venerdì

Caso Orlandino Greco: ecco quando le chiacchiere superano le prove!


Sembra quasi una caccia alle streghe, tutti pronti a puntare il dito sull'ennesimo politico di poca onestà. 

Bastano accuse senza prove, chiacchiere di alcuni pentiti magari pronti a dire di tutto per salvarsi la vita, e il gioco sembra fatto. Già, perché la gente è stanca di leggere sempre di politici che cercano di rubare sempre di più la speranza ai cittadini, così succede che la vicenda di Orlandino Greco viene ingigantita da alcuni media mentre il processo che va avanti fa i conti con l'incongruenza enorme delle tesi dei vari pentiti. 

Orlandino è o non è colpevole?! Certamente per chi lo infanga lo è a prescindere anche senza prove in mano, perché è proprio di questo che si tratta: alla gente serve spesso un capro espiatorio e poco importa se si deve aspettare la fine di un processo o capire bene la situazione, perché alla gente, quella distratta, oggi come oggi basta poco per catalogare!!

Il caso vede pentiti scagliarsi contro Orlandino Greco reo di aver condotto nel 2008 una campagna di voti di scambio, quasi come se quel 93% di votanti siano stati tutti ricattati dalla 'ndrangheta locale. 

Allora lo scagionamento di Orlandino diventa lo snodo cruciale per tenere alta la speranza in Calabria, non si può pensare che a perdere o a vincere sia solo un politico ma tutta l'intera comunità che lo ha votato. 

Cerchiamo di criticare l'operato dove è possibile, e questo giornale n'è un esempio, ma non facciamoci prendere da facili giudizi prima dell'esito giudiziario, perché poi si sa, quando la barca va a picco siamo tutti dall'altra parte del fiume ma quando sulla barca ritorna la festa allora bè, ecco che tutti sono lì a ballare!!

mercoledì

Scandalo al Festival di Sanremo! È ora di cambiare tutto.


Il Festival di Sanremo ancora deve partire e già diventa scandalo nazionale. Indagato lo scenografo del Festival e a quanto pare non è l'unico sotto la lente della Magistratura. 

È venuto fuori uno scambio di mazzette che a questo punto getta fango sulla purezza di un Festival che era stato annunciato da Carlo Conti in pompa magna. Una batosta terribile questa per un Festival già sotto l'occhio critico del pubblico italiano, per i costi esorbitanti di questa edizione. 

Anche Carlo Conti in queste ultime ore sta chiarendo oltre che i suoi legami con il caso tangenti, anche il suo compenso che, per placare le critiche, ha detto che sarà donato per una parte ai terremotati. Gesto che era già era previsto da Conti, a suo dire, ma che ora diventa una scelta chiara che ci fa capire come Conti e la Rai siano completamente nel caos più totale. 

Per questo annullare o rimandare il Festival sarebbe la scelta più giusta da fare, per dare un segnale concreto a tutta la nazione, per ripensare alla formula del Festival che potrebbe partire da Sanremo e toccare varie città italiane. In questo modo a rotazione tante città potrebbero avere lustro e tanta pubblicità, fra lavori e impieghi, sponsor, creazione di attività affini al Festival, questo sì che sarebbe il modo giusto per fare del Festival della Canzone italiana una festa non solo utile alla tv italiana, ma traino aggiuntivo per varie città italiane. 

Immaginate come sarebbe bello avere 5 città ogni anno nelle quali fare il Festival, una sorta di candidatura che porterebbe la nostra nazione ad avere un Festival originale e precursore di un genere.

Ma alla Rai hanno altri piani e allora teniamoci questo Festival dai compensi enormi e una scenografia frutto di tangenti e mazzette misteriose che entrano ed escono dal Festival in modo fugace e viagliacco.

In un paese civile le dimissioni del dirigente più alto sarebbero una prassi e invece si limiterà tutto come sempre e si cercherà di far passare questo scandalo sottobanco dando evidenza ad altri fattori.

Per ultimo, ecco i vari compensi di tutti i protagonisti.

