venerdì

"Vasco in concerto in Calabria? Dal 2007 tutto tace. Ecco i vari motivi".


Vasco in Calabria è ancora un'utopia, certo, la nostra regione ha ben più gravi problemi, ma comunque sia non si capisce bene perché la nostra regione non sia pronta ad affrontare un evento del genere. La Sicilia non perde mai l'occasione e ogni anno propone uno dei suoi stadi, quello di Messina, per i grandi eventi, perché tutto questo porta turismo e una sorta di attenzione maggiore del resto dell'Italia, verso la propria Terra.

Non è solo il giorno del concerto a creare commercio, ma è tutto ciò che si crea nei mesi prima, fra alberghi prenotati, weekend nostrani e un'esposizione mediatica non indifferente. E allora rimaniamo sul caso calabrese, in particolare su quello cosentino. Lo stadio "Gigi Marulla" di Cosenza, al secolo "San Vito", è stato da sempre teatro di grandi eventi: Vasco, Ligabue, Bob Dylan, Zucchero e tanti altri. Dal 2010 in poi, però, non ci son stati più concerti, solo qualche rassegna teatrale, ma per il resto... tutto tace.

Cosenza è passata ad essere una delle capitali del rock e del pop italiano a misero contorno urbano nei giorni estivo.

E quest'anno poteva essere l'anno buono, e chissà se ancora non lo sia, in quanto il Sindaco Occhiuto ha sempre avuto una visione futuristica della città tenendo ben presente tutti quegli elementi che potrebbero farla crescere di più, e un concerto di Vasco è un evento irripetibile, si guardi a Modena Park, con un solo concerto la città di Modena è riuscita a muovere ingenti quantità di denaro portando benefici a tutta la città. 

Collegare quindi al concerto un Vasco day che duri uno, due mesi, con mostre fotografiche, ricordi dal passato, anche perché fra Vasco e Cosenza c'è un rapporto viscerale che è cresciuto poi nel tempo. L'ultimo concerto risale al 2007, da lì in poi nessuno più in Calabria ha proposto uno stadio alla più grande rockstar del nostro paese. Paura? Dubbi organizzativi? Stadi troppo piccoli? E allora cosa devono dire a Padova, Stadio Euganeo, con quasi gli stessi posti dello Stadio di Cosenza, non è certo un problema di numeri, anzi, si fanno due date e tutto si risolve, e la città guadagna in immagine e in profitti. 

Ma a Cosenza e in generale in Calabria, non c'è la cultura della musica, quella vera, quella da grandi eventi, perché vuoi o non vuoi, questo ti porterebbe ad un'esposizione molto estesa facendo crescere il nome della città e facendo arrivare in essa, migliaia di persone pronta ad assistere alle performance musicali dei protagonisti del nostro tempo. 

Ancora forse siamo in tempo, se non per quest'anno per l'anno prossimo, allora la Calabria si faccia avanti, non può più rimanere nelle retrovie. 

Il primo concerto di Vasco a Cosenza, allo stadio "San Vito", risale al 29 agosto 1987, "C'è chi dice no tour"; poi il 31 agosto del 1989 nel "Liberi liberi tour"; successivamente si è esibito a Cosenza l'8 Agosto 1996, nel "Nessun pericolo per te tour"; poi il 2 settembre del 1999, "Rewind Tour", e infine nel 2007, per il "Basta poco tour", il 7 settembre, con le prove generali fatte il 5. 

In tutto 5 concerti in 30 anni, più una prova generale. Da tener conto che i concerti son stati fatti tutti in un ventennio, dal 1987 al 2007. Da 10 anni a questa parte poi il buio, e insieme a Cosenza tutta la Calabria!

Da ricordare, infine, che proprio alla Calabria Vasco ha dedicato un clippino nel 2010, e sempre da questa Terra, è nato il libro su Modena Park "E poi Modena fans", raro pezzo da collezione per tutti i vasconvolti.

Davide Beltrano IlFolle


"Il supermarket del sesso a portata di click".


