valore di un bacio dato davanti ad un portone. Tutti si affidano ai gesti più eclatanti per stupire. Le parole invece sono silenziose e delicate e quando ti rispecchi in quest’ultime te ne prendi cura quasi come se fossero il bambino più bello del mondo che con il tocco leggero della manina ti accarezza il viso. Sono sempre parole pensate, vere, vive. I loro scritti sanno come raggiungere il cuore della gente anche il più duro, superando ogni ostacolo grazie a quella potenza travolgente e stravolgente che aggredisce la mente di ognuno di noi. Affidano i loro pensieri alla carta che non si cancella mai neanche quando viene chiusa in un cassetto e ripresa dopo giorni, mesi o anni. Le emozioni  rimangono immutate nonostante il trascorrere del tempo. 

Queste analogie le possiamo cogliere ancor di più in un brano pubblicato da Moro nel 2013 contenuto nell’album “L’inizio”. “Comunicando” è pezzo di grande impatto emotivo. Un crescendo di prese di posizione. Ogni frase è dritta, decisa:

<<Comunque sono fiero di quello che sono,
vado avanti con la dignità di un piccolo uomo.
Non mi hanno regalato mai niente, niente.>>

Già nell’incipit troviamo un presente che asserisce l’essenza del proprio io. I due con dignità e senza sconti, regali, favoritismi ed agevolazioni si rimboccano le maniche ogni giorno perché la comunicazione è il sale della loro vita. 

Le loro parole non sono mai banali, ripetitive, già sentite o lette. Sono prive di ogni retorica ma nella loro semplicità e nella loro, a volte, scarna struttura sintattica diventano uno specchio riflesso delle nostre anime. Sono libere da riquadri stabiliti e da orpelli, non ricorrono a metafore e si spiegano da sole. 

Moro e Beltrano si sono incontrati diverse volte ed i loro incontri hanno portato alla nascita di un libro: “Fabrizio Moro: uno di noi”. La biografia del cantautore romano scritta dal Folle ricalca i momenti più salienti della carriera di Fabrizio attraverso un viaggio simbolico nei suoi album. Il libro ha avuto forse più del successo sperato infatti Davide spinto dall’amore per la musica del Moro e interessato a questo percorso professionale tortuoso che sembra somigliare al suo ha deciso di scrivere un secondo libro, una biografia aggiornata ed arricchita da aneddoti e curiosità. 

Il loro recente incontro risale all’aprile 2018 dopo il lungo instore promozionale dell’ultimo album di Fabrizio, “Parole rumori e anni”, presso il CC Metropolis di Rende. Nonostante la stanchezza, Fabrizio si è intrattenuto col nostro Folle con il quale ha discusso alcuni dettagli di questo tanto atteso libro che verrà pubblicato tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. Fabrizio è a suo agio, fuma una sigaretta e sembra esser rapito dalle parole di Davide che gli illustra questo progetto. Hanno gli occhi scuri, simili che si cercano e non si perdono mai. Son seduti attorno a questo tavolo come due vecchi amici. Non sono più lo scrittore ed il cantautore.  Sono solo due amici tanto diversi quanto simili uniti da un sodalizio affettivo e professionale che probabilmente non finirà mai. 

Ci cibano grazie alle loro emozioni che inevitabilmente diventano nostre e ci si cuciono addosso come un vestito su misura.  Chi li ama non si sazia mai anzi è sempre più affamato e voglioso di novità.

Anna Ciardullo