"La Rai per il prossimo Festival di Sanremo pagherà per sole cinque serate al conduttore Carlo Conti ben 650.000 euro, oltre ad altri emolumenti per la conduzione di altri programmi sulla Rai. Sempre per Sanremo la Rai pagherà per soli 15 minuti di apparizione ben 50.000 euro ciascuno a Mika, a Ricky Martin e Tiziano Ferro. A Maurizio Crozza per le cinque serate ben 100.000 euro".

giovedì

Rocco Schiavone vince su I Bastardi di Pizzofalcone. Ecco i perché?


Rocco Schiavone e I Bastardi di Pizzofalcone hanno risollevato la Rai da quel mediocre impasto di fiction che spesso, soprattutto negli ultimi tempi, ha occupato una posizione di prim'ordine nel palinsesto settimanale. Infatti, le due fiction risultano essere raggruppate nella stessa categoria, gialli polizieschi, ma rispetto a tante altre rivisitazioni del genere, hanno quella marcia in più che fanno di loro due ottime produzioni.

C'è da dire subito che Bastardi di Pizzofalcone, però, pur nella sua buona sceneggiatura e trama, non è ai livelli di Rocco Schiavone, e in pochi punti ecco i perché.

Rocco Schiavone ha dalla sua una sceneggiatura più ispirata grazie ai romanzi di Manzini, ma non è solo quello a farla da padrone. In Schiavone c'è una sorta di imperfezione reale; Schiavone incarna il prototipo dell'italiano medio, pronto ad infrangere le regole e a chiamare "rotture di coglioni" tutte le varie cose che possano portare ad un impegno assiduo nel proprio lavoro. Schiavone è un antieroe moderno che a volte ruba ai ricchi per dare ai poveri, che ci lascia sempre con il brivido perché per avere legge, a volte, in questo mondo, è giusto aggirare la legge.

In Bastardi di Pizzofalcone, l'Ispettore Lo Iacono, ha lo stesso grado di solitudine interiore di Schiavone, ma sul lavoro è diverso: è più concentrato, rispetta sempre le regole, o quasi, ha dei principi saldi e non cede alla pigrizia. I due protagonisti nella realtà si troverebbero ad odiarsi completamente, lo capiamo subito da una delle prime scene de I Bastardi di Pizzofalcone, quando Lo Iacono, arriva nel nuovo commissariato e riprende i vari poliziotti sbadati e con un alto livello di superficialità. A Schiavone invece questo non importa un cazzo, vorrebbe solo esser lasciato in pace da tutto e tutti.

In Bastardi di Pizzofalcone, però, c'è un punto a favore: i personaggi di contorno. Questi sono curati con più attenzione e risultano essere dei protagonisti secondari con le loro storie contorte e particolari. Quello che non succede alla fiction Rocco Schiavone dove i comprimari, sono messi lì per esaltare la scena del protagonista. 

Ma questo unico punto a favore non riesce ad elevare I Bastardi rispetto a Schiavone. Quest'ultimo è imperfetto, sbagliato, illegale, ed è questo che attrae, oltre alla qualità dei casi risolti che sono strutturati in miglior modo rispetto al competitor televisivo.

Da una parte abbiamo un Gassman forse troppo bloccato dal personaggio che non esprime a meglio le sue doti da attore: manca l'ironia, la battuta sferzante, doti tipiche del bravissimo attore romano. Dall'altra abbiamo Giallini, propriamente a suo agio in un personaggio così fuori le righe e che fonde la sua complicata personalità, con una sottile ironia di fondo che viene fuori alla grande in determinate scene: vi ricordate  per esempio quando per scappare al ringraziamento di fine indagine di una coppia, scappa dalla finestra??

In ottica ascolti, Pizzofalcone spopola per il suo carattere pop che lo pone vicino al giallo alla "Don Matteo", pur avendo delle notevoli differenze con quest'ultimo, e grazie a Dio potremmo dire. Schiavone sulla seconda rete della Rai ha fatto miracoli, ma è purtroppo legato alla scrittura di altri romanzi da parte di Manzini, che può essere anche un pregio, come detto già all'inizio, perché non c'è il rischio di vederlo sotto il pattume delle sceneggiature televisive che dopo le prime serie, finiscono con il ripetersi solamente.

Insomma, I Bastardi di Pizzofalcone e Rocco Schiavone... rilanciano la RAI!

JEKO DELL'OMO: IL NUOVO FENOMENO MUSICALE!