Il 20 settembre del 1958, le case di tolleranza vennero bandite in Italia attraverso la legge Merlin, quest'ultima senatrice ed esponente socialista. Una scelta drastica, moralista, una proibizione assoluta e che ancora oggi, almeno formalmente, perdura. E allora chiediamoci perché nel 2017, sempre in Italia, si può trovare il supermarket del sesso a portata di un click. Mi spiego meglio.

Oggi basta andare su siti specifici (provate a cliccare bakeka.cosenza), e scegliere la propria donna a pagamento, quasi come se ci si trovasse ad un fast food: innumerevoli inserzioni che contrastano completamente la legge italiana, infatti, la legge, bandisce la prostituzione all'aperto e in case chiuse, e allora come mai si lascia a viso scoperto questo mercatino del sesso sul web?

Non esiste una legge apposita? O dietro essa c'è un business oggi sottovalutato e che sta diventando la nuova America per alcune volpi che sguazzano in questa estesa mancanza di regole da parte dello Stato italiano. Perché tutto non ci è chiaro: tuo legge, sai dove stanno queste ragazze, sai l'indirizzo preciso ma comunque sia fai finta di niente; se le case di tolleranza son state bandite nel 1958, allora queste cosa sono?

Ecco come manda in confusione la legge odierna: "la singola persona che si prostituisca in un immobile (una casa, un appartamento), non è punibile per l’atto del prostituirsi (infatti non esiste il reato di prostituzione nell’ordinamento italiano), ma può rischiare una incriminazione per il reato di esercizio di casa di prostituzione (art. 3, comma 2, numero 1, della legge n. 75 del 1958.)".

Perché non fare una legge ad hoc per liberarle dal banditismo, sarebbe meno ipocrita e non si creerebbero vuoti di legge, ma si sa, l'Italia è un paese cattolico dove la Chiesa domina anche gran parte delle sfere politiche, e allora si preferisce fare il solito giochino italiano, lasciando un ampio raggio di vuoto fra la legalità e l'illegalità dove, una marea di gente senza scrupoli, si lancia verso esse cercando si sbarcare il lunario.

Ma intanto tutto tace, basta un click, una chiamata al catalogo del sesso e tutto passa. Quanto questo fa comodo ai piani alti??? 

lunedì

Le Deva: fuoriclasse del nostro tempo!



Stanno conquistando tutti con il loro ultimo singolo "Semplicemente io e te". Le Deva (Greta, Verdiana, Roberta Pompa e Laura Bono), fanno collezione di grandi soddisfazioni con il loro nuovo singolo che sta letteralmente spopolando sul web. Dal secondo posto di iTunes fino alle tante condivisioni sui Social tanto da finire nelle tendenze musicali dell'ultima settimana. Una piccola vittoria per le 4 donne rock che hanno deciso di fare un percorso comune riuscendo, tra l'altro, a convincere tutti in poco tempo.

Perché nelle loro intenzioni c'è la voglia di emozionare, di sorprendere con un progetto ambizioso e coraggioso. Era da tempo che non si vedeva in Italia un gruppo formato da sole donne, e diciamocela tutta, gli ultimi tentativi in tal senso erano stati al quanto disastrosi. Ecco perché Le Deva son diverse da tutte e tutti, perché non sono certo un gruppo per adolescenti ma un gruppo che mira alla qualità dei testi, delle composizioni e "Semplicemente io e te" lo dimostra appieno.

Nel loro imminente futuro c'è un album pronto, il 20 ottobre la data d'inizio, il viaggio proseguirà così attraverso il loro progetto che ascoltando voci di corridoio, si prospetta molto interessante e con tanti spunti cantautoriali. Intanto il loro tour quest'estate è andato a gonfie vele e il feeling tra le 4 leonesse è cresciuto di data in data.

Siamo davanti ad un nuovo fenomeno della musica italiana e questo ci piace perché finalmente a trionfare è la qualità, il bel canto, le belle canzoni... come succedeva più spesso una volta. 