Matteo Jeko Dell'Omo è uno di quei cantautori che vivono nei meandri della musica di periferia. E' stato proprio lui ad esser scelto per la compilation Sognando Sanremo dove, ai big della musica come Renato Zero, Patty Pravo, Max Pezzali e tanti altri, vengono affiancati 10 talenti emergenti pronti a sorprendere il pubblico con i loro brani.

E Jeko ha fatto questo: ha sorpreso la commissione di Sognando Sanremo presieduta da Dino Vitola, con un brano intimo, un testo profondo e non con melodie facili, oggi diremo quasi da Talent Show. Infatti, Jeko, è più uno da strada che da vetrine facili, e basta ascoltare le strofe del suo brano "Quante cose", per sentire il profumo della vita che scorre nelle vene.

Lui non ama molto le interviste ma sul web inizia a fare sul serio con una promozione del suo brano che lo porterà, in oltre 800 negozi musicali online, ma anche in tv. Il cantautore di Anagni, difatti, è stato selezionato da TalentFest, un Festival senza classifiche che mette in risalto il talento nazionale, per esibirsi in primavera sull'emittente televisiva "MilleVoci", più di 250 canali nazionali, compreso Sky. Una grande soddisfazione per Jeko e tutta la sua splendida famiglia.

Il suo brano potrà essere acquistato nei vari circuiti molto presto e intanto Matteo si prepara a questa grande avventura che da Sanremo lo porterà in tv. 
Adesso, è proprio giusto dirlo: tocca a lui!

lunedì

Batman Rebirth: buona la prima ma...


E' un Batman nuovo, lineare, quasi più "umano". E' un personaggio meno "cazzuto" quello che Tom King ci dona nel primo numero del Rebirth. Non a caso il totale restyling del fumetto, ha portato delle nuove peculiarità che potrebbero da un lato far apprezzare questa scelta, dall'altro far storcere il naso agli ormai affezionati fans di Snyder e Capullo.

Già, anche i disegni cambiano, ora meno appuntiti e con un costume nuovo che ci sembra veramente ben fatto. Ed è bello vedere in azione il nuovo Batman, soprattutto nella scena dell'aereo dove il nostro eroe fa i conti con il momento finale della sua vita. Da una parte c'è il guerriero disposto a morire per salvare i cittadini, dall'altra parte Alfred che anche nel momento più fragile, rimane freddo per portare a casa la missione. E' una sorta di realtà-finzione che regge bene il gioco pericoloso del supereroe. E poi alla fine non succede nulla perché arriva Superman, anzi no, arriva Gotham?!?!

Ma come abbiamo detto ci troviamo davanti ad un Batman meno solitario, e quasi come nel "Ritorno del Cavaliere Oscuro" di Miller, qui Wayne si trova a fare i conti con giovani guerrieri da addestrare, sì, perché all'orizzonte c'è un pericolo che da solo non riuscirebbe mai a sconfiggere. 

Il fumetto arriva così nel punto cruciale: scene che si susseguono che somigliano tanto al film "Suicide Squad", quando in pochi minuti, e con ritmo calzante, Amanda Waller ci presenta la squadra di criminali. Qui, invece, non siamo davanti ad una squadra di teppisti, ma giovani guerrieri che devono essere addestrati per difendere Gotham, e poi arriva l'incognita che sa per l'appunto tanto di Sucide Squad: Clayface come new entry della squadra formata da Batman e Batwoman, alla quale finalmente viene dato un ruolo di prim'ordine.

Insomma, il ritmo c'è, la trama inizia a svilupparsi, ma speriamo fortemente che questo Batman non sia troppo gentile o che non faccia trasparire il suo lato umano. In fondo il nostro Cavaliere della notte deve rimanere sempre il fottutissimo Batman, quello arrogante e quasi senza sentimento, queste sono e saranno sempre le sue caratteristiche. 

Il Rebirth quindi mostra forse il suo lato più commerciale in questo primo numero ma ci sono tanti margini che ci fanno ben sperare per il futuro. 
Buona la prima in fin dei conti!

PS:
questo e altri fumetti potete trovarli alla "Comix Store 2.0", in via XXIV Maggio, a Cosenza,