Molti non volevano puntare un centesimo su questo quartetto inedito pop, ma invece si son dovuti subito ricredere e adesso eccoci qua, non resta che vederle prime nella classifica degli album fra un paio di giorni. Bene, scommettiamo che sarà così!?!

giovedì

"Antonio Esposito: 35000 visualizzazioni per il video del suo ultimo singolo"


Il successo inarrestabile di Antonio Esposito è ormai in piena maturazione. Con il brano "Francesca", ha conquistato la vetta della classifica e ora il video ufficiale raggiunge le 35000 visualizzazioni. Un brano che è stato trasmesso da Rtl, Radio Deejay, Radio Italia, riconoscimenti importanti per il cantante di Matera che non si scompone ma va avanti con i suoi mille progetti.

"Francesca" è un brano di coraggio, che parla di una storia difficile che viene superata grazie alla forza che solo le donne hanno dentro in modo così potente. E' un inno alla donna che non si arrende, un brano che porge la mano alle tante ragazze-madre che devono andare avanti lottando e superando milioni di ostacoli.

Esposito è uno dei pochi cantautori della nuova generazione che racconta storie, difficilmente lo troviamo in brani facili pronti per le classifiche estive; Esposito mette nelle sue canzoni, prima di tutto, il mondo che lo circonda, raccattando storie dalla periferia italiana che diventano un caleidoscopio di sensazioni pronte a trasformarsi in musica.

Il pianoforte è il suo strumento principale, il leitmotiv che trascina i suoi fans in un mondo non perfetto... ma sicuramente migliore. Le tante visualizzazioni non sono un caso e l'interesse delle grandi radio non arriva in maniera calcolata. Il nostro cantautore non vuole fermarsi e ha già pronte nuove canzoni ma... su questo... vige l'assoluto riservo. In fondo è meglio così, basta solo attendere... solo attendere!

mercoledì

Lombardia e Veneto come la Catalogna?



Si sta riscrivendo la storia. La storia socio-politica, quella geografica e anche quella dell'umanità.

La notizia dell'autonomia e della indipendenza della Catalogna ha messo in discussione i valori e i principi sui quali si basano i più importanti diritti dell'uomo.

Questa sicuramente non è la sede adatta per discutere se sia idoneo e/o legittimo il referendum voluto dai catalani, ma senza dubbio non si può tollerare il "silenzio" dell'Europa, la violenza gratuita sulle persone che volevano solo esprimere ed esercitare il loro diritto di voto.

Ormai il lite motiv è sempre lo stesso: farsi la guerra. Un concetto, però, a tutto tondo. Tutto ricade nelle mere azioni contro il popolo e contro una sovranità.

Alla fine di tutto questo, pertanto, non dobbiamo meravigliarci di ciò che sta accadendo.

Il prossimo 22 ottobre gli elettori della Lombardia e del Veneto verranno chiamati a votare per un'autonomia della quale si discute ormai da anni.

Allora vi sarà un remake?
Lombardia e Veneto chiedono l'indipendenza dall'Italia e quindi la secessione?

A questa domanda, per fortuna, possiamo rispondere positivamente, in quanto le due regioni citate vorrebbero solo mutare e diventare "a statuto speciale". Certo, perchè in Italia non vige solo la Costituzione, ma un'altra fonte di diritto chiaramente sono gli Statuti approvati in ogni regione del nostro Paese.

I lombardi e i veneti chiedono solo nella gestione e nelle organizzazioni di fattispecie, determinata autonomia dal Governo centrale.

In sostanza, si chiede d’intavolare una trattativa per ottenere la gestione di quante più materie possibili nel pacchetto di quelle che la Costituzione indica come trasferibili o «concorrenti». Ventisei competenze in tutto. Si chiama regionalismo differenziato. Il menu è potenzialmente ricchissimo, dai giudici di pace alla sicurezza del lavoro, dalla tutela dell’ambiente ai beni culturali.

Sempre più verso un nuovo capitolo della politica italiana.


Giorgia Tagarelli